Cacciatori con richiami illegali e bracconieri: sono 14 le denunce in una sola settimana nel Bresciano
Tra i casi più eclatanti quelli di un'intera famiglia, padre, figlio e nipote sorpresi a cacciare con il fonofil, un richiamo vietato, mentre una persona è stata segnalata perché sparava pur non avendo il porto d'armi". La comunicazione arriva dalle Guardie Wwf della Lombardia

BRESCIA. In una sola settimana piovono le denunce per cacciatori e bracconieri in azione nella provincia di Brescia.
Sono stati 13 i cacciatori denunciati per l'utilizzo di richiami vietati e l'abbattimento di specie protette, mentre una persona è stata segnalata alla procura in quanto sparava nonostante fosse sprovvista di porto d'armi e per i reati d'esercizio d'attività venatoria senza i titoli (richiesti) di polizia.
A darne notizia è il gruppo Guardie Wwf della Lombardia che fa sapere come "siano state decine le segnalazioni alla linea antibracconaggio. Dopo un inizio in sordina, appena hanno iniziato a vedersi i piccoli uccelli migratori sono di nuovi esplosi di casi di atti illegali".
"Tra i casi più eclatanti quelli di un'intera famiglia, padre, figlio e nipote, sorpresi a cacciare utilizzando il fonofil, un richiamo vietato, mentre un altro cacciatore è stato scoperto mentre sparava appoggiato alla propria vettura con il fonofil al massimo del volume (udibile anche dall'adiacente strada provinciale) dopo aver abbattuto già dodici pispole" fa sapere il Wwf.
Le specie abbattute vanno dal verzellino alla pispola, dal fringuello al migliarino di palude. "Pochi grammi di piume spesso maciullate da fucilate calibro 12" aggiunge il Wwf.
Tutte le attività delle Guardie Wwf sono avvenute in stretta collaborazione con la polizia provinciale di Brescia e i carabinieri forestali del nucleo Soarda e delle compagnie locali. "L'invito ai cittadini - conclude l'associazione ambientalista - è quello di segnalare la presenza di eventuali animali selvatici in difficoltà e i casi di caccia illegale".













