Aumentano le tariffe della piscina, scoppia la bufera sul Lido di Bolzano: "Adeguate al costo della vita". La replica: "I fondi per contenere i prezzi ci sono"
Il Comune di Bolzano ha annunciato la riapertura al pubblico per sabato 20 maggio prossimo con un tariffario 'aggiornato'. Il consigliere Della Ratta: "I ristori statali per il caro energia ammontano a 700mila euro non mi pare cifra insormontabile all’interno dei 200 milioni previsti per spesa corrente, per giustificare un adeguamento delle tariffe pari al 25%"

BOLZANO. E' polemica sull'aumento di prezzi del Lido di Bolzano. A comunicarlo in primis il Comune del capoluogo altoatesino, che annuncia la riapertura al pubblico per sabato 20 maggio 2023 sostenendo che "i prezzi d'ingresso sono stati adeguati all'andamento del costo della vita". Il tutto con tanto di tariffario annesso.
A intervenire sulla questione Claudio Della Ratta, consigliere della Civica per Bolzano: "Il sindaco risponde ai richiami dell’opposizione affermando che il recente aumento delle tariffe per l’ingresso degli utenti al Lido di Bolzano è un atto dovuto in ottemperanza a un 'obbligo di legge'. Chiedo che in occasione della prossima discussione in aula invii a tutti i consiglieri evidenza di tale norma, considerato che nei consessi ufficiali tale obbligo non è mai emerso".
I ristori statali per il caro energia "ammontano a 700mila euro - spiega il consigliere comunale - non mi pare cifra insormontabile all’interno dei 200 milioni previsti per spesa corrente, per giustificare un adeguamento delle tariffe pari al 25%. I 3,8 milioni di tagli lineari alle spese, attuati per pareggiare il bilancio di previsione 2023 al fine di compensare i 5 milioni stimati di maggiori costi energetici, verranno ristorati dalla Provincia, come nei fatti sempre accaduto".
Della Ratta contesta quindi gli aumenti previsti. "Il sindaco si lamenta con frequenza - dichiara Della Ratta - ma poi, come accaduto col Covid, ove le entrate per ristori sono risultate maggiori dei minori incassi comunali (2,3 milioni di euro restituiti ad esempio dal Comune alla Provincia per maggiori ristori ricevuti a fronte delle minori entrate Imi in realtà subite, e anche l’anno prima i contributi statali per compensare le perdite Covid sono risultati in eccesso di 1,6 milioni rispetto alle spese sostenute), un aiutino dalla Provincia arriva sempre".
Da qui l'accusa. "I fatti - conclude il consigliere - dicono che ogni anno vengono dirottati ad avanzo parte dei soldi ottenuti per coprire la spesa corrente (21 milioni nel 2022) che potrebbero invece essere utilizzati per contenere le tariffe, ma si preferisce aumentarle".














