Carenza di infermieri delle Rsa, dopo il maxi concorso dell'Apss tremano le Rsa. Pedrotti: "Rischio di impatto sulla sicurezza e qualità delle cure". Ferro: "Passaggio graduale"
Ad intervenire sulle criticità sollevate anche l'assessora Stefania Segnana: "Nei prossimi giorni è nostra intenzione incontrare i vertici di Upipa sia per discutere in merito al tema del personale, una problematica trasversale a moltissime realtà di ambito sanitario e non solo, sia per affrontare la questione della gestione dei farmaci"

TRENTO. “Nelle Rsa gli infermieri sono in numero insufficiente e questo non permette loro di garantire quanto atteso con il rischio tangibile di impatto sulla sicurezza e qualità delle cure”. A dirlo è Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche del Trentino sulla grave carenza delle dotazioni infermieristiche, sulla “fuga” di infermieri dalle Rsa e sulla gestione della terapia farmacologica.
L'Ordine in queste ore ha voluto ribadire la forte preoccupazione perché il bene inestimabile delle cure infermieristiche, che mettono al centro la persona e la famiglia, è oggi a forte rischio per quantità e qualità. Da qui la richiesta di un adeguamento delle risorse per permettere agli infermieri di rispondere ai bisogni sanitari e assistenziali sempre più complessi degli ospiti.
“Gli infermieri – spiega il presidente Pedrotti - seppur siano in possesso di competenze altamente qualificate, anche di livello specialistico, non sempre trovano il giusto riconoscimento e collocazione per la loro massima espressione. In aggiunta a ciò, in Rsa, gli infermieri non sono rappresentati in posizioni dedicate di livello dirigenziale per fornire una direzione necessaria”.
Questo, congiuntamente alle dotazioni infermieristiche sottodimensionate, incide sulla ridotta capacità di trattenimento e attrattività e, la scarsa partecipazione degli infermieri ai concorsi e la “fuga” dalle Rsa ne sono delle tangibili manifestazioni.
Ecco allora che l'Ordine delle Professioni Infermieristiche ritiene sia necessario mettere in atto strategie condivise e strutturali per il trattenimento e l’attrattività, a partire dalle condizioni di lavoro che permettano agli infermieri “di dedicarsi appieno ai propri ambiti di competenza e autonomia professionale, in un clima sicuro e stimolante”; la possibilità di opportunità di sviluppo di carriera specialistica, anche di livello dirigenziale; retribuzioni economiche coerenti con i livelli di qualificazione e di responsabilità assunti ed infine l'introduzione di modelli organizzativi innovativi.
“In merito alla somministrazione della terapia, di cui l’infermiere è il responsabile del processo – sottolinea Pedrotti - questa non può essere considerata un mero atto meccanico. Sarebbe un grave errore. Ben vengano proposte di innovazione tecnologica certificate a supporto del processo di terapia, nella consapevolezza tuttavia, che la somministrazione è caratterizzata da un’elevata componente intellettuale e relazionale - educativa dell’infermiere per garantirne standard di sicurezza e qualità.
Pertanto, conclude il presidente dell'ordine “nessuna soluzione semplice ad un problema complesso e che si sta reiterando da tanto, troppo tempo, e rispetto al quale ad oggi le istanze dell’Ordine sono rimaste inascoltate”. L’Ordine riconferma all’Assessorato alla Salute la propria disponibilità alla collaborazione in un tavolo dedicato con le parti interessate per intraprendere un percorso di revisione complessiva del sistema Rsa.
L'INTERVENTO DELLA PROVINCIA
Sulle criticità sollevate nelle Rsa del Trentino e la mancanza di personale infermieristico sono intervenuti l'assessora Stefania Segnana e il direttore dell'Apss Antonio Ferro chiarendo che “Non ci sono rischi per i posti letto delle Apsp trentine”.
L'Azienda sanitaria, viene spiegato in una nota della Provincia, ha da poco concluso un importante concorso per reclutare questa figura professionale negli ospedali del Trentino, in seguito al quale vi sono una settantina di posizioni che provengono dall'ambito delle Apsp: "Al fine di non intaccare il prezioso patrimonio di personale delle Rsa abbiamo deciso di chiamare a tempo determinato gli infermieri della nostra graduatoria - precisa il direttore generale Ferro -, inoltre valuteremo insieme agli enti gestori delle strutture, con i quali vi è sempre stato un confronto e una collaborazione costante in particolare nel periodo pandemico, un passaggio graduale che non vada ad incidere sull'attività".
Di un prossimo confronto con le Apsp ha quindi parlato l'assessore Segnana: "Il confronto e la disponibilità sono sempre stati ampi, a tal proposito preciso che è di pochi giorni fa una determina che mette a disposizione quasi 3 milioni di euro per ripianare i bilanci di 25 Apsp trentine e far fronte all'incremento delle spese legate al Tfr del personale. Nei prossimi giorni è nostra intenzione incontrare i vertici di Upipa sia per discutere in merito al tema del personale, una problematica trasversale a moltissime realtà di ambito sanitario e non solo, sia per affrontare la questione della gestione dei farmaci
E proprio in merito alla fornitura di farmaci, presidi sanitari e ausili l'assessore Segnana precisa quanto riportato nelle Direttive 2023 per le Rsa e quanto previsto dalla normativa nazionale di riferimento. L’Azienda sanitaria assicura a favore delle persone non autosufficienti residenti nelle Rsa, la fornitura di farmaci e di dispositivi medici di uso corrente e materiale di medicazione. In coerenza con la necessaria continuità terapeutica e assistenziale e nel rispetto degli indirizzi per il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, in caso di accesso in Rsa dall’ospedale o di dimissioni ospedaliere di persone già in carico alla Rsa, è garantita la fornitura personalizzata di farmaci tramite la farmacia ospedaliera sulla base del piano terapeutico e sotto la responsabilità dello specialista prescrittore con le medesime modalità attive per l’utilizzo di questi farmaci nell’assistenza domiciliare.
"A tal proposito - spiega Segnana - abbiamo affrontato più volte in diversi incontri istituzionali il tema di alcuni enti gestori di Rsa che si avvalgono di farmacie private e comunali per la preparazione dei farmaci monodose per le persone residenti nelle Rsa. Si ricorda che le confezioni ospedaliere di farmaci, di proprietà APSS, sono affidate fiduciariamente agli enti gestori; le Direttive che abbiamo approvato come esecutivo hanno definito il perimetro entro il quale le Rsa convenzionate con Apss possono avvalersi di un sistema automatizzato per la preparazione delle terapie, che prevede unicamente la gestione interna oppure l’esternalizzazione ad altra Rsa, già dotata di sistemi di automazione ed autorizzata dal Dipartimento Salute. In queste settimane - conclude l'assessore - è in fase di predisposizione la specifica disciplina per permettere alle Rsa di esternalizzare questo servizio alle Rsa già dotate dei sistemi di gestione automatizzata delle terapie"













