Visite mediche e interventi, le liste di attesa sono sempre più lunghe. I sindacati lanciano l'allarme: ''Molti anziani rischiano di aggravarsi''
Nel corso degli ultimi anni, complice anche la pandemia, sono state centinaia le prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l'allungarsi delle liste d'attesa e disagi per l'utenza. I segretari generali dei sindacati pensionati Claudio Luchini, Ruggero Purin e Tamara Lambiase chiedono un incontro all'assessora Segnana

TRENTO. “Sono migliaia i pazienti in Trentino che ancora oggi faticano a ottenere il rispetto dei tempi indicati dal medico sulle prescrizioni, trovandosi a dover rinviare visite specialistiche, controlli e interventi”. A denunciarlo nelle scorse ore sono stati i sindacati dei pensionati Cgil, Fnp Cisl e Uilp che hanno chiesto urgentemente un tavolo di confronto con l’assessora provinciale alla Salute, Stefania Segnana.
Il ritardi nelle visite in Italia si possono capire dai numeri forniti dalle parti sindacali: rispetto al 2019 nel corso del 2020 abbiamo avuto a livello nazionale 64.504.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno (-28,3%) e nel 2021 sono state 33.919.000 in meno (-14,9%), per un totale di 98.423.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale in meno nel biennio. “In Trentino la situazione non è certo migliore” spiegano i segretari generali dei sindacati pensionati Claudio Luchini, Ruggero Purin e Tamara Lambiase.
Il problema è confermato anche dai risultati di una indagine condotta dall'Istat che ha valutato i numeri delle rinunce da parte dei cittadini alle visite specialistiche ed esami diagnostici per la difficoltà di accedere al servizio o motivi economici, evidenziando che le rinunce sono state 4.845.000 nel 2021 e ben 5.610.000 nel 2022 (nel 2019 erano 3.162.000), con un evidente trend in aumento. “Per molti mesi il Covid – hanno spiegato - ha di fatto cancellato le altre cronicità, togliendo spazio a chi, per esempio, presenta problemi cardiaci o era in attesa di un intervento di cataratta”.
L'emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha comportato notevoli ritardi alle attività legate alle patologie oftalmologiche, certamente non sempre patologie con emergenze, ma a livello provinciale, denunciano i sindacati, sono state centinaia le prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l'allungarsi delle liste d'attesa e disagi per l'utenza. “Si è verificata una contrazione significativa di interventi chirurgici legati alla cataratta, e una parte degli over 80, che non sono stati operati, ha subito una frattura del femore a causa dell'ipovisione e della conseguente difficoltà ad evitare gli ostacoli. Una verifica ha dato come esito un aggravamento delle patologie permanenti a causa del lockdown e della conseguente diminuzione dell’ attività di prevenzione che ancor oggi non è riuscita a recuperare i numeri” spiegano i tre sindacalisti che chiedono un intervento della Provincia e allo stesso tempo un miglioramento dei processi di cura dei pazienti, in particolare anziani e affetti da malattie croniche, attraverso un serio e programmato coinvolgimento degli studi dei medici di medicina generale presenti sul territorio.
“Uno dei problemi delle liste d'attesa – spiegano - è proprio il mancato potenziamento della specialistica ambulatoriale con medici sottoutilizzati rispetto al concreto fabbisogno, quel settore della medicina, che opera nel territorio, anche al di fuori degli ospedali, e che ha prevalentemente negli anziani e nei cronici i propri pazienti. Se siamo giunti a questo punto lo dobbiamo al fatto che per anni il territorio è stato abbandonato e desertificato lasciando che i medici andassero in pensione senza programmare la loro sostituzione" aggiungono i tre segretari.
La richiesta, quindi, è quella di un incontro urgente all’assessora Segnana “per avere chiarezza sulla strada che assieme al suo dipartimento intende percorrere per risolvere la situazione che grava particolarmente sui cittadini più fragili della società trentina”.


















