Cade sulla Roda di Vael e muore a 27 anni, i colleghi dell'esercito di Mattia Amort lanciano una raccolta fondi in sua memoria: “Sei andato avanti prima di noi”
Grazie a 350 donazioni, la raccolta in memoria del 27enne trentino ha già superato gli 11mila euro: “La tua seconda famiglia ti si stringe accanto nel dolore della tragedia”

TRENTO. “Arrivederci Mattia. Sei andato avanti prima di noi. Ma da davanti sappiamo che ci aprirai la via”. Sono queste le toccanti parole condivise dai colleghi dell'esercito di Mattia Amort, il 27enne trentino morto dopo una tragica caduta sulla Roda di Vael, in Val di Fassa (Qui Articolo), nel lanciare una raccolta fondi a scopo benefico in memoria del giovane. Grazie alle 350 donazioni arrivate su GoFundMe, il raccolto dell'iniziativa ha già superato quota 11mila euro.
Amort era Tenente del 7° Reggimento Alpini di Belluno ed i compagni lo ricordano come “tenace ed instancabile”, in grado di segnare “indelebilmente le vite di chi ha avuto l'onore di intrecciare la propria esistenza con la sua. Era una persona caratterizzata da estrema serietà, infinito altruismo, eccezionale bontà d'animo e costante positività, che più volte ha illuminato le nostre giornate con il suo sorriso”.
“Il 197° corso 'Tenacia' – scrivono gli organizzatori dell'iniziativa - con cui Mattia ha trascorso gli anni d'Accademia, si fa promotore di questa raccolta fondi da destinare a scopi benefici, per mantenere vivo il suo ricordo e aiutare chi ne ha bisogno. Classe 1996, originario del Trentino, Mattia ha da sempre coltivato una naturale passione per la montagna. La stessa passione lo ha spinto ad intraprendere la carriera militare nell'Esercito come Allievo ufficiale nel 2015, risultando tra i migliori del suo corso per risultati negli studi, prestazioni fisiche, capacità militari e doti morali”.
Nel 2020 Amort è arrivato al 7° Reggimento Alpini, con sede a Belluno, dove secondo i compagni ha potuto finalmente “coniugare la passione per la montagna ad una innata arte al comando. La stessa passione lo condurrà poi alla fatale ascensione della Roda di Vael, in Val di Fassa, dove Mattia, nel luogo dove regna il silenzio e osano le aquile, ha incontrato il destino beffardo”.
“La tua seconda famiglia – scrivono ancora i colleghi dell'esercito – ti si stringe accanto nel dolore della tragedia. L'Esercito è e sempre sarà testimone del tuo innato altruismo, di cui l'ultimo atto terreno è stato quello di donare i tuoi organi in modo che altri possano continuare a vivere grazie a te”.













