Dall'hashish all'eroina, il questore: ''In Trentino la domanda di droga è alta, preoccupa la quantità di soldi in tasca ai ragazzi. Serve più attenzione dalle famiglie''
In Trentino, spiega a il Dolomiti il questore "abbiamo un grosso spaccio di hashish con una domanda davvero elevata. Al secondo posto l'eroina e poi la cocaina”. I clienti sono di tutte le età, a partire dai 14 anni

TRENTO. “In Trentino la domanda di sostanze stupefacenti è altissima. Dopo la pandemia non è cambiato nulla. Dovevamo essere migliori? Non è stato così. Le persone hanno ripreso a drogarsi come prima”. E' un quadro preoccupante quello che traccia il questore di Trento Maurizio Improta. Sul nostro territorio provinciale è continua l'attività delle forze dell'ordine per contrastare lo spaccio. Per ogni argine messo, però, i fiumi di droga trovano altre strade. In città ma non solo. Grossi flussi di sostanze stupefacenti ormai con facilità raggiungono le valli per arrivare direttamente ai clienti.
“A Trento e in Trentino – spiega a il Dolomiti il questore Improta – abbiamo un grosso spaccio di hashish con una domanda davvero elevata. Al secondo posto l'eroina e poi la cocaina”. I clienti sono di tutte le età, dai 14 anni in su, non ci sono differenze. Pochi secondi e la consegna della droga richiesta è fatta.
“Quello che a mio parere deve preoccupare oggi – spiega sempre Improta – è la quantità di denaro che i giovani hanno in tasca. Non è frutto di microcriminalità. Per questo condivido quello espresso nei giorni scorsi dal dottor Federico Samaden, la totale assenza nell'educazione dei ragazzi da parte del mondo degli adulti (QUI L'ARTICOLO). Dire un sì ad un figlio è più facile di dire no”.
Come già riportato nei giorni scorsi negli approfondimenti fatti sul tema dello spaccio di sostanze stupefacenti con l'Associazione famiglie Tossicodipendenti e con Federico Samaden che dal 2019 per conto della Provincia porta avanti diversi progetti con le scuole per contrastare questo fenomeno, continua ad abbassarsi l'età dei ragazzi che decidono di drogarsi. Si inizia con un canna già alle medie per passare in poco tempo a droghe ben più pesanti che provocano danni enormi.
Difficile è anche l'attività di prevenzione che le forze dell'ordine continuano a portare avanti senza sosta nelle varie comunità e nelle scuole. Un'attività importantissima ma, spiega il questore “il livello di attenzione che troviamo spesso è molto basso, veniamo visti solo come delle 'guardie', dei repressori”.
Rimane fondamentale il ruolo delle famiglie e degli adulti in generale. “Noi possiamo fare tutte le operazioni del mondo per il contrasto degli stupefacenti, intercettare i canali di transito che possono essere il Brennero, la Slovenia, l'Austria. Ma il problema rimane fino a quando si considera normale per un ragazzo farsi una canna. E' questo che deve preoccupare, è questo a cui devono guardare le famiglie per intervenire” continua il questore Improta che sottolinea come ci sia la necessità “di capire quale società vogliamo per il futuro”.














