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| 08 ago 2023 | 15:47

Blitz degli animalisti al Muse: “E' il fiore all'occhiello della propaganda 'ecologista' del Trentino, dove di 'naturale' è rimasto ben poco”

La nota dei militanti del movimento Centopercentoanimalisti, entrati questa mattina (8 agosto) al Muse esponendo uno striscione contro la gestione dei grandi carnivori operata dalle autorità provinciali trentine

Blitz degli animalisti al Muse: “E' il fiore all'occhiello della propaganda 'ecologista' del Trentino

TRENTO. “Uccidono orsi e lupi. Contro il Trentino falso naturalista onda d'urto animalista”. Sono queste, come già riportato (Qui Articolo), le parole scritte dai militanti del movimento Centopercento animalisti sullo striscione esposto questa mattina (8 agosto) all'interno del Muse. Un'irruzione, come la chiamano i protagonisti del gesto, a sorpresa (ma in tutto e per tutto “tranquilla”) che è terminata attorno a mezzogiorno con l'arrivo delle forze dell'ordine e l'identificazione dei responsabili.

 

Ora gli stessi militanti hanno condiviso una nota spiegando, tra le altre cose, la scelta del Muse come 'obiettivo', descritto come “il fiore all'occhiello della propaganda 'ecologista' della Regione”. Gli stessi responsabili del museo sottolineano comunque di aver tentato, invano, di intavolare un dialogo con i manifestanti, in primis sull'importante ruolo rivestito dal museo stesso su questi temi.

 

L'azione di Centopercentoanimalisti è arrivata poco dopo la decisione del Tar di Trento, che ha respinto le richieste di sospensione presentate da diverse associazioni animaliste per bloccare l'abbattimento di due lupi in Lessinia, ordinata dal presidente della Pat Maurizio Fugatti con un decreto dopo una serie di predazioni avvenute nella zona di Malga Boldera, in Lessinia.

 

Ecco la nota condivisa dal movimento:

I trentini si vantano molto delle bellezze naturali della loro regione. In effetti il Trentino possiede montagne meravigliose, delle quali i trentini non hanno nessun merito. E non sono neppure loro proprietà, sono un patrimonio di tutta l'umanità. Ma i trentini ci sguazzano, per guadagnare sul turismo e sullo sfruttamento di boschi, acque eccetera.

 

Un esempio è il MUSE, Museo delle Scienze di Trento, fiore all'occhiello della propaganda "ecologista" della regione. Lì tutto viene rappresentato in modo idilliaco e spettacolare: la realtà è ben diversa. L'ambiente è stato aggredito in tutti i modi: strade, impianti di risalita, piste di sci tracciate con la dinamite, boschi tagliati, acque irreggimentate, alberghi ed edilizia selvaggia.

 

In Trentino di "naturale" è rimasto ben poco. E infine ci sono la caccia e la pesca, a livello industriale. Tutto è ridotto a produrre guadagni per gli speculatori. In questo triste quadro, si capisce come faccia presa l'odio per gli ultimi animali liberi, e l'attuale campagna contro di loro: quelli che sono in più, o disturbano, vanno eliminati. Per la gioia dei cacciatori.

 

Quando gli amministratori della Provincia e della Regione parlano di salvaguardia della Natura, è solo ipocrisia, e i fatti lo dimostrano. La natura morta va messa in un museo, la Natura viva va rispettata”.

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