Tragedia della Marmolada, Sgarbi: “L’uomo è incapace di rispettare la natura, le vittime non hanno colpa ma dobbiamo interrogarci”
Sgarbi, dopo la tragedia della Marmolada: “Dobbiamo interrogarci su quello che facciamo (e soprattutto non facciamo) per impedire che le azioni dell’uomo alterino un equilibrio millenario che adesso, è ormai evidente, mette in discussione la stessa sopravvivenza del genere umano”

CANAZEI. “La tragedia della Marmolada ripropone il rapporto tra uomo e Natura. E l’incapacità del primo a rispettarla, salvaguardarla, tutelarla”. Così Vittorio Sgarbi, presidente del Mart di Rovereto e del Mag di Riva del Garda, riapre il dibattito su un tema già molto discusso anche alla luce dei cambiamenti climatici.
L’incidente di ieri sulla Marmolada, dove sono morte 7 persone e i dispersi potrebbero essere oltre una ventina, è legato a una serie di fattori: le scarse nevicate dell’inverno, che hanno lasciato “scoperto” il manto del ghiacciaio, e le alte temperature registrate. Il giorno prima del distacco sulla cima Marmolada erano stati toccati i 10 gradi, un record.
“Le povere vittime – precisa Sgarbi – certamente non hanno alcuna colpa, erano lì perché affascinati dalla Natura. Ma dobbiamo interrogarci su quello che facciamo (e soprattutto non facciamo) per impedire che le azioni dell’uomo alterino un equilibrio millenario che adesso, è ormai evidente, mette in discussione la stessa sopravvivenza del genere umano”.













