Allarme influenza aviaria in Tirolo, già morti 6 cigni. La Provincia di Bolzano: ''Qui nessun focolaio, serve prudenza e prevenzione''
L'assessore all'agricoltura Schuler: “Nonostante l'aumento dell'incidenza dell'influenza aviaria in tutta Europa l'Alto Adige è sempre stato risparmiato. Ciò è dovuto anche alle necessarie misure di prevenzione da parte degli allevatori. Continuo a fare appello alla prudenza in termini di prevenzione"

BOLZANO. “Non c'è stato per ora nessun focolaio in Alto Adige” queste le parole di Paolo Zambotto, direttore del Servizio veterinario della Provincia di Bolzano in merito all'allarme che è arrivato dal Tirolo del Nord dopo la morte di sei cigni per l'influenza aviaria in uno zoo.
Una situazione che comunque preoccupa visto che nel 2022 in Europa si è scatenata la peggiore epidemia d’influenza aviaria della storia e, secondo gli ultimi dati, si sono dovuti sopprimere 50 milioni di animali".
Al momento, però, viene spiegato dalla Provincia di Bolzano, non c'è motivo di temere che l'influenza aviaria si diffonda anche nella nostra regione. "A rischio sono gli animali che si trovano in prossimità di zone umide o di allevamenti industriali. In Alto Adige ci sono alcuni allevamenti più grandi per la produzione di uova, per il resto gli allevatori detengono gruppi di pollame gestibili", dice Zambotto.
"L'influenza aviaria è una grave minaccia per la salute dei volatili” sottolinea Arnold Schuler, assessore provinciale all'Agricoltura. “Nonostante l'aumento dell'incidenza dell'influenza aviaria in tutta Europa – continua - l'Alto Adige è sempre stato risparmiato. Ciò è dovuto anche alle necessarie misure di prevenzione da parte degli allevatori. Continuo a fare appello alla prudenza in termini di prevenzione".
Questo tipo di influenza è trasmessa principalmente da uccelli migratori o da animali appena acquistati in cui la malattia non è stata individuata in anticipo. "Dal 1° dicembre 2022 è in vigore in Italia un'ordinanza di emergenza che dovrebbe essere prorogata il 31 gennaio", spiega il direttore del Servizio veterinario provinciale. Si consiglia agli allevatori di pollame di tenere i propri volatili al chiuso e di evitare di lasciare il cibo all'aperto, poiché ciò attira gli uccelli migratori e aumenta il rischio d'infettare il pollame dell'azienda.
"Chiunque acquisti animali dovrebbe consultare preventivamente il veterinario ufficiale: noi siamo costantemente informati sugli attuali focolai epidemici", conclude Zambotto.














