Contenuto sponsorizzato
Trento
04 novembre | 22:21

Il corteo per ricordare le vittime della Prima guerra mondiale (FOTO), "La guerra non è inevitabile e il rispetto delle minoranze è la regola fondamentale per la convivenza"

Un centinaio le persone che hanno partecipato al corteo organizzato dal Circolo culturale Michael Gaismayr per ricordare i tirolesi trentini caduti sul fronte della Prima guerra mondiale

Il corteo per ricordare le vittime della Prima guerra mondiale

TRENTO. Sono stati ricordati i caduti trentini-tirolesi della prima guerra mondiale. L'associazione Circolo Michael Gaismayr ha rivolto un pensiero particolare alle popolazioni civili che oggi stanno soffrendo a causa delle guerre che oggi stanno martoriando il mondo. 


Un centinaio le persone presenti con il corteo che, partito da piazza Duomo, si è diretto alla lapide di via Belenzani. Un momento di raccoglimento dei partecipanti che a distanza di un secolo portano ancora la memoria di quei giovani soldati morti nel corso del primo conflitto mondiale.


La ricorrenza è stata celebrata venerdì 3 novembre. "E' stata una bella cerimonia - commenta il Circolo Gaismayr - che ha visto la partecipazione del sindaco Ianeselli e di alcuni rappresentanti del Consiglio provinciale, cui è seguito un momento di riflessione a palazzo Geremia". Il tema centrale degli interventi ha riguardato l'avanzata dei neo nazionalismi e la necessità di lavorare a fondo per costruire un'Europa senza barriere dentro la quale cooperare per la pace e la convivenza, nel rispetto delle regole democratiche.

 

Tra i 

 

 

"Dobbiamo impegnarci a portare avanti il messaggio che i nostri caduti ci hanno trasmesso e cioè che la guerra non è inevitabile e che il rispetto di tutte le minoranze deve essere la regola fondamentale per la convivenza", conclude l'associazione.

 

PUBBLICHIAMO IN FORMA INTEGRALE IL CONTRIBUTO DI UN LETTORE

Ricorre il 3 novembre l’anniversario della firma dell’armistizio firmato a Villa Giusti tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro Ungarico il 3 novembre 1918.

 

Erano in molti ieri nel tardo pomeriggio i partecipanti alla manifestazione organizzata dall’Associazione Circolo Michael Gaismayr. Il corteo partito da piazza Duomo era diretto alla lapide di via Belenzani, di marmo troppo fresco, che ricorda i caduti della nostra terra.

Persone che a distanza di un secolo portano nell’intimo la memoria di quei giovani soldati morti nel corso del primo conflitto mondiale dimenticati, senza colpe, per ragion di stato.

 

Dopo oltre quattro anni di guerra, di cui più di tre con l’Italia, i soldati trentini conoscevano il verdetto, finiti dalla parte sbagliata della storia.

 

Attraverso questo paradosso passa la memoria fallace della storia, manicheismo che non ammette sfumature, di qua l'alloro, la retorica, l’esaltazione, di la i perdenti finiti in un fiume carsico, inghiottiti dal silenzio.

 

Popolazioni e Comunità che avevano convissuto e condiviso secoli di storia collaborando pacificamente nel segno del divenire della civilizzazione umana, si ritrovano a cavallo di una cortina di ferro ora chiamata confine.

 

Come in un grottesco gioco dell’oca, del quale anche oggi scorgiamo inquietanti prodromi all’orizzonte, la pacifica convivenza, bene supremo dell’umanità, e genuina aspirazione della gente comune, viene oggi come allora compromessa da divisioni ideologiche, etniche, religiose, fagocitate da interessi politico economici che, ancora una volta mostrano la deprimente circolarità della storia, incapace di trovare la strada del bene comune.

 

L’Associazione ritiene dovere morale inestinguibile la necessità di conservare memoria di quelle sofferenze attraverso il ricordo dei militari caduti, dei militari dispersi senza nome e senza una pietra, di chi è perito per le cause di quella guerra, di chi quelle lacerazioni hanno condizionato l’esistenza, perché Il valore della civilizzazione passa attraverso l’ alfabetizzazione delle nuove generazioni, e noi, ultimo legame vivente con brandelli di diretta memoria di quel mondo, abbiamo il dovere e la responsabilità di trasmettere la conoscenza di quelle tragedie alle nuove generazioni.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 agosto | 20:59
Dopo aver percorso per l'ennesima volta la Translagorai, Attila Dalla Palma racconta una realtà che non si sarebbe aspettato di incontrare lungo [...]
Cronaca
| 18 agosto | 20:20
Mattia Maestri aveva 4 anni quando mangiò un formaggio a latte crudo contaminato, rimanendo per nove anni in stato vegetativo prima di morire lo [...]
Cronaca
| 18 agosto | 18:20
L'osservatorio panoramico di Cima Costabella di nuovo nel mirino dei vandali, dopo il furto delle lamelle che indicavano i nomi delle vette ora [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato