Stop all'utilizzo di acqua potabile a Levico, ecco cos'è successo (e perché non c'entra con 'l'acqua rossa'). Il Comune revoca l'ordinanza: “Emergenza rientrata”
Dopo l'ordinanza che nella serata di ieri ha vietato l'utilizzo di acqua potabile sul territorio di Levico Terme, l'emergenza ora è rientrata grazie al lavoro dei tecnici che hanno ripulito i serbatoi interessati

LEVICO TERME. “Viste le verifiche effettuate da Amambiente, ente gestore della rete idrica comunale, l'emergenza risulta essere rientrata, con il ritorno alla potabilità dell'acqua dell'intero acquedotto comunale”. Sono queste le parole con le quali l'Amministrazione comunale di Levico Terme annuncia la revoca dell'ordinanza, firmata nella serata di ieri, con la quale il sindaco Gianni Beretta aveva vietato l'utilizzo di acqua potabile (o per la produzione di alimenti) a tutte le utenze servite dalla rete acquedottistica a causa dell'eccessiva torbidità (Qui Articolo).
Ordinanza arrivata, spiega a il Dolomiti l'assessore alla Salute di Levico Patrick Arcais, dopo il maltempo di ieri, che ha “trasportato alla sorgente localizzata nella frazione di Barco, e poi in tutta Levico, del sedimento di natura calcarea, che ha in sostanza reso 'bianca' l'acqua”. Il sedimento, dice l'assessore, probabilmente si era depositato in seguito ai lavori eseguiti lo scorso anno sul Rio Sella (dopo una violenta alluvione che aveva danneggiato anche l'acquedotto Qui Articolo) ed il maltempo di ieri “deve aver fatto filtrare la ghiaia, che è poi stata trasportata alla sorgente. L'allarme a quel punto è scattato immediatamente, le vasche interessate sono state svuotate ed è stata emanata l'ordinanza su tutto il territorio, vista l'impossibilità di verificare tutti i civici collegati”.
La pioggia in sostanza, spiega la presidente di Amambiente Manuela Seraglio Forti: “Ha 'sporcato' la sorgente ed i nostri tecnici sono quindi entrati in azione per spurgare i serbatoi nei quali si era raccolta l'acqua torbida. L'evento dello scorso anno deve aver in qualche modo modificato l'assetto geologico della sorgente di Barco, perché è la prima volta da vent'anni che la sorgente stessa viene 'sporcata' dalla pioggia. I tecnici comunque hanno lavorato fino all'1 di questa notte riprendendo poi le operazioni alle 5 ed ora l'emergenza è rientrata”.
Di certo, hanno sottolineato sia Arcais che Forti, c'è che l'evento di ieri sera non ha niente a che fare con la problematica relativa alla fuoriuscita di “acqua rossa” (per la presenza, all'interno, di ossido di ferro) dai rubinetti, segnalata più volte negli ultimi anni da diversi cittadini di Levico: “Sono due cose completamente slegate – dice infatti la presidente di Amambiente – il problema dell' “acqua rossa” è relativo a tre ramali (tre tubazioni in pratica) in una particolare zona del territorio e riguarda diverse decine di famiglie che abitano nell'area. Si tratta di una questione, quindi, che non riguarda la sorgente né i serbatoi, ma alcune condutture vetuste (che non fanno parte dell'acquedotto pubblico essendo ramali lottizzati in maniera privata) che rilasciano ruggine nell'acqua”.
Proprio su questa questione, conclude Forti: “Negli scorsi giorni i cittadini interessati hanno tenuto un incontro insieme al sindaco e ad un nostro tecnico, che hanno spiegato le cause e la soluzione: cambiare i ramali interessati. Ora si sta lavorando per concordare i prossimi passi insieme ai cittadini”. Lo scorso agosto un'altra problematica, questa volta di natura sanitaria, aveva portato ad un'ordinanza (rimasta attiva per qualche giorno) a Levico Terme, nella frazione di Santa Giuliana, dove il sindaco aveva vietato (in via precauzionale) l'utilizzo di acqua potabile (senza previa bollitura) per la presenza di alcuni valori anomali e di parametri oltre il limite del consentito (Qui Articolo).


















