“Beethoven arriva a Rovereto”. Dalla lirica al sinfonico, ecco la nuova stagione di Euritmus: “Oltre 70 gli eventi in programma”
L'associazione roveretana, che dal marzo 2024 ha trovato la sua nuova 'casa' al Teatro Rosmini, ha presentato il ricco programma di eventi per la stagione 2025: “Tre i 'filoni' principali – dice Klaus Broz, direttore artistico di Euritmus – la stagione lirica, quella sinfonica e quella cameristica”. Si parte questo sabato, 29 marzo, alle 20 e 30 con la I Sinfonia di Beethoven al Teatro Rosmini

ROVERETO. Da Beethoven a Rossini, da Colazzo a Zandonai, passando per appuntamenti legati alle attività cameristiche e tanti eventi pensati per i più giovani: ecco la nuova, ricca, stagione firmata Euritmus. L'associazione roveretana infatti, che dal marzo 2024 ha trovato la sua nuova 'casa' al Teatro Rosmini, ha presentato mercoledì (26 marzo) il palinsesto delle oltre 70 iniziative organizzate per il 2025 sul territorio nazionale (e non solo). Si partirà questo sabato (29 marzo) con un appuntamento da non perdere proprio al Teatro Rosmini, alle 20 e 30 con la I Sinfonia di Beethoven: sul podio Margherita Colombo, direttrice italiana apprezzatissima a livello internazionale, mentre ad introdurre la serata sarà una delle più importanti critiche musicali beethoveniane a livello europeo, la dottoressa Benedetta Saglietti. “Nel 2024 – ricapitola Klaus Broz, direttore artistico dell'associazione – abbiamo superato i 600mila euro di attività e nel corso dell'anno le soddisfazioni non sono mancate, a partire dal concerto che a novembre abbiamo tenuto all'interno della Sala d'Oro del Musikverein di Vienna (dove l'Orchestra sinfonica delle Alpi, la compagine orchestrale di Euritmus, ha addirittura ricevuto la standing ovation del pubblico Qui Articolo)”. E per il 2025 le ambizioni dell'associazione, unico Complesso strumentale, tra l'altro, riconosciuto dal Ministero della cultura nell'intera regione Trentino Alto Adige, sono ancora più grandi.
“In questi anni – sono le parole dell'assessora alla Cultura del Comune di Rovereto Micol Cossali, presente alla conferenza di presentazione della stagione 2025 – abbiamo visto il grande impegno profuso da Euritmus nell'organizzazione e nello sviluppo delle attività culturali dell'associazione, che ha dimostrato anche una grande capacità di intessere relazioni nel settore per coinvolgere, all'interno di una rete, i vari soggetti attivi nell'ambito musicale. Oggi abbiamo bisogno di persone che si nutrono, e che sappiano nutrire il pubblico, della bellezza e delle sfide che l'arte ci pone”. Fondamentale, ha detto Cossali: “E' rimettere il lavoro creativo al centro di un settore economico-professionale come quello culturale, per far sì che Rovereto sia considerata, anche da chi lavora nella cultura, come un centro attivo”. E proprio in questa direzione sembra muoversi il (lungo) programma presentato da Euritmus, che può tra l'altro contare, negli ultimi due anni, su un netto e continuo aumento del sostengo arrivato all'associazione da parte di mecenati che hanno deciso di mettersi in gioco per sostenere il panorama culturale del territorio: “Al di là degli aspetti economici però – continua Broz – per noi è fondamentale mantenere e rafforzare il nostro ruolo di punto di riferimento, a livello culturale, per tutte le realtà che operano nel settore in Provincia”.
Euritmus, ha specificato in un saluto la vicepresidente e assessora alla Cultura della Pat Francesca Gerosa, rappresenta infatti “un'eccellenza trentina che unisce professionalità, voglia di innovazione e sperimentazione e una grande passione tanto da mettersi in gioco anche nella gestione del Teatro Rosmini di Rovereto, con un cartellone che amplia i suoi orizzonti operativi. Un'associazione che guarda al mondo della musica nella sua complessità e stratificazione di linguaggi considerando essenziale il rapporto con la comunità e con i giovani soprattutto. Auguro dunque a tutti un proficuo 2025 che sappia promuovere il sapere musicale nella sua possibilità creativa, libertà di espressione e opportunità di comunicazione tra le persone”.
Gli eventi firmati Euritmus si muoveranno, quest'anno, lungo tre filoni principali: la stagione lirica, quella sinfonica e quella cameristica. “Rispettivamente – continua Broz – presenteremo tre titoli per l'ambito lirico, tre opere estremamente differenti per periodo storico, stile e tematiche trattate. L'obiettivo sarà comunque quello di partire da opere ampiamente conosciute, per poi portare man mano il pubblico a scoprire titoli più di nicchia”. Il primo di questi sarà il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini (produzione dal 5 all'11 maggio al Teatro Zandonai), al quale seguiranno Francisca, di Cosimo Colazzo (sempre allo Zandonai dal 7 al 13 settembre) e I Cavalieri di Ekebù di Riccardo Zandonai (nel 'suo' teatro tra il 7 e il 19 ottobre). “Si tratta di tre titoli – dice il direttore artistico di Euritmus – molto diversi tra loro: un'opera buffa, un dramma e un'opera seria. Tutti, però, si concentrano su tematiche potenzialmente con un forte riscontro sociale: il personaggio principale del Barbiere di Siviglia, per esempio, è il forte carattere di Rosina, che nel contesto patriarcale degli inizi dell'800 vuole imporre la propria volontà. Altro 'forte' personaggio femminile è la vedova protagonista di Francisca, assolta dall'Inquisizione, nella Sicilia di fine '600, per essersi finta uomo e poter così lavorare”.
Per quanto riguarda i Cavalieri di Ekebù, il tema al centro dell'opera del maestro roveretano è invece quello delle dipendenze: “Gösta, il protagonista, combatte contro la dipendenza dall'alcol – ha spiegato Broz – prima di trovare il suo riscatto nella redenzione e nell'amore. Oggi le dipendenze hanno vari volti e non riguardano solo le sostanze. Pensiamo per esempio alla tecnologia e alle dipendenze correlate che, sempre più, coinvolgono i nostri giovani: il messaggio di aprirsi agli altri per guardare oltre le proprie fragilità è oggi, ancora, di grande attualità”. Altra grande iniziativa in programma nell'ambito lirico è il concorso internazionale in omaggio al grande cantore roveretano Franco Bonisolli: sono già una trentina i giovani partecipanti da tutto il mondo e i 16 finalisti si sfideranno, il 6 aprile, al Teatro Rosmini. In palio anche la partecipazione al cast che porterà in scena Il Barbiere di Siviglia allo Zandonai.
“La stagione sinfonica – ha aggiunto Broz – vedrà invece protagonista Beethoven, ultimo grande compositore classico e primo animo romantico. Una figura unica nella storia della musica. In omaggio al suo genio Euritmus ha progettato un percorso che propone l'integrale delle sue sinfonie in 3 anni di concerti, chiudendo questo iter nel 2027, bicentenario della sua morte. Tutti i concerti, in cui una sinfonia sarà affiancata da altre sue opere, saranno anticipati da delle guide all'ascolto che renderanno ancor più accessibile al pubblico la complessità e la bellezza di questo incredibile compositore”. Primo appuntamento, come detto, sarà al Teatro Rosmini il 29 marzo con la I Sinfonia: il 7 giugno, sempre al Rosmini, sarà suonata la IV e poi il 22 novembre la VII (al teatro Zandonai)”. All'interno del format Progetto Opera poi, si prevedono due appuntamenti con altrettanti concerti di apertura nel 2025: in vista del Barbiere di Siviglia, il 30 aprile, con “Flamenco” andrà in scena una Promenade sinfonica che racconta la Spagna tra musica e danza. Il 10 ottobre invece, prima della messa in scena dei Cavalieri di Ekebù, Euritmus ha in programma un appuntamento con il Novecento italiano, per riscoprire le opere dei grandi compositori italiani del primo Dopoguerra.
In estate, in collaborazione con l'associazione MusicaRiva, Euritmus proporrà poi la seconda sinfonia di Gustav Mahler, alla quale seguirà la partecipazione dell'Orchestra delle Alpi come ensemble in residence della masterclass di direzione del Maestro Markus Stenz, che ne dirigerà il concerto conclusivo. Altra interessante iniziativa in programma per la stagione estiva sarà il progetto “Il Grande Drago”, un omaggio che, partendo da un'interessante dialogo tra le rappresentazioni più 'pop' del drago stesso (da quelle note di Game of Thrones a Dragon Trainer) e la mitologia trentina, darà vita a uno spettacolo di animazioni ed esecuzioni dal vivo unico nel suo genere. Da non perdere poi i numerosi appuntamenti legati al percorso di musica sacra: “In questo contesto – spiega l'associazione – si colloca l'esecuzione del Requiem di Mozart, in collaborazione con il Coro Cantus e il Coro giovanile della Scuola Steiner di Trento, diretti dal Maestro Peter Appenzeller (15-16 marzo) e l'apertura del Mese Zenoniano, con un concerto alla Basilica di San Zeno a Verona (25 aprile)”. Nel 2025 Euritmus proporrà poi due versioni dello Stabat Mater (quella di Minuzzi, 11-12 aprile, e quella di Rossini, 1-3 novembre), confermando anche la realizzazione di due concerti a favore di Amnesty International in dicembre.
Numerosi anche gli appuntamenti all'interno della Stagione Cameristica: “L'obiettivo di questo lavoro – dice l'associazione – è di riuscire ad animare anche le comunità più piccole con una proposta culturale logisticamente gestibile e artisticamente di alto profilo. Ciò ha fatto nascere la 'stagione diffusa', cioè una serie organica di eventi strutturata su più Comuni. Per il 2025 questo impegno si traduce in quasi 30 concerti realizzati in Trentino, Veneto, Lombardia e Sardegna”. A chiudere l'anno, come sempre, sarà il Gran Tour Sinfonico di Capodanno: “Euritmus – scrive l'associazione – sceglie di accompagnare questa ricorrenza con l'immortale musica della famiglia Strauss. Nel tour di Capodanno l’Orchestra delle Alpi propone un programma fresco e gioioso, che unisce la bellezza della tradizione viennese all’incanto del grande Romanticismo. Non solo un concerto, ma anche l’augurio al nostro pubblico e ai nostri sostenitori di uno splendido 2026”.
Ad accompagnare l'intero programma ci saranno poi le numerose attività rivolte ai ragazzi in età scolare, tra cui: “Spettacoli di introduzione alla lirica, percorsi condivisi con le scuole, eventi ad hoc per bambini e ragazzi, didattica strumentale e campus estivi, progetti di alternanza scuola-lavoro. Solo in questo modo sarà possibile avvicinare i giovani all'arte, scoprendo nuovi talenti e formando il pubblico di domani”.












