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Bolzano
06 luglio | 09:47

L'arte come esperienza multisensoriale: Bolzano celebra il genio di Luciano Berio con un’esperienza al confine tra installazione, teatro e performance musicale

L'appuntamento è al Centro Trevi di Bolzano che ospita il progetto VOICES_100 - Tributo a Luciano Berio, per i 100 anni dalla nascita del compositore. L’installazione performativa potrà essere attraversata e vissuta dal pubblico come un ambiente immersivo da esperire a 360 gradi

BOLZANO. Luciano Berio il più grande tra i compositori dell’avanguardia italiana della seconda metà del Novecento viene celebrato anche a Bolzano, quest’anno a cent’anni dalla sua nascita. Berio è stato una delle figure più influenti della musica contemporanea, avendo sviluppato un linguaggio musicale unico.

Per questo motivo Spazio5 ha deciso di celebrarlo nel capoluogo altoatesino con un progetto che si pone all’intersezione di diverse discipline: un’esperienza al confine tra l’installazione, il teatro e la performance musicale, per riflettere sull’eredità di Berio e la sua attualità nel panorama musicale contemporaneo.

 

La performance dal titolo VOICES_100 sarà dunque aperta al pubblico presso il Centro Trevi di Bolzano, in via Cappuccini, dal 7 al 10 luglio, dalle ore 18:30 alle 20:00. L’installazione performativa potrà essere attraversata e vissuta dal pubblico come un ambiente immersivo da esperire a 360 gradi.

La performance è una riflessione contemporanea sul concetto di voce come traccia, memoria, materia viva. Il suono diventa corpo, gesto, immagine, attraversando i linguaggi e risuonando nello spazio scenico come evocazione e come presenza.

VOICES_100 nasce dall’incontro tra il maestro Roberto Fabbriciani, flautista di fama mondiale e collaboratore di lunga data di Berio, e l’artista visivo e regista Manuel Canelles, noto per la sua ricerca al confine tra arte performativa, installazione e cinema. Accanto a loro, la performer vocale Martina Spessot, la cui voce entra in dialogo profondo con la macchina scenica e sonora.

Roberto Fabbriciani esplora e omaggia la poetica sonora di Luciano Berio non limitandosi a interpretare pezzi del repertorio ma immergendosi nel suo linguaggio compositivo, cercando di incarnarne la profonda ricerca sonora. Il flauto diventa un mediatore tra il passato e il presente, un ponte tra le epoche, tra la scrittura musicale e l’improvvisazione.

 

Le installazioni teatrali e sonore di Manuel Canelles accompagneranno la performance, creando un’esperienza multisensoriale in cui il pubblico non è solo spettatore ma diviene partecipe di un ambiente evocativo attraverso il mezzo audiovisivo. L’ascoltatore sarà così immerso in un paesaggio sonoro che unisce la tradizione della musica classica contemporanea e le nuove possibilità espressive offerte dalla ricerca sul suono.

Al centro della performance e dell’installazione resta naturalmente la musica di Berio ed in particolare tre dei suoi capolavori: Sequenza I, scritta nel 1958 per il flauto di Severino Gazzelloni, di cui Fabbriciani è stato allievo, Sequenza III, composta invece per voce nel 1965 e ,infine, Gesti, scritta nel 1966 per flauto dolce

 

Anima del progetto è Manuel Canelles, attivo come regista, coach teatrale ed artista visivo, la cui ricerca artistica si concentra sulla pratica relazionale, con l’obiettivo principale di ridefinire il linguaggio scenico collegandolo alla dimensione dell’arte contemporanea.

Parte integrante del progetto e dell’installazione è la collaborazione degli artisti che hanno partecipato attivamente al worshop MOTUS, momento formativo e preparatorio della performance.

 

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