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Bolzano
13 marzo | 13:25

Scuole dell'infanzia, le tariffe del tempo prolungato aumentano del 57%. Il sindaco: "La provincia deve rivedere i rincari. Un danno enorme per 2300 bambini"

Sono 500 le famiglie che verranno colpite da rincari proibitivi

BOLZANO. Dopo le proteste dei genitori e della politica locale (QUI e QUI gli articoli riguardanti le proteste), l'amministrazione comunale di Bolzano ha ufficializzato la richiesta alla Provincia per una revisione immediata dei rincari tariffari previsti per il tempo prolungato nelle scuole dell'infanzia, una misura che colpirà circa 500 dei 2.300 bambini iscritti al servizio.

E' il sindaco Claudio Corrarati ora ad annunciare l'invio di una lettera formale per segnalare come l'aumento, pur esteso a tutto il territorio provinciale, presenti una ricaduta decisamente più gravosa sul capoluogo a causa di un tessuto sociale privo di quelle reti di welfare familiare o di vicinato che sono tipiche delle zone periferiche.

A partire dal prossimo settembre, la tariffa per il tempo normale subirà un adeguamento contenuto, passando da 78 a 81 euro mensili, mentre il tempo prolungato salirà dai 102 euro attuali a 160 euro, segnando un incremento del 57%.

 

Nonostante il Comune abbia optato per l'aliquota minima di 4 euro giornalieri aggiuntivi rispetto al massimo di 5 stabilito dalla Provincia, l'assessora Johanna Ramoser ha definito la cifra insostenibile, auspicando un passo indietro dell'ente provinciale.

 

Sebbene la nuova formula permetta una modulazione dei giorni di frequenza, per le famiglie che necessitano del servizio l'intera settimana il costo fisso diventerà proibitivo, considerando che la retta non è legata al reddito e prevede agevolazioni solo per chi percepisce il minimo vitale o per il secondo figlio, oltre a un rimborso parziale per i bambini immunodepressi.

 

La decisione provinciale nasce dall'esigenza di coprire i maggiori costi del personale socioassistenziale derivanti dalla riduzione dell'orario lavorativo a parità di salario, una dinamica già affrontata dal Comune pochi mesi fa per le case di riposo.

 

In quel caso, l'amministrazione comunale aveva scelto di assorbire l'onere di 450 mila euro senza ritoccare le rette, una soluzione che non è stato possibile replicare per le scuole dell'infanzia a causa delle attuali disponibilità di bilancio.

 

Le proteste, sollevate sia dalle opposizioni in consiglio comunale sia dai genitori di diversi istituti cittadini, evidenziano il rischio di una forte penalizzazione del ceto medio, dove il doppio reddito è spesso una necessità legata all'alto costo della vita a Bolzano. 

 

Christa Ladurner, portavoce dell'Alleanza per le Famiglie, ha infatti lanciato l'allarme sul possibile impatto occupazionale: l'aggravio di 60 euro mensili potrebbe spingere alcuni genitori, in particolare le donne, a lasciare il lavoro, preferendo i sussidi per evitare che la spesa per i servizi scolastici eroda eccessivamente il budget familiare, con conseguenti ricadute future sui percorsi contributivi e pensionistici.

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