Carburanti, impennata dei prezzi. I benzinai trentini: ''Situazione difficile, aumenti in media di 20 centesimi al litro. Famiglie e imprese rischiano ulteriori aggravi''
"Aver riportato le accise al punto di prima è un voler tornare indietro" spiega la Faib del Trentino. La continua crescita dei carburanti rischia di riversarsi su un aumento dei prezzi generale andando così a colpire famiglie e attività economiche

TRENTO. “C'è una sofferenza davvero generale, se qui non migliora sarà davvero dura andare avanti”. Usa queste parole Federico Corsi delle Federazione Autonoma Italiana Benzinai del Trentino per commentare la situazione che è scoppiato da inizio anno e che grave nelle tasche di tantissimi automobilisti.
Lo stop al taglio delle accise, infatti, continua ad infiammare i prezzi dei carburanti. La decisione del governo di reintrodurre la quota piena delle accise determina infatti un aumento, nel mese di gennaio, che va dai 20 ai 30 centesimi su un litro di benzina o gasolio rispetto a marzo scorso.
“La situazione lo stanno vedendo tutti non è buona – spiega a il Dolomiti Corsi – sia sul fronte della categoria stessa perché riportare le accise al punto di prima è un voler tornare indietro, ma anche per le tantissime famiglie e i lavoratori che utilizzano i mezzi”.
Secondo i dati che sono stati forniti nei giorni scorsi da Faib Confesercenti i rincari andranno ad incidere, su base annua, per 300 euro a famiglia, rispetto a marzo scorso, e 180 euro rispetto a dicembre scorso, senza tener conto dell’effetto traino che produrrà su tutti i beni di consumo e sull’inflazione interna che è già a livelli preoccupanti. In piena crisi energetica il rischio concreto di nuove impennate delle quotazioni sui mercati internazionali è di ulteriori aggravi per famiglie e imprese è elevato.
“Quello che sta accadendo – spiega sempre il rappresentante trentino di Faib – diventerà un problema anche per il trasporto delle merci stesse. Se la situazione non rientra rapidamente ci sarà sicuramente un ritocco dei prezzi sulle merci in una situazione già per nulla positiva”. Questo, fra l'altro, andrebbe a sommarsi alle pesanti bollette che continueranno ad arrivare in questi mesi e che preoccupano non poco famiglie ma anche attività economiche.
Per quanto riguarda la decisione del Governo di non bloccare le accise è già intervenuto nei giorni scorsi Giuseppe Sperduto, presidente nazionale Faib Confesercenti esprimendo “la massima preoccupazione per la decisione adottata dal Governo” e ricordato che “i gestori carburanti non determinano il prezzo, sempre deciso e indicato dalle compagnie petrolifere e dai retisti privati, e ai gestori, a prescindere dal prezzo alla pompa, vanno sempre e soltanto 3,5 centesimi lordi al litro. Benzinai che per 9 mesi hanno sostenuto l’anticipo del taglio, senza alcuna compensazione, come più volte richiesto”.
Ed è proprio sulla situazione dei benzinai che anche in Trentino c'è preoccupazione. “Alcuni di noi – spiega Corsi – hanno dovuto sostenere questi anticipi di diverse migliaia di euro. Ci sono state alcune chiusure e sicuramente purtroppo ce ne saranno altre. A breve fare un quadro della situazione ma la sofferenza è davvero generale”.












