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| 15 ott 2023 | 17:48

Dall'omaggio a Luciano Berio a quello per il jazzista Luca Flores. Il Conservatorio propone anche un approfondimento tra musica e architettura

La programmazione del Conservatorio Bonporti prosegue con un omaggio a Luciano Berio a 20 anni dalla sua scomparsa, al jazzista Luca Flores e un approfondimento sul rapporto tra musica e archiettura

Dall'omaggio a Luciano Berio a quello per il jazzista Luca Flores
di Redazione

TRENTO. Un omaggio a Luciano Berio nel ventesimo anniversario della sua scomparsa tra tavola rotonda e concerto, la presentazione di un libro che indaga il rapporto tra musica e architettura e poi tanto jazz per ricordare Luca Flores. Ecco la programmazione della prossima settimana del Conservatorio Bonporti.

 

Si parte giovedì 19 ottobre all'Auditorium del Conservatorio con "Luciano Berio - Reti di relazione generate da un'opera d'arte", un evento realizzato con il contributo del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento e che si avvale di Margherita AnselmiMarco Uvietta quali responsabili scientifici.  

 

Il palinsesto prevede dalle 9.15 alle 12.45 e dalle 15 alle 17 una tavola rotonda "I sensi della creazione", alle 14 un'anteprima del cd con musica pianistica di Luciano Berio e Marco Uvietta e alle 20.30 il concerto Luciano Berio, Folksongs e brani di altri compositori viventi scritti per questa occasione.

 

La tavola rotonda vede un importante coinvolgimento dell'Università di Trento, della Fondazione Bruno Kessler, dell'Università di Verona e di Lugano (Associazione biblica della Svizzera Italiana) e del partner del Conservatorio Lech lechà - per una filosofia della relazione.

 

Che cosa significa creare? Per gli interpreti musicali: evocare un contesto mercé il fascino e il tramite dell'interpretazione, e dell'opera che per l'interprete vive e si fa presente. Forma e verità, come dice Luigi Pareyson, che si fa sensibile passando attraverso la persona; personalità e irripetibilità, ancora, dell'interpretazione (ciò è solo apparentemente paradossale) che dalla forma veritativa è ispirata e vocata a incarnarsi.

 

Per i compositori e le compositrici: immettere nel mondo, semplicemente, grandiosamente, imprevedibilmente, liberamente eppure necessitati dalla Storia e dal proprio stesso talento, un nuovo essere. Un bambino è nato - dice Hannah Arendt evocando Agostino, e significando così la nostra vicinanza al Creatore. Sì, è creando e dando vita a sempre nuovi inizi che il nostro essere plasmati a sua immagine si palesa chiaro, fulgido, cogente.

 

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di Luciano Berio (1925-2003). Si è ritenuto importante rendere omaggio alla sua statura di compositore e uomo di cultura proponendo un evento articolato in tre parti: l'anteprima di un cd con musica pianistica di Luciano Berio e di Marco Uvietta, tra i suoi ultimi allievi, una tavola rotonda sul lascito intellettuale della sua generazione e un concerto intorno alle conosciutissime Folksongs, con l’aggiunta di nuovi brani di autori viventi composti per lo stesso organico e la stessa idea di interculturalità, sebbene interpretata in modi diversi. Il tema di fondo è quello della continuità fra diverse generazioni, in una prospettiva che vede nel dialogo con la storia l’unica possibilità di immaginare e costruire un futuro.

Poi alle 16 di venerdì 20 ottobre nell'Aula Magna del Conservatorio la presentazione del libro "Musica e architettura: il punto di vista dei musicisti". Partecipano Claudio Ambrosini, Franco Ballardini, Paolo Andrea Buzzelli, Cosimo Colazzo, Andrea Estero, Massimo Priori, Marco Russo, Francesco Schweizer, Anna Vildera.e la collaborazione di Errico Pavese (chitarra).

Il tema non è nuovo ma le sue variazioni sono infinite e il libro ne propone volutamente alcune fra le meno scontate. Affronta per esempio esempio in termini problematici (Vasco Zara) il rapporto fra musica e architettura riesaminando la trattatistica musicale dal medioevo all’Ottocento, indaga su un personaggio come Antonio Niccolini (Marco Bizzarini), architetto di teatri e promotore di spettacoli musicali, e analizza la concezione dello spazio/tempo nella cultura giapponese (Christoph Hahn) e i paesaggi sonori del compositore turco contemporaneo Fazıl Say (Andreas Krause), ripercorre le ricerche sull’acustica ambientale di suoni registrati e riprodotti o teletrasmessi (Marco Russo) e si pone, anche se con molta ironia, interrogativi estetologici di ampia portata (Giovanni Guanti).

Buona parte del volume è dedicata in particolare al rapporto fra le due arti nella musica contemporanea (fra XX e XXI secolo), attraverso nuove analisi di casi illustri o l’esposizione di poetiche più recenti con scritti di Séverine Bridoux-Michel, Cosimo Colazzo, Massimo Priori, Francesco Schweizer, Claudio Ambrosini, Jean-Luc Hervé, Javier Torres Maldonado. Durante la presentazione saranno eseguiti da Errico Pavese tre pezzi per chitarra, "Prospettive" del compositore veneziano Claudio Ambrosini.

 

Poi alle 20.30 di sabato 21 ottobre all'Auditorium ecco il concerto Bjo Bonporti Jazz Orchestra con un omaggio a Luca Flores.

 

Pianista jazz di primo piano nel panorama italiano degli anni '70, nato a Palermo nel 1956, Flores si trasferisce in Mozambico dove la madre muore in un incidente stradale.

 

Il panista era con lei e in qualche modo si sente colpevole: questo evento segnerà per sempre la sua vita. Si diploma a Firenze e nel 1974 inizia la sua attività da jazzista ottenendo grande successo anche a livello internazionale. Nonostante il successo conduce una vita non felice e nel 1995 si suicida, dopo aver registrato quello che forse rappresenta il suo testamento spirituale in musica "How far can you fly".

 

La Bjo presenta un programma dedicato a Luca Flores, questo straordinario personaggio del panorama jazzistico italiano, dalla cui esperienza umana e musicale Walter Veltroni ha ricavato il romanzo “Il disco del mondo” e Riccardo Milani il film “Piano, solo”.

 

La big band di jazz del Conservatorio Bonporti di Trento nasce nel 2009 per volere e su coordinamento del maestro Roberto Cipelli all’interno dei corsi per poter dare agli allievi la possibilità di sperimentare e approfondire l’esperienza di un insieme orchestrale particolarmente peculiare nell’ambito della musica improvvisata.

 

Fino al 2018 l’orchestra ha avuto occasione di lavorare professionalmente con repertori, direttori e arrangiatori tra i più importanti del panorama jazzistico mondiale: Kenny Wheeler, Bruno Tommaso, Uri Caine, Paolo Fresu, Giancarlo Gazzani, Gil Goldstein, Maria Schneider, Roberto Spadoni e Paolo Silvestri. Si è avvalsa anche del lavoro di Luca Poletti come maestro concertatore. Molto importante in questo progetto anche il Festival "Itinerari Jazz Trentini" e la collaborazione con l’allora direttore artistico Enzo Costa.

 

Con questi repertori l’orchestra ha già al suo attivo parecchi concerti all’interno di manifestazioni organizzate dal Conservatorio stesso e come ospiti di diversi Festival jazz nazionali. Nel 2018 il progetto “Agora-ta” di Paolo Silvestri vede protagonista la cantante Barbara Casini in un omaggio alla straordinaria e insuperata interprete della canzone brasiliana Elis Regina, ma da qui la produzione dell’orchestra si interrompe per tre anni per poi riprendere con l’arrivo in Conservatorio della nuova docente di Composizione e Arrangiamento, la maestra Ninfa Collura. Dal 2020 la Bjo (Bonporti Jazz Orchestra) è sotto la sua guida e la formazione è costituita dagli studenti e dagli ex studenti del Conservatorio, oltre a ospiti di chiara fama.

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