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Trento
20 novembre | 20:07

Una fiaccolata per le vittime di transfobia (FOTO e VIDEO), Arcigay: "Governo Meloni? Maggioranza ultraconservatori, legittimeranno atteggiamenti ostili"

Il corteo è partito da piazza Dante per sfilare per le vie del centro storico, per il Transgender Day of Remembrance, la giornata che la comunità Lgbti+ dedica in ricordo delle persone trans e non-binarie, vittime di crimini d’odio. Ferrari: "Da diversi anni l’Italia detiene il triste primato in Europa. Ma l’opinione pubblica e i politici girano il viso da un'altra parte"

Una fiaccolata per le vittime di transfobia, Arcigay: Governo Meloni?
di Francesca Cristoforetti

TRENTO.  Una fiaccolata in memoria delle vittime dell'odio transfobico. Erano in tanti oggi (20 novembre) a sfilare in un corteo, promosso da Arcigay del Trentino con altre realtà del territorio, che ha illuminato le vie del centro storico per il Transgender Day of Remembrance, la giornata che la comunità Lgbti+ dedica ogni anno in ricordo delle persone trans e non-binarie, vittime di crimini d’odio.

 

"La situazione politica sia provinciale, che nazionale non è di certo amica delle persone Transgender - dichiarano le associazioni presenti -. Continueremo a testa alta a vigilare contro ogni forma di violenza fisica, verbale e istituzionale commessa a scapito delle persone trans. Mettendoci il viso risponderemo colpo su colpo ad ogni tentativo di mettere a tacere le nostre sorelle e i nostri fratelli transgender".

 

 

Molte le candele accese per ognuna di queste persone. Il corteo, partito da piazza Dante ha proseguito per il centro storico per arrivare in piazza d’Arogno, dove sono stati diversi gli interventi di persone trans e di rappresentanti delle realtà che aderiscono. 

 

"Da diversi anni l’Italia detiene il triste primato in Europa - dichiara Eris Ferrari, delegata di Arcigay del Trentino per i diritti delle persone trans - per il numero di persone trans uccise o che si sono suicidate per la transfobia. Solo nel 2022, contiamo una morte violenta per cause sconosciute, tre suicidi, e, se confermato dagli inquirenti, tre omicidi a sfondo transfobico. Questa è una strage infinita e impunita che non risparmia nessun paese nel mondo. Purtroppo i numeri, quelli ufficiali perché il sommerso è molto maggiore, sono tragicamente in aumento. Ma l’opinione pubblica e soprattutto i politici stanno girando il viso da un'altra parte".


La data del 20 novembre è simbolica ed è stata scelta in memoria di Rita Hester, una giovane trans afro-americana assassinata nel 1998 a Allston, Massachussetts: "Rita Hester era una donna nera e trans di 35 anni - prosegue l'associazione -. Rita è stata uccisa con venti coltellate, il 28 novembre del 1998. L’omicidio, un chiaro delitto d’odio, è tuttora senza colpevole".

 

La violenza che attraversano le persone trans non è mai cessata: "L’Italia è sempre al primo posto in Europa per il numero di crimini d'odio nei confronti di persone trans e numero di suicidi - sostiene Arcigay del Trentino -. A livello globale sono 327 gli omicidi di matrice transfobica registrati dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2022. Tra le tante persone che non ci sono più in Italia quest’anno ricordiamo Camilla, Chloe, Sasha, Morgana e Natasha".


Secondo i dati Tgeu (Transgender Europe) riportati da Arcigay tra gennaio 2008 e settembre 2021, oltre 4.000 persone trans sono state uccise in 80 paesi. Le persone migranti costituiscono un numero elevato di omicidi in Europa. E, fra quelli denunciati, il 58% riguardano donne sexworker.

 

"Giungiamo a questa data dopo la preoccupante elezione di un governo a maggioranza ultraconservatrice - prosegue Arcigay -, in cui buona parte delle persone elette aveva applaudito con cori da stadio l’affossamento del disegno di legge Zan che, tra le varie modifiche, avrebbe potuto riconoscere ed estendere l'aggravante per aggressioni, reati, violenze di stampo omo-lesbo-bi-transfobico. Un governo che legittimerà le posizioni più transfobiche".


Sono vite che in Italia sembrano essere ancora "invisibili", "nell'incapacità del nostro parlamento di riconoscere la violenza sistemica che quotidianamente attraversiamo in quanto persone trans, nel pregiudizio dell’esclusione lavorativa, nel mancato accesso a servizi relativi la sfera della salute, nello stigma di una diagnosi ed estenuanti percorsi nei tribunali dovuti a una legge obsoleta datata 1982".

 

Ad appoggiare la manifestazione sono scese in piazza: Agedo Trentino, Anpi del Trentino, Centaurus Arcigay Alto Adige, Cgil del Trentino, Collettivo transfemminista queer Trento, Famiglie Arcobaleno del Trentino Alto Adige, Forum Trentino per la Pace e i diritti Umani, Rete Elgbtqi* Trentino Alto Adige Südtirol, Udu Trento, Uil del Trentino.

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