“Rossini? Era la rockstar del suo periodo”. A Rovereto arriva Il Barbiere di Siviglia (firmato Euritmus) allo Zandonai: “Venire a teatro è farsi un regalo”
Doppio appuntamento firmato Euritmus al teatro roveretano per uno dei titoli più amati del repertorio operistico: Il Barbiere di Siviglia, di Gioacchino Rossini. Appuntamenti venerdì 9 maggio (ore 20 e 45) e domenica 11 maggio (ore 17) con un cast d'interpreti e una produzione d'eccellenza

ROVERETO. La grande lirica torna protagonista a Rovereto grazie all'associazione Euritmus: venerdì 9 maggio (alle 20 e 45) e domenica 11 maggio (alle 17) in programma al Teatro Zandonai un doppio appuntamento con “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. Due eventi imperdibili per lasciarsi travolgere dalla frizzante energia rossiniana grazie a un cast d'eccellenza, alla direzione musicale del Maestro Alfredo Stillo e alla regia di Danilo Coppola. I biglietti per entrambi gli spettacoli sono disponibili in prevendita solo online su http://www.euritmus.it/.
“Il Barbiere di Siviglia – precisa lo stesso Coppola nel presentare l'opera – è un titolo molto giovanile, particolarmente fruibile in quanto opera buffa. Va poi sottolineato che non ha un contesto storico preciso, si basa su avvenimenti caricaturali, divertenti, attraverso i quali si parla della vita civile di tutti i giorni in forma leggera. Sullo sfondo s'assiste ad una continua lotta tra il 'nuovo' che avanza ed il 'vecchio', raccontato con alcune delle arie più famose in assoluto, a partire dal 'Largo al Factotum'”
“Rossini – aggiunge il Maestro Stillo – era la rockstar del periodo agli inizi dell'800. Ha spezzato con la tradizione precedente andando a creare un genere, di fatto, tutto suo: nel caso del Barbiere di Siviglia è chiara per esempio la presa in giro dell'opera barocca precedente”. Nel caso particolare, per il direttore musicale vanno poi sottolineate: “La bravura, la professionalità e la qualità della compagine orchestrale e del cast, che vede la presenza di voci peculiari, particolari, ognuna con la sua sfumatura unica e accattivante”.
Euritmus mette in scena anche quest'anno una lista di grandi interpreti (Manuel Amati nei panni del Conte d'Almaviva, Gianpiero delle Grazie come Don Bartolo, Shiri Magar nel ruolo di Rosina, Gianni Giuga come Figaro, Francesca Leone a interpretare Don Basilio, Arianna Cimolin nei panni di Berta, Giuseppe Matteo Serrelli come Fiorello e Luca Dapor nel ruolo di Ambrogio) accompagnati dall'Orchestra sinfonica delle Alpi, la compagine orchestrale nata proprio in seno all'associazione Euritmus, e dalla Corale lirica Ambrosiana, diretta da Roberto Ardigò. A completare la parte musicale la collaborazione con il liceo musicale e coreutico “F.A.Bonporti” di Trento.
“La produzione – spiega Klaus Broz, direttore artistico dell'associazione Euritmus – coinvolge circa 80 persone ed è proprio con questo appuntamento che prenderà il via la stagione lirica al Teatro Zandonai di Rovereto, la prima nel teatro della città del Dopoguerra. Dopo Il Barbiere di Siviglia porteremo infatti in scena Francisca, di Cosimo Galeazzo e I cavalieri di Ekebù di Riccardo Zandonai”. Un ventaglio di offerte che si arricchisce con la stagione sinfonica organizzata dall'associazione roveretana (Qui l'intero programma per il 2025), con un repertorio di primo livello ed il coinvolgimento di professionisti di spessore internazionale.
“Dobbiamo ringraziare il Comune di Rovereto – continua Broz – per il continuo sostegno alla nostra attività culturale sul territorio, che in questo primo appuntamento lirico si arricchisce anche della presenza di alcuni degli artisti del Concorso lirico internazionale 'Franco Bonisolli', organizzato a partire da quest'anno nella Città della Quercia (Qui Articolo) in memoria dello storico tenore roveretano, che stanno particolarmente apprezzando l'accoglienza musicale di Rovereto. D'altronde va sottolineato che il palco di cui stiamo parlando, quello dello Zandonai, è di tutto rispetto: il teatro è di poco successivo alla Scala di Milano e ne richiama tanto la forma quanto l'incredibile acustica. Agli appassionati e a chi vuole magari provare ad avvicinarsi alla lirica dico di venire a teatro per farsi un regalo, per concedersi un momento di cultura, di spensieratezza e sorriso”.
Un punto sul quale mette l'accento anche Barbara Broz, presidente di Euritmus: “Prima con la pandemia, poi con i conflitti. Da anni ormai le persone vivono spesso con un senso di angoscia da molti punti di vista. Abbiamo scelto di festeggiare i 10 anni di Euritmus con la 'festa' del Barbiere di Siviglia per portare al pubblico un'opera leggera, con una sagacia e una sensibilità particolari nell'analisi dei difetti dell'animo umano. Un'opera che scava con ironia nel profondo delle persone. Anche per questo con il regista abbiamo deciso di inserire una serie di citazioni e richiami alla storia della nostra associazione, sia dal punto di vista scenografico che nella scelta dei trucchi, richiamando il nostro primo spettacolo a Rovereto in un dialogo interno che racconti in qualche modo la nostra storia e la storia della lirica a Rovereto nel 21esimo secolo”.












