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| 19 mag 2023 | 06:01

Attese infinite per una visita e mancano specialisti, Ioppi: ''L'Apss è ferma all'epoca pre-covid, i medici sono vittime di un sistema antiquato da cambiare"

Nonostante le tante segnalazioni dei cittadini, l'Azienda sanitaria non intende rispondere sui problemi che ci sono. A esprimere preoccupazione è anche il presidente dell'ordine dei Medici, Marco Ioppi, che spiega: "Abbiamo bisogno di specialisti in cardiologia, in medicina interna, un oculistica, in pediatria e altri. Se fino a due anni fa c'era un organico di dieci persone oggi ne abbiamo bisogno di 15. Servono assunzioni e serve un piano di rifinanziamento del sistema sanitario" 

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Un'Azienda sanitaria che sembra immobile difronte alle attese interminabili dei cittadini per poter prenotare una visita. Un sistema fermo all'epoca pre-Covid che non è ancora riuscito ad allinearsi con i nuovi bisogni della popolazione.  C'è rabbia e delusione in molti trentini che si trovano a confrontarsi con la sanità locale. 

 

In molti, in queste settimane, hanno scritto a il Dolomiti per denunciare una situazione diventata ormai insostenibile (QUI L'ARTICOLO - (QUI L'ARTICOLO). 

 

I vertici dell'Apss non hanno voluto fornire alcun genere di spiegazione.  Ad essere preoccupato è anche il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi. “Nella situazione in cui ci troviamo i medici corrono il rischio di diventare i responsabili di tutto quello che sta accadendo e invece sono le prime vittime. Siamo 'bombardati' da queste situazioni di disservizio nonostante si vada sempre più ad aumentare il ritmo per soddisfare più richieste possibili”. 

 

Le difficoltà non mancano certamente al Cup. C'è chi attende oltre un'ora e chi, dopo essere finalmente arrivato al proprio turno, si sente rispondere che al momento le agende per le visite sono ancora chiuse e viene rimandato ad una futura chiamata.  “Certe volte – spiega Ioppi a il Dolomiti – può anche accadere che queste chiamate non arrivino mai. I problemi ci sono e li vediamo quotidianamente. Ci sono cittadini che hanno bisogno di una visita ma che si trovano con la riposta che le agende sono ancora chiuse quando per legge dovrebbero essere sempre aperte e non dovrebbero esserci tempi morti”. 

 

Il problema di fondo, spiega il presidente dell'Ordine dei Medici del Trentino, sta nel fatto che difronte all'aumento di richieste non si è adeguato il sistema. “La domanda di salute che arriva dalla cittadinanza – spiega – nel corso degli anni è diventata sempre più complessa. L'aumento è legittimo e non possiamo dire che sono tutte richieste inappropriate, ma è la risposta a mancare. Il motivo? Abbiamo un piano che prevede un tetto del personale che è vecchio e antiquato”. 

 

Servono specialisti e servono assunzioni. “Non è vero che non ci sono – spiega il dottor Marco Ioppi – perché i concorsi non stanno andando deserti. Ma bisogna assumerle poi le persone non lasciarle in una lista. Abbiamo bisogno di specialisti in cardiologia, in medicina interna, un oculistica, in pediatria e altri. Se fino a due anni fa c'era un organico di dieci persone oggi ne abbiamo bisogno 15”. 

 

A muoversi deve essere l'Azienda sanitaria e deve essere anche la Provincia di Trento con un piano di investimenti, di programmazione e un rifinanziamento complessivo del sistema. “Fino adesso – continua Ioppi -  hanno cercato di risolvere il problema andando ad affidare al privato quello che dovrebbero fare loro. Per carità, è giusto che sia coinvolto, ma serve che lo si faccia in maniera tale da avere una regia unica senza creare doppioni e perdite di tempo”. 

 

Un sistema sanitario che non funziona rischia di scoraggiare le persone anche nell'importante attività di prevenzione. “Uno dei modi per andare a ridurre la richiesta – conclude Ioppi - è proprio quello di fare prevenzione evitando che i sani si ammalino. E' uno degli obiettivi che dovremmo tutti seguire ma tutto diventa più difficile quando ci si trova davanti ad attese interminabili”.  

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