Visite sportive, tempi d'attesa lunghi nella "provincia più sportiva d'Italia". I medici: "Mesi per un certificato". Coppola: "Aumentano i costi dai privati"
Il presidente dell'Ordine dei medici: "Lo sport è fondamentale per i giovani. Non viene data la dovuta importanza alla prevenzione: impegnando meno risorse oggi, si carica il sistema sanitario domani". Coppola: "Difficoltà ad ottenere appuntamenti. Le società sportive si trovano a iniziare la stagione agonistica con atleti che non sono in regola"

TRENTO. Il Trentino è la provincia più sportiva d'Italia, ma presenta tempi d'attesa lunghi e costi elevati per le visite mediche sportive, cosa che blocca soprattutto i più giovani nelle attività agonistiche. "Si parla di mesi per avere un certificato di idoneità sportiva. Dal Covid queste visite sono passate completamente in secondo piano, sono state le prime a saltare con la carenza di personale". Sono queste le parole del presidente dell'Ordine dei Medici Marco Ioppi. "Non viene data la dovuta importanza alla prevenzione: impegnando meno risorse oggi, si carica il sistema sanitario domani".
La pratica sportiva rimane infatti un importante strumento di prevenzione a livello sanitario anche "in termini di benessere fisico e morale", ribadisce in un'interrogazione Lucia Coppola di Europa Verde che denuncia la "difficoltà nel prendere appuntamenti" per questo tipo di visite. Nel documento si chiede infatti chiedendo alla Giunta "cosa si intenda fare".
"Sono migliaia gli atleti di ogni età che nella nostra provincia praticano diversi sport - prosegue Coppola -, spesso in termini agonistici, inseriti nelle numerosissime società sportive presenti sul territorio. Per poter praticare però un’attività agonistica, è giustamente obbligatorio disporre di un certificato medico specifico, rilasciato da un medico specialista di medicina dello sport. Ma negli ultimi anni, nella provincia più sportiva d’Italia, riuscire a ottenere un appuntamento per una visita sportiva è diventato un terno al lotto".
E' proprio in autunno infatti che sono riprese molte delle stagioni sportive, ma già a fine settembre "comincia a essere problematico poter fare la visita in tempi utili per iniziare l’attività sportiva": "L’Azienda sanitaria non riesce a far fronte a tutte le richieste e i professionisti - sostiene la consigliera - e gli ambulatori privati non solo sono sempre meno, ma alcuni sembrano essere sempre più cari. Negli ultimi due anni si è infatti assistito in alcuni casi ad un aumento esponenziale delle tariffe per le visite, passando da 45/50 euro a 60/70 euro, cioè un incremento fino al 40%".
Oltre alle spese per il tesseramento alla società e per l’abbigliamento, si aggiungerebbero quindi anche gli aumenti per le prestazioni da privati, "che non è detto giunga in tempo per iniziare la stagione sportiva". Dall'altra parte quindi le società sportive, invece, "spesso si trovano a iniziare la stagione agonistica con atleti che non sono ancora in regola. Alcune riescono a organizzare delle visite cumulative, ma anche questo non è semplice. Oggi la maggior parte delle agende dei medici sportivi è già piena fino a fine dicembre, per qualcuno addirittura fino a gennaio", segnala Coppola.
Una soluzione dovrebbe essere trovata, considerando gli alti tassi di iscrizione alle attività sportive in Trentino: "Per continuare a essere la provincia più sportiva d’Italia forse sarebbe bene trovare qualche rimedio a una situazione che gli stessi medici sportivi ritengono un po’ al collasso, impotenti a dare risposte all’atleta, al genitore e al dirigente sportivo che intendono adempiere a quello che, tra le altre cose, è un obbligo di legge".
Spese più elevate? "Alcuni potrebbero avere aumentato i prezzi - dichiara Ioppi - in generale è aumentato il costo della vita che va a incidere anche sui prezzi dei medic. Si pensi ai costi dell'energia anche negli ambulatori. La cosa preoccupante è che le famiglie debbano rivolgersi al privato perché non ottengono appuntamenti in tempo".


















