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| 14 marzo | 18:41

"Aumenti in vista nelle scuole dell'infanzia? Che li paghino i cittadini extra UE". La Lega lapidaria sui rincari, mentre il vicepresidente frena: "Costi troppo alti, dobbiamo rivederli"

Si infiamma il dibattito intorno alle tariffe delle scuole dell'infanzia

Aumenti in vista nelle scuole dell'infanzia?
di Redazione

BOLZANO. “Se qualcuno deve pagare gli aumenti, che siano i cittadini extra UE”.

 

A parlare è il consigliere comunale Roberto Selle, segretario della Lega Salvini Bolzano Bozen, inserendosi nell'acceso dibattito emerso intorno agli aumenti delle tariffe per le scuole dell'infanzia in Alto Adige.

 

Sul tema (come abbiamo infatti raccontato in QUESTO e QUESTO articolo) l'ultimo ad esprimersi era stato il sindaco di Bolzano che, alla luce delle proteste della politica e soprattutto dei genitori, ha chiesto apertamente alla Provincia di fare qualcosa sul tema.

 

Era stata la stessa Giunta provinciale bolzanina, a mettere in campo un nuovo pacchetto di norme che modifica radicalmente l’accesso al tempo prolungato nelle scuole dell’infanzia abbassando la soglia minima per l’attivazione delle sezioni pomeridiane.

 

Tuttavia, il potenziamento del servizio porta con sé un ricalcolo tariffario: se nel luglio 2025 era stato fissato un tetto massimo mensile di 106 euro, la nuova delibera introduce un sistema a "consumo" con un contributo forfettario che varierà dai 4 ai 5 euro per ogni singolo pomeriggio. E che si traduce in un aumento di 80 euro al mese per figlio.

“Riteniamo che eventuali aumenti dei costi debbano riguardare semmai cittadini extra UE non residenti nella provincia di Bolzano da meno di 5 anni che usufruiscono dei servizi, non le famiglie residenti in Alto Adige che già contribuiscono con le proprie tasse“ dichiara invece la Lega.

“Le notizie riportate dalla stampa locale e le preoccupazioni espresse da molti genitori confermano come gli aumenti prospettati per i servizi legati alle scuole dell’infanzia possano avere un impatto concreto sul bilancio di tante famiglie, già messe alla prova dal caro vita, dall’aumento delle bollette e dal costo sempre più elevato dei servizi quotidiani – aggiunge Roberto Selle.

“La giunta provinciale tagli altri costi ma non possiamo accettare che a pagare il prezzo siano le famiglie altoatesine con bambini piccoli – dichiara ancora il consigliere che conclude - In un momento economico delicato come quello attuale, le istituzioni devono dare un segnale concreto di attenzione e vicinanza ai cittadini.”

 

“Questi aumenti devono essere rivisti – ha dichiarato poi il vicepresidente e assessore Marco Galateo, spiegando di voler mettere le mani sui “4 o 5 euro a pomeriggio” e di farli scendere a “2 minimo, 5 massimo”.

 

“L'alternativa – spiega ancora Galateo – potrebbe essere la messa a disposizione di fondi per le famiglie del ceto medio. Ne parleremo in giunta la prossima settimana per trovare una soluzione”.

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