Tunnel Loppio-Busa: doveva essere pronto nel 2021 ma la fine lavori è stata posticipata al 2025. Confcommercio chiede delucidazione a Fugatti
Lo scavo del tunnel principale della Loppio-Busa è solo al 40%: l’abbattimento del diaframma è previsto per il 2023 ma la fine dei lavori è stata posticipata al 2025. Confcommercio Alto Garda: “La viabilità è un tema fondamentale per le nostre imprese e per il turismo”

RIVA DEL GARDA. “Per il nostro territorio la viabilità è un tema fondamentale per le nostre imprese e per il turismo” così il presidente della sezione Alto Garda e Ledro di Confcommercio Trentino, Claudio Miorelli, a margine della riunione con il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti. Durante la riunione è emerso un quadro in chiaroscuro per quanto riguarda la viabilità altogardesana.
In particolare a far allarmare Confcommercio sono il costo dell’energia, il rincaro delle materie prime e le difficoltà di reperimento di componenti che rischiano di rallentare gli interventi già programmati e quelli futuri. Sul tavolo per l’appunto il grande nodo della viabilità, declinato soprattutto nei tre grandi temi che interessano il territorio: viabilità interna, la ciclabile del Garda e il tunnel Loppio-Busa. Quest’ultima opera doveva essere consegnata nel 2021 ma per una serie di contrattempi (fra cui il Covid) la fine dei lavori è stata posticipata al 2025.
“Stiamo chiudendo una stagione che, dalle prime impressioni – ha detto Miorelli – sembra dia conforto agli operatori. Ma come imprenditori legati al territorio non possiamo non chiedere delucidazioni su alcuni temi che hanno un profondo impatto sia nell’immediato che per gli anni futuri. Apprendiamo per esempio che il collegamento tra l’uscita del tunnel Loppio-Busa avrà tempi lunghi, con il rischio addirittura di vedere terminato il tunnel senza poterlo utilizzare perché manca questa seconda infrastruttura”.

Oltre che sulla ciclabile del Garda, che a quanto pare sta procedendo a rilento, i commercianti chiedono aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori del Palacongressi e del quartiere fieristico. A preoccupare le aziende, però, sono anche i rincari di materie prime ed energia che colpiscono duramente e in modo trasversale ogni tipo di attività.
“I lavori pubblici – la replica di Fugatti – sono un argomento particolarmente richiesto da ogni territorio. Purtroppo stiamo vivendo una situazione molto complicata, che oltretutto cambia di semestre in semestre. Abbiamo da poco adeguato il prezzario dei lavori pubblici e a giugno abbiamo già dovuto farne un’ulteriore revisione”. Al momento la Provincia è in attesa di definire le linee guida, cercando di trovare un punto di incontro tra la sostenibilità economica dell’ente pubblico e quello delle imprese. “Queste dinamiche – ha sottolineato il presidente della Pat – interessano tutti i cantieri della provincia, non soltanto quelli dell’Alto Garda”.
Per il tunnel, “opera complessa e impegnativa”, ha ribadito Fugatti, alcuni ritardi sono imputabili a infiltrazioni che hanno rallentato i lavori in entrambi i tunnel, quello principale e il cunicolo di servizio. Se il primo ha raggiunto circa il 40% dello scavo, per il secondo si è oltre il 70%, con la previsione di abbattere i rispettivi diaframmi nel 2023. La Provincia stima che la fine dei lavori sarà analoga per entrambe le opere, all’incirca nel primo quadrimestre del 2025.
“Quando si iniziano i lavori – il commento di Fugatti – si vorrebbe che non ci fossero mai intoppi o rallentamenti, e il più delle volte è così. Talvolta, invece, soprattutto di fronte ad opere complesse e di grande impatto, è inevitabile che nel corso dell’opera si debba far fronte ad imprevisti. Oggi dobbiamo anche fare i conti con i rincari delle materie prime che stanno mettendo in difficoltà le imprese”.












