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| 08 giu 2022 | 19:14

"Visite e codici urgenti, ci vuole ancora troppo tempo. Attese più lunghe del previsto". Ioppi accusa: "Servizi ridotti per mancanza di organico"

Dopo l'emergenza sanitaria si è accentuato il problema della carenza di personale medico nelle strutture trentine che si riversa anche sui tempi di attesa delle visite. Ioppi: "Per una visita oculistica ci vogliono almeno 6 mesi. All'interno dell'Apss c'è un subdolo avanzamento del privato. Tra i medici forte demotivazione: il professionista vorrebbe lavorare nel pubblico ma fa fatica"

Visite e codici urgenti, ci vuole ancora troppo tempo
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "La sofferenza generalizzata, non solo dovuta al Covid ma soprattutto per la carenza di personale, si riflette nei tempi d'attesa delle visite. Anche i codici Rao urgenti stanno sforando con i tempi, anche oltre i previsti tre giorni di attesa". Il presidente dell'Ordine dei medici di Trento, Marco Ioppi, usa queste parole per commentare i tempi di attesa più lunghi del previsto, riscontrati nell'accesso ad alcune prestazioni specialistiche

 

"Per interventi chirurgici minori - aggiunge Ioppi - si va al prossimo anno e per una visita oculistica ci vogliono 6-7 mesi. Per non parlare del certificato di idoneità sportiva: queste visite hanno subito più ritardi di tutte le altre, si parla di un minimo di 6 mesi, sono passate in secondo piano". 

Complice la pandemia che ha dilatato i tempi e bloccato alcuni servizi, altri sembrerebbero ora essere stati "ridotti per mancanza di organico", conferma il presidente.

 

Dopo il blocco della prevenzione di primo livello, per esempio, passata in secondo piano a causa dell'emergenza sanitaria, nella corsa per tornare al "pre-pandemia" il Trentino era riuscito a discostarsi positivamente rispetto alla media del territorio nazionale sia per la copertura nello screening cervicale che per quello colorettale nel 2019 e 2020. Non altrettanto buoni i tempi per lo screening mammografico, che per mancanza di spazi, ​è stato quello che più di tutti ha subito rallentamenti (Qui l'articolo).

 

La sanità trentina sta infatti vivendo un momento di grande affanno e più volte in questi giorni si è parlato di "collasso" della sanità pubblica (Qui l'articolo). "Nei servizi di emergenza soprattutto si sta cercando personale a gettone o liberi professionisti, - sostiene il presidente - che coprano i turni. Oltre al pronto soccorso, ci sono servizi ospedalieri e specialistici che risentono dei pensionamenti e delle scelte dei medici di uscire dal pubblico per andare nel privato dove vengono garantite condizioni migliori". 

 

Ioppi non è il primo ad accusare una "subdolo avanzamento del privato" all'interno dell'Apss, come aveva già sottolineato anche il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella, che aveva definito la privatizzazione "un approccio pericoloso e non lungimirante"

 

"Ci stiamo avvicinando al collasso - prosegue - c'è il rischio di perdere il servizio sanitario pubblico, che garantisce le cure e l'assistenza di cui ognuno di noi ha bisogno. Non trovando soddisfazione nel settore pubblico si va a cercare nel privato, ma lo fa solo chi può avere disponibilità economica. Gli utenti più fragili con meno potere economico possono subire ritardi nelle visite, quindi anche nella diagnosi delle malattie. Il che potrebbe comportare un aggravamento della patologia, con ricadute sulla salute del cittadino".

 

Ciò che emerge tra i medici, conclude il presidente, è una "demotivazione molto forte perché il professionista vorrebbe lavorare nel pubblico ma fa fatica perché non vede un progetto sia a breve che a lungo termine".

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