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Vallagarina
21 novembre | 10:29

“La musica di Zandonai? È l'heavy metal della classica”. Tre date targate Euritmus per scoprire il '900 italiano: da Vienna a Rovereto, ecco il programma

Il progetto rappresenta la punta di diamante della stagione dell'associazione, alla quale da mesi a Rovereto è stato affidato il Teatro Rosmini: “Si tratta di un'iniziativa ambiziosa – spiega Klaus Broz, direttore artistico di Euritmus – che coinvolge oltre 100 musicisti e ci porterà su tre palchi importanti: il Teatro Comunale di Vicenza, la famosa Sala d'Oro del Musikverein di Vienna e infine il Teatro Zandonai a Rovereto”. Ecco il programma

“La musica di Zandonai? È l'heavy metal della classica”

ROVERETO. Musica, cultura, emozione ma anche un preciso impegno nel sociale, per sostenere le realtà che, ogni giorno, operano attivamente a favore delle donne vittime di violenza: sono tanti gli elementi che compongono il progetto “Novecento Italiano”, con il quale l'associazione Euritmus porterà a Vicenza, Vienna e Rovereto un meraviglioso repertorio sinfonico composto nella prima parte del XX secolo. Le tre serate, in programma rispettivamente il 22 novembre al Teatro Comunale di Vicenza, il 24 novembre nella Sala d'Oro del Musikverein di Vienna e il 25 novembre al Teatro Zandonai di Rovereto, vedranno protagonisti altrettanti importanti compositori: Giacomo Puccini, Riccardo Zandonai e Ottorino Respighi

 

Euritmus – spiega il direttore artistico dell'associazione, Klaus Broz – è l'unico complesso strumentale riconosciuto dal Ministero della Cultura in Trentino Alto Adige e abbiamo deciso di dare vita a questo progetto, incentrato sul grande Novecento italiano, per portare sul palco tre autori famosi ma poco eseguiti nella loro parte sinfonica. Partiremo con Puccini, nel suo centenario, e gli affiancheremo Riccardo Zandonai, autore cittadino famoso in tutto il mondo per opere come Francesca da Rimini e I cavalieri di Ekebù. Concluderemo con la Trilogia Romana di Respighi, uno dei capolavori nazionali del sinfonismo nel '900”. 

 

Si tratta di un progetto ambizioso, continua Broz, che coinvolge oltre un centinaio di musicisti e che porterà l'Orchestra delle Alpi, la compagine orchestrale nata in seno all'associazione, a calcare palchi importanti in Italia e all'estero: “L'iniziativa avrà poi un'importante valenza sociale – continua Broz – perché punta a unire in una logica anche artistica il 22 novembre, il giorno di Santa Cecilia dedicato alla musica, e il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In questo senso vogliamo realizzare un progetto che sensibilizzi su questa tematica e che nelle sue varie date vada a sostenere sia i centri anti-violenza locali, sia le politiche di inclusione delle vittime di violenza, e che possa essere un punto d'orgoglio per la nostra realtà". Un obiettivo importante, che ha portato tra l'altro Euritmus ad ottenere il patrocinio di Wave, il network europeo (con sede a Vienna) che coordina i centri anti-violenza nell'Ue

 

“Unire Santa Cecilia e il 25 novembre – aggiunge Barbara Broz, presidente dell'associazione –  a livello personale è estremamente significativo da un punto di vista emozionale. Ricordo ancora quando da bambina studiavo violino in Austria insieme a un ragazzo austriaco con il quale, negli anni, abbiamo mantenuto stretti rapporti di amicizia. Ricordo quanto parlasse di come sarebbe andato in futuro a suonare al Musikverein, mentre per me sarebbe stato impossibile, visto che la Wiener Philarmoniker era esclusivamente maschile. Nel corso degli anni poi, durante i concerti di Capodanno alla Sala d'Oro, a poco a poco ho cominciato a vedere le prime donne parte dell'orchestra, vestite però rigorosamente da uomini, coi capelli tirati all'indietro, per sostituire i membri maschili in malattia, prima di un processo d'inclusione più formale. L'Orchestra delle Alpi non fa nessuna discriminazione di genere, ma il dato di fatto è che oggi il primo violino è una donna, come il primo oboe, il primo flauto, l'arpista. Con orgoglio posso quindi dire che dimostriamo per l'ennesima volta che l'aspetto femminile nella dimensione umana è un contributo fondamentale”. 

 

A dirigere l'Orchestra sarà il Maestro belga Etienne Siebens, che a il Dolomiti ha spiegato che significato rivestano per lui i tre compositori protagonisti del progetto: “Respighi è un autore veramente speciale per me – dice –. Ho conosciuto la sua opera per la prima volta quando avevo 17-18 anni e ricordo di esser rimasto sbalordito dalla moltitudine di colori che l'orchestra era in grado di trasmettere. Nelle sue opere ho scoperto tanti nuovi aspetti dell'armonia, della combinazione tra i vari strumenti. I tre pezzi che proponiamo sono stati composti in momenti diversi della vita di Respighi e sono potenti: per il pubblico credo sarà un'esperienza incredibile, come quella che ho vissuto da ragazzo. Ricordo ancora di esser rimasto sconvolto da come un essere umano potesse scrivere musica del genere: Respighi è un genio, è come se venisse da un altro pianeta”.

 

Il roveretano Zandonai, invece, è stata una scoperta per il Maestro belga: “In queste serate proporremo una sua Rapsodia, all'interno della quale si trova un po' di tutto: dalla musica popolare a quella antica, combinate nel modo unico e speciale che il compositore aveva nello scrivere armonie. Inizialmente credo che il pubblico troverà la musica di Zandonai strana, poi però realizzeranno quanto sia incredibile. Personalmente la paragono all'heavy metal: Zandonai è heavy metal, è completamente differente da un compositore come Respighi, ma speciale in un modo tutto suo”. 

 

Le tre serate si apriranno invece con le musiche di uno dei più grandi protagonisti della scena sinfonica e operistica italiana: Giacomo Puccini. “Puccini è nel mio cuore – conclude il Maestro Siebens – e nel centesimo dalla sua morte, avvenuta proprio a Bruxelles, nel mio paese, suoneremo il Preludio Sinfonico. Si tratta di un pezzo che ha scritto quando era ancora un giovanissimo studente in Russia. Ma nella composizione si intravedono già gli elementi del 'vecchio' Puccini, con momenti e armonie toccanti. Non sarà 'esplosivo' come Respighi, ma un momento più introspettivo”.

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