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Sondrio
22 marzo | 18:52

Morto in montagna per cercare di salvare due persone, raccolti 60mila euro. La moglie: ''Andranno al soccorso alpino. Il desiderio di Sebi di proteggere continuerà a vivere''

Sebastiano Erba, 35 anni, padre e marito, era morto il 7 febbraio per aiutare due scialpinisti che erano stati travolti da una valanga. La moglie ha lanciato una raccolta fondi che è stata chiusa dopo aver raggiunto un grande risultato: ''Vorremmo veramente dire grazie a tutti i 746 donatori. Abbiamo raggiunto i 62 mila euro in poco più di un mese. Siamo commossi dall'affetto che questa cosa ci dimostra e dal fatto che la bontà è contagiosa''

di L.P.

SONDRIO. ''Sebi era un uomo che viveva di passioni autentiche: la bellezza tersa delle cime, il calore di un piatto cucinato con maestria e l’amore incondizionato per la sua famiglia. Papà e marito ricco di affetto, figlio e fratello esemplare, ha lasciato un vuoto immenso in chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino''. Questo l'inizio dell'appello per prendere parte a una raccolta fondi per sostenere il soccorso alpino in onore di Sebastiano Erba il 35enne morto tragicamente sul Pizzo Meriggio, in Valtellina, dopo aver cercato di aiutare due uomini travolti da una valanga. Era il 7 febbraio e Sebastiano è morto così, sepolto a sua volta da un distacco mentre cercava di soccorrere gli altri due.

 

Il lutto ha colpito profondamente la comunità nella quale il giovane padre viveva e dopo il dramma della perdita la moglie Elena Paindelli e i familiari hanno deciso di lanciare una raccolta fondi per aiutare il soccorso alpino. ''Sebastiano ci ha lasciati facendo ciò che la sua anima gli dettava: vivere le terre alte. Nel suo ultimo giorno di vita, ha cercato di aiutare chi si trovava in difficoltà - spiegava sulla piattaforma Gofoundme Elena -. Oggi vogliamo trasformare il nostro dolore in un gesto concreto che rifletta la sua dedizione. Questa raccolta fondi è destinata al Soccorso Alpino, per sostenere chi, con professionalità e sacrificio, opera salvataggi in quota nella nostra Valtellina. È un modo per ringraziare i soccorritori che, con immenso rispetto, lo hanno riportato a casa, e per far sì che il desiderio di Sebastiano di proteggere gli altri continui a vivere attraverso il loro lavoro''.

 

E nella tragedia l'obbiettivo è stato raggiunto: 62mila euro che corrispondono a circa 60mila euro netti che verranno destinati al soccorso alpino VII Sezione Valtellina Valchiavenna. ''A nome mio e dei fratelli di Sebastiano - ha commentato Elena in un video pubblicato da LaProvinciaUnicaTv - vorremmo veramente dire grazie a tutti i 746 donatori. Abbiamo raggiunto i 62 mila euro in poco più di un mese. Siamo commossi dall'affetto che questa cosa ci dimostra e dal fatto che la bontà è contagiosa quindi voi avete dimostrato che il gesto di Sebastiano per quanto triste può aver generato qualcosa di buono, quindi veramente grazie. Questi fondi aiuteranno la VII sezione del soccorso alpino stazione Valtellina Valchiavenna per le loro operazioni in cui l'efficienza e l'efficacia sono la cosa principale. Stiamo definendo le opzioni con cui i fondi verranno utilizzati e vi aggiorneremo così sarete parte di questo progetto in modo attivo. Ancora grazie a tutti''. 

 

Questo, invece, il comunicato stampa emesso dal Delegato del Soccorso Alpino, della Provincia di Sondrio, Valerio Rebai e dalla VII delegazione del Soccorso Alpino della Valtellina e Valchiavenna:
"Si è chiusa la raccolta fondi tramite il sistema gofundme promossa dalla moglie e dai fratelli di Sebastiano Erba destinata alla VII Delegazione Valtellina/Valchiavenna del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico "per sostenere chi , con professionalità e sacrificio , opera salvataggi in quota”. Il Delegato del Soccorso Alpino, della Provincia di Sondrio, Valerio Rebai, a nome dell’ Associazione coglie l’occasione per ringraziare la Famiglia e i Donatori per la vicinanza al sodalizio, evidenziando il gesto di solidarietà che rafforza l’ atto di altruismo di Sebastiano. Al fine di dare modo che la donazione possa portare benefici sia sotto l’aspetto dell’efficienza del servizio di soccorso in montagna sul territorio valtellinese e valchiavennasco, sia sotto l’aspetto di un approccio della comunità alla montagna, quale ambiente che chiede conoscenza e rispetto, è già in atto una tavola rotonda per valutare idee condivise ed individuare le modalità di attuazione dei progetti con l’obbiettivo che quanto definito possa perdurare nel tempo e portare un significativo messaggio."

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