Uccise i genitori e li gettò nell'Adige, chiesto l'ergastolo e l'isolamento diurno per un anno per Benno: ''Un freddo calcolatore. Non psicotico ma psicopatico''
Sabato potrebbe concludersi il processo a Benno Neumair il 31enne bolzanino che ha ammesso di aver ucciso i suoi genitori. Oggi la requisitoria dei pm Igor Secco e Federica Iovene davanti alla Corte d'assise di Bolzano. Ecco cosa è emerso
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BOLZANO. Ergastolo per omicidio plurimo aggravato e isolamento diurno per un intero anno. Questa la richiesta dei pm Federica Jovene e Igor Secco per Benno Neumair il 31enne bolzanino autore dell'omicidio dei suoi genitori, Laura e Peter poi gettati nell'Adige. Come si ricorderà per giorni il giovane ha finto di non sapere nulla di quanto successo salvo poi, con la scoperta del cadavere della madre, ''ritrovare'' la memoria e ammettere il duplice omicidio. Anche per questo l'accusa ha chiesto che non vengano riconosciute eventuali attenuanti perché la confessione fatta dal 31enne sarebbe stata a quel punto superflua perché fatta dopo il ritrovamento della salma.
A maggio si era svolta una delle udienze più importanti del processo durante la quale si erano ascoltati i periti, la criminologa Isabella Merzagora, lo psichiatra Edoardo Mancioppi e lo psicologo Marco Samory, che dovevano valutare le capacità di intendere e di volere di Benno al momento dei due omicidi. Il riconoscimento della seminfermità mentale è stato sin dall'inizio del processo una delle chiavi difensive dell'imputato. Secondo i periti incaricati dal giudice Benno avrebbe avuto una ridotta capacità di volere nel primo omicidio, quello con il padre, perché il litigio avvenuto avrebbe innescato il suo disturbo di personalità.
Diversa invece la situazione per il secondo omicidio, quello della madre. In questo caso Benno, secondo i tecnici, era invece capace di intendere e di volere. La posizione degli esperti è stata però contestata in aula dalla parte civile in quanto il fatto che vi sia stato un litigio con il padre è solamente il giovane che lo racconta e quindi non vi è, secondo sempre gli avvocati delle parti civili, nessun elemento certo. A esprimersi in maniera diversa sono stati gli esperti della Procura secondo i quali Benno era capace di intendere e di volere in entrambi i delitti.
La richiesta dei sostituti procuratori Igor Secco e Federica Iovene durante la requisitoria davanti alla Corte d'assise di Bolzano di ergastolo discende anche dal fatto che Benno sarebbe stato un ''freddo calcolatore'' e avrebbe predisposto tutto manipolando anche le persone intorno a lui per costruirsi alibi e ''alleati'' dopo la scomparsa dei genitori. La menzogna, sempre secondo i pm, sarebbe stato ''il filo rosso'' che avrebbe caratterizzato il suo comportamento e questo non determinerebbe un atteggiamento psicotico quanto da ''psicopatico'' con tratti ''narcisistici'' che ne determinano il comportamento da delinquente e manipolatore. Insomma nessun disturbo della personalità tale da portarlo a non capire cosa stava facendo, nessuna ipotesi di incapacità di intendere e volere. Per questo i pm hanno chiesto di non considerare le attenuati generiche e quindi di ottenere il massimo della pena per il duplice omicidio dei suoi genitori.
La Corte ha previsto per la discussione del processo, comprese le repliche, tre giornate, fino a sabato. Dopo la requisitoria, la parola spetta agli avvocati di parte civile - in rappresentanza di Madè, sorella di Benno, e della signora Carla Perselli, sorella di Laura - e successivamente si terranno le arringhe degli avvocati difensori di Benno. In base a questo calendario dei lavori, la Corte dovrebbe ritirarsi già sabato in camera di consiglio così da poter dare lettura del dispositivo della sentenza nella serata dello stesso giorno. Nel caso in cui la discussione dovesse invece protrarsi fino ad occupare l'intera udienza di sabato, la Corte d'assise si vedrebbe costretta a rinviare la camera di consiglio a lunedì (se non addirittura a domenica).












