Addio a Marcellino Brunel, l'inventore del ''Calzone del Campione'' che ha rivoluzionato il vestiario degli sciatori dalla ''Valanga Azzurra'' al resto del mondo
Si è spento a 84 anni l'inventore del marchio Brunel con il quale ha cambiato l’aspetto stesso dell’abbigliamento: da braghe Fuseaux con asola al tallone inventa il quadro in pelle che veniva agganciato all'ultimo gancio esterno dello scarpone e fu un successo. Atleti della valanga azzurra e amanti dello sci erano sempre nella sua piccola sartoria per studiare pantaloni in vari modelli e colori. I funerali martedì alle 14.30 a Soraga di Fassa

VIGO DI FASSA. E’ stato un pioniere del look per quanti - sci ai piedi - potevano sfidare temperature dolomitiche per nulla calorose. Talmente intraprendente che è riuscito a diventare un sicuro ‘sarto per sciatori’. Marcellino Brunel s’è spento a 84 anni a Vigo di Fassa (funerali il 22 agosto alle 14.30 nella chiesa di Soraga di Fassa), dopo una vita che lo ha visto contemporaneamente stilista, artigiano, imprenditore; ha tramandato l’arte del saper fare ai suoi figli. Anzitutto ai suoi 6 figli: Ivana, Monica, Marianna, Cesare, Mauro e Peter. Alcuni impegnati nell’attività di famiglia, altri hanno diversificato l’impegno nell’ospitalità turistica.
Senza mai tralasciare l’attenzione per migliorare gli articoli d’abbigliamento non solo per la stagione bianca, ma anche per le gite in montagna, per svago o per lavoro, per praticare vari sport montanari, specialmente caccia e pesca. E poi ha incoraggiato suo figlio Peter a cimentarsi nell’arte del cibo. Così i giovani della ‘generazione Brunel’ portano avanti con orgoglio i preziosi insegnamenti paterni e sono in grado di sfidare il futuro in ogni loro competenza. Tutto era iniziato ai primi anni Sessanta, con lo sviluppo degli impianti sciistici e i primi tentativi di praticare sci nordico, la fatica sui due lunghi e sottili attrezzi per scivolare sulla neve vestendo adeguatamente. Vale a dire: riparo dalle intemperie e comodità di movimento.
Inventiva e grande attenzione agli sviluppi dei tessuti, mirando ad un taglio sartoriale nella produzione di pantaloni da sci. Cambiando l’aspetto stesso dell’abbigliamento: da braghe Fuseaux con asola al tallone inventa il quadro in pelle che veniva agganciato all'ultimo gancio esterno dello scarpone e fu un successo. Atleti della valanga azzurra e amanti dello sci erano sempre nella sua piccola sartoria per studiare pantaloni in vari modelli e colori. Tra il 1956 e il ’60 Marcellino Brunel frequenta rinomate sartorie torinesi e lavora in atelier tra Bolzano e Zurigo, per poi aprire un suo studio, una sartoria nella natia Soraga. Curioso e aperto all’innovazione, mette a frutto suggerimenti e stimoli proposti da suoi amici sciatori, diventando subito un punto di riferimento, un vero ‘sarto degli sciatori’.

Tant'è che nel 1974, gli viene assegnato il brevetto per l'innovazione e l'originalità dei suoi pantaloni da sci, che differiscono da quelli fino all'ora prodotti, per la loro forma "a ghetta" e per una speciale apertura laterale. In un battibaleno, Marcellino viene sommerso da numerose richieste del capo da parte di istruttori di sci, sciatori ed atleti professionisti, alcuni di questi diventati poi dei grandi campioni, come ad esempio la "Valanga Azzurra", e poi Alberto Tomba, le ancora attive atlete Karen Putzer e Denise Karbon, i campioni Gustav Thoeni, Piero Gross ed Erwin Stricker. Fu proprio su consiglio di quest'ultimo, che Marcellino apporto per primo ulteriori modifiche ai pantaloni: le ginocchiere imbottite.

Gli anni passano e la voce si sparge. Marcellino diventa ben presto fornitore del corpo delle Fiamme Gialle di Predazzo, delle Fiamme Oro di Moena e dei Carabinieri. Sembra però, che la clientela italiana non sia l'unica a richiedere le creazioni firmate Brunel. Gli atleti della nazionale austriaca, svizzera, tedesca, belga e francese dello sci d'erba, chiedono di poter indossare i capi creati dalle preziose mani di Marcellino. Anche gli atleti dello sci di fondo, del biathlon e del pattinaggio di velocità vogliono avere questa fortuna e questo onore. La firma Brunel diventa così simbolo di garanzia e qualità, non solo nella forma, ma anche nei tessuti dove vengono compiuti passi unici ed innovativi. Vengono infatti, attuati veri e propri esperimenti per testare quale tra i tanti tessuti rendeva al meglio le prestazioni degli atleti. Anche qui un nuovo successo, in quanto in poco tempo, Marcellino riesce ad individuare la consistenza e la formula giusta per ottenere un tessuto leggero, ergonomico e termico che ancora oggi utilizza nelle sue creazioni.

Nel corso degli anni l'azienda si è poi specializzata focalizzandosi prettamente alla realizzazione di abbigliamento tecnico outdoor, forestale e venatorio, avvalendosi di tessuti, accessori e lavorazioni che, ad oggi permettono di realizzare dei capi professionali altamente performanti. Sartoria in grado di risolvere ogni esigenza, confezionando capi su misura, eseguiti con massima professionalità e una maestria che i Brunel hanno insita, sedimentata in precedenti lavorazioni destinate ai tradizionali costumi ladini. Un recupero della tradizione per innovare l’aspetto del turista, di quanti in montagna amano muoversi in libertà e altrettanta opportuna comodità d’abbigliamento.
Tanti gli attestati e la fiducia dei campioni della cosiddetta ‘valanga azzurra’. Che Marcellino Brunel mostrava nella galleria fotografica sulle pareti del suo primo laboratorio. Ribadendo che ‘certi ricordi bastano a profumare un’anima. Per sempre’.












