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Belluno
08 marzo | 18:34

Dalle bottiglie piene di urina ai rifiuti legati alle dipendenze (''perché chi non rispetta sé stesso non rispetta nemmeno l'ambiente''): dagli eco volontari l'appello alle istituzioni

Gli eco volontari del Bellunese raccontano come fino a qualche anno fa fossero visti con sospetto dalla popolazione mentre oggi sono sempre di più i gruppi, le persone e le associazioni che intervengono in loro supporto. Manca, però, il sostegno delle istituzioni e allora ecco che è stato loro presentato un nuovo documento dove si chiede investimenti per questa emergenza ambientale, maggiori controlli e sanzioni e provvedere alla pulizia della aree verdi

di Valentina Ciprian

BELLUNO. Informazione, controlli e maggior attenzione alla pulizia. Si possono riassumere in questi tre punti fondamentali i contenuti della lettera-appello che dieci associazioni del territorio hanno indirizzato al presidente della Provincia di Belluno e ai sindaci dei Comuni del Feltrino e della Valbelluna per portare l’attenzione delle autorità locali sull’annoso problema dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente.

 

La prima richiesta è volta a promuovere un’azione strutturata di sensibilizzazione sul tema, attraverso campagne di educazione continuative e a largo raggio sui media locali e nelle scuole. “È necessario che venga previsto un investimento per questa emergenza ambientale rispetto alla quale non è più possibile chiudere gli occhi”, si legge nel documento. La seconda istanza invoca maggiori controlli e sanzioni, perché questi comportamenti illegali non continuino a restare impuniti: “Vanno attivati frequenti controlli ambientali sia con personale appartenente ai diversi corpi di polizia locale, sia aumentando la videosorveglianza nei luoghi più colpiti dall’abbandono dei rifiuti. L’aspetto sanzionatorio è fondamentale se si vuole ottenere qualche risultato concreto”.

 

Infine, l’ultimo punto fa notare che sarebbe opportuno provvedere alla pulizia delle aree verdi prima degli sfalci: “La pulizia delle principali tratte stradali va effettuata da apposito personale (Anas, Veneto Strade, Provincia) e fatta prima degli sfalci, per evitare di frammentare i rifiuti presenti rendendone da una parte impossibile la raccolta e dall’altra provocando la disseminazione di microplastiche nell’ambiente con danni irreparabili (ricordiamo che le ultime ricerche hanno individuato microplastiche anche nel sangue umano)”.

 

La lettera è sottoscritta da Gruppo Natura Lentiai, Gruppo Ecovolontari dell’Umf, Salvataggio Anfibi Molinello, Fiab Belluno, Feltre in bici Fiab Feltre, No-plastic girls, Donne Come Noi, T.I.L.T. (Tutti insieme lavorando per il territorio ), Casel de Celarda e Gruppo Coltivare Condividendo, che concludono così la missiva: “I gruppi che vi scrivono e firmano questa lettera-appello faranno ancora la loro parte, sia sensibilizzando la popolazione che effettuando ulteriori azioni di bonifica del territorio, ma ora servono risposte e azioni concrete da parte vostra. Le aspettiamo con speranza, disponibili a collaborare con voi mettendo in campo l’esperienza accumulata in questi anni”.

 

Già nel 2018 il gruppo degli Ecovolontari dell’Unione Montana feltrina si era attivato contattando i rappresentanti delle istituzioni locali, senza però ottenere il riscontro auspicato. Le tante associazioni impegnate nella bassa Valbelluna si sono quindi riunite per redigere un nuovo documento, la cui presentazione ha offerto l’occasione per dare uno spaccato a 360° dell’attività svolta nel territorio. Prima di tutto per mantenerlo pulito, ma anche per sensibilizzare al rispetto per l’ambiente la popolazione e le istituzioni.

 

“L’abbandono dei rifiuti è un problema desolante - esordisce Pierina Levorato, in rappresentanza degli Ecovolontari Unione Montana Feltrina -. Abbiamo cominciato nel 2016. I primi due anni sono stati difficili, eravamo in pochi e in molti ci guardavano di cattivo occhio, c’era pochissima sensibilità. In quel periodo l’accoglienza della popolazione non è stata sempre positiva, spesso i volontari venivano visti con sospetto ed erano derisi, ma la loro tenacia ha fatto sì che si sviluppasse un po’ alla volta nella popolazione rispetto e gratitudine. Nel tempo abbiamo riscontrato un grande movimento, dopo Vaia l’attenzione è cresciuta e adesso i numeri sono ben diversi dagli inizi: sono aumentati i Comuni in cui interveniamo e anche le ore dedicate. Il 2021 è stato un anno di svolta per tre motivi: si è aggiunto a noi un gruppo storico di Santa Giustina, abbiamo avviato una presenza sui social, su facebook e instagram, e sempre più persone si sono iscritte dopo averci visto in azione sul territorio ”.

 

I numeri, quindi: dal 2018 al 2022, le ore dedicate alla pulizia del territorio sono passate da meno di 300 a oltre 2000, le uscite organizzate nell’arco dell’anno da 18 a 62 e gli iscritti da una manciata degli esordi sono diventati 64, di cui il 75% è sempre attivo. L’intervento dei volontari segue uno schema preciso. Prima individuano il luogo da ripulire, poi decidono il giorno dell’uscita e ne danno comunicazione al Comune e alla ditta che si occupa della gestione dei rifiuti. Poi si procede con la bonifica della zona attraverso la raccolta delle immondizie abbandonate a bordo strada. I sacchi vengono poi radunati, e alla fine dell’attività vengono inviate le foto e l’ubicazione dei sacchi al referente della ditta che provvederà alla raccolta.

 

“Tra i rifiuti che troviamo maggiormente nelle nostre uscite ci sono, in gran quantità, mozziconi e annessi al fumo (pacchetti vuoti, involucri di plastica), gratta e vinci, bottiglie di plastica e di vetro e cartoni del vino, lattine, sacchetti con deiezioni canine, bigliettini da visita di pubblicità dei “compro auto” - prosegue Levorato - “Un capitolo a sé meritano le aree attorno ai supermercati dove ci sono guanti, sacchetti, scontrini, che spesso con il vento invadono le aree circostanti. Tra gli oggetti più strani ricordo un condizionatore, una valigia, una stufa a legna, rottami d’auto e persino una turca”.

 

Anche se è difficile risalire a chi siano effettivamente coloro che abbandonano le immondizie, gli oggetti dispersi nell’ambiente raccontano molto. Spesso hanno a che fare con delle dipendenze: dal fumo, dall’alcol, dal gioco d’azzardo. “Una persona che non rispetta sé stessa difficilmente è in grado di rispettare l’ambiente e di interessarsi al bene comune. Inoltre, la gente ha sempre meno senso di responsabilità - osservano gli ecovolontari -. Spesso fuori dalle scuole raccogliamo molti mozziconi o pacchetti di sigarette abbandonati dai genitori che aspettano i figli; è anche da questi gesti che le cattive abitudini poi si trasferiscono ai più piccoli”. Un’altro comportamento scorretto è legato alle deiezioni canine che vengono raccolte, chiuse nell’apposito sacchetto e poi, troppo frequentemente, abbandonate nella natura.

 

I volontari sono reduci dalla “giornata ecologica” svoltasi domenica scorsa nella zona di Lentiai, alla quale hanno partecipato due gruppi riferiti ad una decina di associazioni distinte. L’iniziativa viene ripetuta ogni due o tre anni sempre negli stessi luoghi. Dotate di guanti, pinze, due furgoni per trasportare il materiale e tanta buona volontà, oltre 60 persone hanno partecipato alla raccolta. Orfeo Dal Piva del Gruppo Natura Lentiai racconta: “In alcune zone riscontriamo sempre gli stessi rifiuti, segno di un passaggio regolare da parte di chi li abbandona. Nella circonvallazione troviamo sempre bottiglie di birra e gratta e vinci. A Bardies da anni si ripete l’abbandono di grandi sacchi azzurri pieni di pannoloni da adulti”. E le stranezze non finiscono qui: “A bordo della strada provinciale 1 che scende verso la pianura abbiamo trovato decine di bottiglie di plastica piene di urina. Ci viene da pensare che possano essere state lasciate lì da un corriere o da un autotrasportatore, che magari non hanno nemmeno il tempo di fermarsi quando ne hanno bisogno. Un’altra zona problematica, oltre alla provinciale, è quella di Cesana, dove la facilità di accesso fa sì che in molti scarichino tanto materiale”, spiega Dal Piva.

 

Pierluigi Trevisan, presidente di Fiab Belluno - la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta da vent’anni collabora con il gruppo Natura Lentiai - ha evidenziato come il problema dell’abbandono dei rifiuti sia connesso anche al turismo. “Un territorio pulito è attrattivo, un territorio inquinato no. Adesso che la Valbelluna si sta lanciando nel settore cicloturistico, con un percorso promosso a livello nazionale per la sua qualità, sarebbe un peccato non rendersi conto di quanto sia importante far trovare a chi arriva qui in sella alla bicicletta un ambiente privo di rifiuti.”

 

Gli ecovolontari hanno infine ricordato come il problema di abbandono dei rifiuti non sia solo una questione di decoro o di estetica, ma sia soprattutto legato alla salute. I mozziconi lasciati a terra, ad esempio, rilasciano sostanze tossiche che poi vanno ad inquinare le falde acquifere. Per non parlare delle microplastiche. L’azione dei volontari non si ferma. Le prossime iniziative in programma sul territorio: giovedì 9 marzo a Seren del Grappa, sabato 11 marzo a Santa Giustina, domenica 19 marzo a Feltre, domenica 26 marzo a Quero Vas.

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