A Belluno pochissimi i danni provocati dal maltempo. Il sindaco De Pellegrin: "Imponente il dispiegamento di forze messo in campo: si è lavorato h24"
L'assessora comunale alla protezione civile Lorenza De Kunovch: "Il Coc è stato aperto già nella fase iniziale della perturbazione, questo ha permesso di organizzarsi con i giusti tempi e di essere immediatamente attivi quando dal territorio hanno iniziato ad arrivare le segnalazioni. Fortunatamente non si sono verificati grossi danni, tuttavia la macchina dell’emergenza ha funzionato a pieno ritmo, senza mai calare l'attenzione".

BELLUNO. L'emergenza maltempo è alle spalle e a Belluno si tira un sospiro di sollievo. Gran dispiegamento per quattro giorni di forze sul territorio a presidiare i punti di critici, con tutte le aree di rischio che sono state costantemente monitorate grazie al lavoro in perfetta sinergia della polizia locale, del gruppo comunale della Protezione Civile , presente con 6 squadre per un totale di venti uomini e dell'Ana.
"L'emergenza è stata superata e non abbiamo avuto grossi danni - commenta il primo cittadino bellunese Oscar De Pellegrin -. Devo ringraziare l'assessore alla protezione civile Lorenza De Kunovich e tutti le autorità coinvolte per l'enorme impegno profuso h24 tra il 30 ottobre e il 3 novembre. Il dispiegamento di forze è stato imponente: in quattro giorni sono stati macinati chilometri, il territorio è stato passato al setacco e nessun'area di rischio è stata tralasciata, con il risultato che siamo riusciti ad intervenire in maniera tempestiva dove richiesto, liberando subito le strade dove erano caduti alberi e dove i tombini si erano intasati. L'unica situazione critica è quella di Medil: l'intervento lì è più importante e verrà programmato nei prossimi giorni. A tal proposito abbiamo già effettuato una variazione di bilancio per assegnare i fondi per il ripristino dell'area".
Il Coc - il centro operativo comunale - è stato aperto una prima volta il 30 ottobre e una seconda il 2 novembre su disposizione dell'unità di crisi della regione Veneto e, in seguito all'entrata del territorio in stato di pre allerta in codice rosso per rischio idrogeologico legato a frane, esondazioni e cedimenti stradali.
Le maggiori criticità si sono verificate tra il 30 e il 31 ottobre, quando è stato intervenire in via Miari per la pulizia delle caditoie, sul piazzale del Nevegal, in via Malvari, a Pian del Monte e alle Ronce per la rimozione di piante cadute sulla strada. Nella serata di lunedì 30, tramite un'ordinanza, era stato imposto il divieto di circolazione in via Calmada, nella strada vicinale della val Medon, in via Medil lungo la strada delle Fosse in località Pascoli.
Una seconda ordinanza è stata emessa poco prima dell’una nella notte tra il 2 e il 3 novembre, quando il monitoraggio del livello del fiume Piave ha evidenziato l’innalzamento del livello idrometrico (in seguito al rilascio d’acqua di una diga in Cadore) e i sensori di livello posizionati al ponte della Vittoria hanno segnalato il raggiungimento della soglia di preallarme. E' stato così necessario, a livello precauzionale, per evitare per la circolazione veicolare e pedonale, la completa chiusura al traffico del ponte, della zona demaniale "Lambioi beach" in via Dendrofori e del campo da calcio di Borgo Piave, in via Montegrappa.
Ponti e vie sono stati riaperti al traffico attorno alle 7 di venerdì 3 novembre, quando il livello dell'acqua è rientrato sotto la soglia di pre allerta.
Resta la criticità lungo la strada delle Fosse e in via Medil, dove la via che serve alcune abitazioni, un’azienda agricola e il Cas che ospita 17 migranti è franata in un punto e al momento vige il divieto, per motivi di sicurezza, del transito con i mezzi.
“Anche da parte mia non posso che ringraziare la Regione per aver convocato con tempestività l’unità di crisi, presieduta dall’Assessore Bottacin delegato da Zaia per questa ennesima emergenza – commenta l’assessora alla protezione civile Lorenza De Kunovich - e tutto il comparto della protezione civile il comando di polizia locale e il gruppo Ana per il lavoro mirabile e l’impegno profuso. Il Coc è stato aperto già nella fase iniziale della perturbazione, questo ha permesso di organizzarsi con i giusti tempi e di essere immediatamente attivi quando dal territorio hanno iniziato ad arrivare le segnalazioni. Fortunatamente non si sono verificati grossi danni, tuttavia la macchina dell’emergenza ha funzionato a pieno ritmo, senza mai calare l'attenzione".


















