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Belluno
27 ottobre | 11:36

Dalla chiusura del traffico per colata detritica, alla chiusura del Baily, dal recupero dispersi nel Piave agli studenti in azione: un successo l'esercitazione Loki

Sabato una grande esercitazione nel Comune di Belluno che ha visto in campo un centinaio di volontari e professionisti dei vari comparti (oltre a una classe del Catullo che si è cimentata nel recupero di libri e opere da una sala allagata). Le operazioni hanno simulato un allerta rossa meteo con vari dissesti e allagamenti

BELLUNO. Grande soddisfazione ed orgoglio per l’esercitazione di Protezione Civile, nominata “Loki 2024”, che si è tenuta sabato 26 ottobre su tutto il territorio del Comune di Belluno e che ha visto oltre 100 volontari cimentarsi nella risoluzione di 10 ipotetici scenari critici dovuti ad una allerta meteo rossa.

 

Come si è potuto leggere, durante la giornata, anche sui canali di comunicazione del Comune di Belluno che erano parte della prova, gli scenari hanno visto interventi in via Pedecastello, località Fisterre e via Al Fol per far fronte a degli smottamenti, la chiusura del ponte Bailey, che solitamente viene fatta quando il livello del fiume Piave cresce sopra un certo livello, e poi la sua riapertura, la chiusura al traffico di via Canzan per una colata di detriti, l'evacuazione della sede Coc presso l'edificio della Polizia Locale in via Gabelli 9 e il suo trasferimento al parco Città di Bologna in una tenda pneumatica e il recupero di due dispersi nei pressi del fiume Piave. In uno scenario è stata coinvolta anche una classe dell’istituto “T. Catullo” che si è cimentata nel recupero di libri ed opere da una sala allagata.

 

L’esercitazione, autorizzata dalla Regione Veneto, è stata svolta in collaborazione con la Prefettura, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno, l’Arma dei Carabinieri, la Questura, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, i volontari del gruppo comunale di protezione civile, l’ANA Belluno e l’ANA Feltre nuclei Protezione civile, VAB Domegge, Longarone e Soverzene, l’AIB Sospirolo ANC Croce Rossa di Mozzecane di Verona e il personale del Comune di Belluno.

 

Durante la giornata è stato allestito, presso il Parco Città di Bologna, un punto stampa per rendere conto delle operazioni già effettuate e delle criticità riscontrate: “Oggi per noi è stata una grande soddisfazione e voglio ringraziare in primis i responsabili comunali delle funzioni che sono stati attivati e sono stati disponibili a cimentarsi negli scenari oltre ad aver posto delle questioni che saranno utili per migliorare delle dinamiche di intervento. Ricordo che è in aggiornamento il Piano di Protezione Civile comunale, la cui ultima versione è del 2012, e quindi questa giornata sarà sicuramente preziosa per concludere la nuova stesura” ha commentato l’assessora alla Protezione Civile Lorenza De Kunovich che ha proseguito “la giornata di oggi è servita a tutti, a noi come politici, ai nostri dipendenti, che giustamente possono anche aver affrontato delle situazioni che non si aspettavano però hanno reagito tutti in maniera corretta, a chi è un professionista della Protezione Civile quindi Vigili del Fuoco, Arma dei Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza ed Esercito, ma il mio grazie più grande lo faccio a tutti i volontari orgoglio sia di Belluno che del Veneto”.

 

Presente al punto stampa anche l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin che ha voluto porre l’accento sul modello veneto riconosciuto ormai a livello nazionale: “una ventina di giorni fa a Brescia, al Salone Internazionale della Sicurezza, è emerso chiaramente che i Veneti sono i volontari più preparati d'Italia ma questo è frutto di un gran lavoro di formazione e specializzazione che prevede un corso base di 44 ore, di cui almeno 40 obbligatorie, cosa che non accade in nessun'altra regione d'Italia. Non è quindi un caso che il 12 marzo del 2019 il Presidente Mattarella, proprio qui a Belluno, dopo la tempesta Vaia, abbia detto che il sistema della Protezione Civile del Veneto è il migliore d'Italia” e ha poi proseguito con un focus sulla formazione e sull’importante presenza di volontari presenti in regione “La Protezione Civile non deve fare solo gestione dell'emergenza ma deve fare anche prevenzione con esercitazioni come quella di oggi perché, sapere prima quali sono i problemi che potrebbero capitare durante l'emergenza vera, fa superare l'emergenza in modo molto più semplice oltre che andare a specializzare ogni gruppo, su un settore particolare dell’emergenza, rendendolo professionale e preparato. In Veneto abbiamo quasi 20.000 volontari che, se paragonati in percentuale al numero di abitanti della regione, ci pone al primo posto in Italia. Inoltre la Provincia di Belluno, sebbene abbia solo il 5% della popolazione del Veneto, conta ben il 15% del totale dei volontari veneti rendendo la Protezione Civile bellunese un vero e proprio orgoglio nazionale”.

 

La mattinata è stata anche l'occasione per inaugurare un nuovo mezzo acquistato grazie ad un investimento della Regione Veneto.

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