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| 10 mag 2023 | 18:52

“Chiamo il Cup e sono 89esimo, dopo 1 ora e 20 di attesa divento 14esimo ma cade la linea. Mi viene da piangere: ma un sistema sanitario può trattare così le persone?"

Sono due nella sola giornata di oggi le segnalazioni arrivate a il Dolomiti per disservizi legati (anche) alla prenotazione delle visite sanitarie al Cup: “Questo pomeriggio – dice da Rovereto Riccardo Petroni – sono rimasto al telefono 1 ora e 20 per aspettare il mio turno, ma nelle ultime chiamate che ho effettuato è stato difficile ricevere una risposta prima dei 45 minuti”

“Chiamo il Cup e sono 89esimo, dopo 1 ora e 20 di attesa divento 14esimo ma cade la linea

ROVERETO. “Sono rimasto al telefono con il Cup esattamente 1 ora 19 minuti e 48 secondi, risalendo la lista d'attesa dall'89esimo al 14esimo posto, quando è caduta la linea: in seguito ho richiamato ma una voce registrata mi ha invitato, a causa dell'intenso traffico sulla linea, a riprovare più tardi. Ma un sistema sanitario può trattare le persone così?”. A porre la domanda direttamente all'assessora provinciale alla sanità Stefania Segnana è il roveretano Riccardo Petroni, protagonista (suo malgrado) del disservizio segnalato nelle ultime ore a il Dolomiti.

 

“Ho seguito la normale procedura che ogni cittadino segue per prenotare una visita – racconta Petroni, autore di un blog molto seguito sul nostro giornale – e subito una voce registrata mi ha indicato la mia posizione nella lista d'attesa: 89esimo”. Una situazione che scoraggerebbe chiunque anche solo a provare a ricevere una risposta ma che, dice Petroni, non è poi così diversa da altre vissute ultimamente. 

 

“Nell'ultimo periodo ho effettuato diverse chiamate per prenotazioni varie – spiega infatti il roveretano – e mi sono sempre trovato intorno alla 60esima posizione: in generale difficilmente ho ricevuto una risposta prima dei 45 minuti di attesa. Avendone la possibilità oggi ho deciso di aspettare e vedere fino a che punto sarei arrivato ma, come anticipato, dopo un'ora e venti la linea è caduta, rendendo di fatto completamente inutile la mia attesa”.

 

Petroni ha poi provato a richiamare, sperando che in qualche modo la sua posizione in lista d'attesa fosse stata conservata, ma a quel punto è arrivata un'altra brutta sorpresa: “Al secondo tentativo di chiamata al Cup un'altra voce registrata mi ha invitato a provare più tardi a causa dell'intenso traffico sulla linea. Nel sottolineare che, una volta arrivato il proprio turno, il personale al telefono è estremamente cordiale ed efficiente, credo sia necessario segnalare questa situazione a mio parere gravissima”.

 

Proprio nella giornata di oggi una “cittadina triste e arrabbiata” ha inviato a sua volta una segnalazione a il Dolomiti in merito alla situazione della “dissestata sanità in Trentino”, partendo dalle prenotazioni per il vaccino per la Tbe (“impossibile prenotare online, non ci sono disponibilità mentre si pubblicizza un servizio gratuito per i residenti”) fino, anche in questo caso, alla prenotazione delle visite.

 

“Non parliamo poi - continua - di poter avere una mammografia non a pagamento, non esiste nell'agenda per i prossimi 365 giorni benché io abbia familiarità e sia soggetto a rischio. Privatamente? Entro 2 giorni al prezzo di 160 euro circa”. Anche in questo caso la cittadina sottolinea come, chiamando il Cup: “Si è il chiamante in attesa numero 50 o oltre. Si viene richiamati, forse, una settimana dopo. Io ricordo un servizio efficiente fino a pochi anni fa. Cosa sta succedendo? Non credo siano i fondi il problema ma la mala gestione degli stessi. Fortunatamente ho la possibilità di curarmi privatamente ma mi chiedo chi questa possibilità non la ha come potrà vivere in Trentino”.

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