"Con il suo gregge transumante sfidava pioggia ed intemperie", addio a Lorenzo 'Biagi' Fedele, il 'pastore buono' di Telve. Il ricordo: "Ci mancherà moltissimo"
Lorenzo Fedele si è spento a 61 anni a causa di un terribile male. Il ricordo di Mario Vinante, vicesindaco di Telve: "Biagi per me è stato l'anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova generazione di pastori: un uomo buono, amato non soltanto qui ma anche in Veneto, dove approdava con il suo gregge transumante sfidando pioggia ed intemperie. Ci mancherà moltissimo"

TELVE VALSUGANA. "Biagi per me è stato l'anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova generazione di pastori: un uomo buono e amato da tutti non soltanto qui in zona ma anche in Veneto, dove approdava con il suo numeroso gregge transumante sfidando pioggia ed intemperie". C'è commozione nelle parole di Mario Vinante, vicesindaco di Telve, che ricorda Lorenzo Fedele, non soltanto amico d'infanzia ma anche personaggio molto conosciuto e pastore appassionato.
"Lo chiamavamo Biagi - rivela Vinante a Il Dolomiti -. Questo, in ricordo del fratellino Biagio, morto a soli 2 anni a causa di una malattia congenita". Cresciuto in una "tipica famiglia telvana di 60 anni fa, Fedele si è dedicato con passione alla zootecnia, seguendo le orme di papà Giovanni e dello zio Giorgio", prendendo in mano un tenace testimone passato di generazione in generazione, raccontando la storia d'un territorio "che ha sempre vissuto di allevamento e agricoltura - fa sapere -. Telve è sempre stata casa di pastori e pecorai che dal Lagorai nel tardo autunno si spostavano verso il Veneto, proprio come faceva la famiglia di Biagi".
Lo stesso Biagi, "dopo alcune stagioni in malga in val di Fiemme aveva scelto di dedicarsi alla pastorizia con grandissima passione: amava gli animali. E, chi li ama, non può che essere una bella persona: lui lo era davvero, era il nostro pastore buono".
Un giovane vivace divenuto da adulto "una brava persona, benvoluta, che per anni si è dedicata a quanto amava: al suo gregge transumante che valicava il Trentino per raggiungere il Veneto, affidandosi alla bontà dei locali che consentivano di far pascolare gli animali sui propri terreni o ancora offrivano da mangiare e da bere al Biagi o ad altri pastori: allora la pastorizia era davvero eroica. Finché ha potuto, è stato anche un abile cacciatore: conosceva perfettamente il Lagorai".
"Negli ultimi anni - prosegue nel racconto il vicesindaco - complici alcuni problemi cardiaci ed un brutto male, Fedele aveva deciso di abbandonare l'allevamento di pecore e di costruirsi una stalla nelle campagne di Telve dove aveva i suoi amati cavalli e mucche che, in accordo con il Comune, portava nei pascoli di Malga Cere (oggi rifugio ndr)". Un lavoro portato avanti fino all'ultimo, anche grazie alla figlia Debora che sembrerebbe voler seguire le orme del papà: "Lo ha sempre aiutato".
Lorenzo Fedele si è spento negli scorsi giorni a 61 anni, lasciando nel dolore le figlie Lara e Debora, i parenti, gli amici e i tantissimi che lo conoscevano: "Biagi per me è stato l'anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova generazione di pastori - conclude Vinante commosso -. Resterà per sempre nei nostri cuori: ci mancherà moltissimo".
I funerali si svolgeranno venerdì 22 dicembre alle 15 nella chiesa Santa Maria Assunta di Telve.
A ricordare Biagi, nelle scorse ore, sono stati davvero moltissimi. Tra questi, anche il fotografo, scrittore e poeta Alberto Pattini, che in più occasioni ha immortalato il pastore transumante: "Ciao carissimo Biagi, amico mio - ha scritto sui social -. Mi mancherai tantissimo. Ci vediamo presto sui prati verdi rigogliosi del Paradiso dove pascoli con le tue pecore".












