Aumentano le tariffe degli asili, la rabbia dei genitori: "Il tempo prolungato costerà 80 euro in più al mese. Come se fosse un lusso non una necessità"
Un salasso da 550 euro all'anno a figlio. E le famiglie ora protestano

BOLZANO. Le rette sono state “adeguate" e gli orari sono stati resi più flessibili.
Ma costerà. Eccome se costerà.
La volontà della Giunta provinciale bolzanina, nel mettere in campo il nuovo pacchetto di norme che modifica radicalmente l’accesso al tempo prolungato nelle scuole dell’infanzia, era quella di rispondere con maggiore capillarità alle esigenze dei genitori lavoratori, abbassando la soglia minima per l’attivazione delle sezioni pomeridiane.
Tuttavia, il potenziamento del servizio porta con sé un ricalcolo tariffario che ha immediatamente attirato le critiche delle opposizioni e di una parte della stessa coalizione.
Se nel luglio 2025 era stato fissato un tetto massimo mensile di 106 euro, la nuova delibera introduce un sistema a "consumo": un contributo forfettario che varierà dai 4 ai 5 euro per ogni singolo pomeriggio.
Una scelta che sposta l’onere economico direttamente sulle spalle degli utenti.
A segnalare la problematica, negli scorsi giorni, era stata la politica, con il gruppo consiliare comunale di Forza Italia a Bolzano che chiedeva lumi intorno all'aumento di queste tariffe, definite un “salasso” per molte famiglie.
Oggi invece, sono le stesse famiglie ad intervenire. A scrivere una nota congiunta rivolta al mondo politico e alla società civile, sono i rappresentanti e le rappresentanti dei genitori della Scuola dell’infanzia “Città dei bambini” di Bolzano (Martina Bonandini Andrea Magosso Laura Muzzana Benedetta Pol Giulio Righele) e quelli delle scuole dell'infanzia Druso Est e Positano.
Il concetto base è condiviso: è legittimo l'adeguamento delle tariffe, ma deve essere proporzionato al servizio e soprattutto non deve mettere nei guai le famiglie.
Ad oggi si vive una situazione paradossale: la politica riconosce la necessità di un aiuto per le famiglie e genitori che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano e poi si chiedono cifre assurde per poter usufruire del servizio.
Gli aumenti, in questo momento, sono compresi tra i 60 e gli 80 euro mensili e questo, per molte famiglie, è tantissimo.
Sono i rappresentanti di “Città dei bambini” a chiarire quanto accaduto fino a questo momento e le decisioni che hanno portato ad una crescita delle tariffe. “Ad oggi le rette ammontano a 78,00 € mensile per la frequenza tempo normale e 102,00€ mensili per il tempo prolungato. Per 20 pomeriggi al mese si pagano 24 €, cioè 1,2 € a pomeriggio.
La Giunta Provinciale di Bolzano, con delibera 517/2025 del 15/07/2025 ha ridefinito gli importi massimi mensili a 81€ per l’orario regolare e 106€ per l’offerta prolungata, richiesta pervenuta peraltro dal Consorzio dei Comuni. L’aumento risultava effettivamente minimo, con 4 € in più al mese per il tempo prolungato.
Con delibera n. 1 del 5 gennaio 2026 però la Giunta Provinciale ha ridefinito gli aumenti relativi all’offerta prolungata: mantenendo gli 81€ per l’orario regolare, è stato definito “un importo aggiuntivo forfettario compreso tra 4 e al massimo 5 euro per ogni pomeriggio, che può essere stabilito dai Comuni.” Il Comune di Bolzano ora comunica che applicherà le tariffe provinciali e gli aumenti saranno i seguenti: 4€ a pomeriggio, per 5 pomeriggi a settimana per 4 settimane significano 80€ in più per il tempo prolungato rispetto all’orario normale, con un aumento reale da 106 a 160€, per oltre 550€ di aumento annuale a figlio che non tutte le famiglie potranno permettersi”.
“In una realtà come quella bolzanina, dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e il tempo prolungato rappresenta una necessità organizzativa e non una scelta opzionale, un aumento di questo tipo rischia di gravare in modo significativo su molte famiglie – proseguono i genitori - Per numerosi nuclei familiari il servizio pomeridiano della scuola dell’infanzia è infatti uno strumento essenziale di conciliazione tra lavoro e vita familiare. Rendere questo servizio molto più oneroso significa, di fatto, penalizzare proprio le famiglie che ne hanno più bisogno. Per questi motivi chiediamo un intervento urgente presso gli organi competenti affinché la decisione venga attentamente rivalutata e si possa individuare una soluzione più equilibrata, riportando le tariffe a livelli coerenti con gli importi stabiliti con la delibera provinciale del luglio 2025”.
Come sottolineato dai rappresentanti dei genitori delle scuole dell'infanzia Druso Est e Positano: “Per l'orario prolungato (adesso 15:45-16), che sinora ammontava a 102 euro, si annuncia un extra di 4 euro a pomeriggio, circa 80 euro al mese, considerando 20 giorni di fruizione mensile media. Si parla quindi di un aumento che oscilla tra 60 e 80 euro mensili per un'ora e un quarto di servizio aggiuntivo pomeridiano”.
Un tempo prolungato che, come evidenziato in chiusura, deve essere richiesto per esigenze lavorative e che viene concesso sulla base delle stesse.












