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| 17 mag 2023 | 16:00

Coronavirus e un batterio che agisce a livello intercellulare, possibile contagio su un gallo in Alto Adige: “Tutte le situazioni vanno immediatamente segnalate”

Il gallo Pio presentava una forte bronchite infettiva dovuta con ogni probabilità a un coronavirus dei polli. Nelle galline femmine lo stesso virus può portare a uova non formate, con il guscio molle o di colori anomali: “Questa infezione è complicata da debellare e crea parecchi problemi e colpisce sia l’apparato respiratorio sia quello urogenitale”

Coronavirus e un batterio che agisce a livello intercellulare
di Redazione

BOLZANO. Nei giorni scorsi alla clinica Südtirol Exotic Vets è arrivato un gallo, di nome Pio, che presentava rantoli e gravi sintomi respiratori. “Con lui erano state inserite alcune galline ovaiole nuove – spiega la dottoressa aviaria Federica Ardizzone – così abbiamo subito sospettato potesse esserci in corso qualche infezione. Abbiamo subito proceduto a effettuare un esame radiologico e le lastre hanno mostrato un testicolo davvero molto ingrossato”.

 

Oltre a questo Pio presentava una forte bronchite infettiva dovuta con ogni probabilità a un coronavirus dei polli (non trasmissibile all’uomo). “Questo virus – prosegue Ardizzone – è complicato da debellare e crea parecchi problemi alle prime vie aeree. Colpisce sia l’apparato respiratorio (sinusiti, congiuntiviti) sia quello urogenitale”.

 

Nelle galline femmine lo stesso virus può portare a uova non formate, con il guscio molle o di colori anomali. “Tutte situazioni che vanno immediatamente segnalate al veterinario” ricorda il direttore sanitario della clinica Vincenzo Mulè.

Fra gli altri sintomi Pio presentava un catarro importante. “Spesso la gente lo descrive come il raffreddore dei polli. Quando ci si accorge di questi sintomi è bene recarsi subito dal veterinario”. Il Mycoplasma Gallisepticum infatti è un batterio molto particolare perché agisce a livello intercellulare muovendosi come un virus. “Questo lo rende difficile da contrastare. Con Pio abbiamo predisposto una degenza di tre giorni con la somministrazione di antibiotici in vena specifici”.

 

Proprio per questo dalla clinica ribadiscono l’importanza della prevenzione. “Bisogna sempre informarsi molto bene su cosa significhi gestire un gruppo di polli. A volte delle comunità trovano equilibrio con alcuni problemi parassitari senza risentirne ma l’inserimento di una sola nuova unità per alterare la situazione con conseguenze gravi. Se consideriamo che alcuni di queste infezioni hanno caratteristiche zoonotiche ecco che la prevenzione è un atto di tutela anche per se stessi e la comunità umana. L’informazione e la cautela – conclude Ardizzone – sono centrali”. Fortunatamente il gallo Pio è stato infine curato dai veterinari della clinica. 

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