Gestione orsi, mentre la politica sbraita dal Parco Adamello Brenta arriva una ''unità permanente di consulenza orso” al servizio degli enti locali
La proposta è del presidente del Parco Adamello Brenta (l'ente che meglio conosce gli orsi e i loro comportamenti) e ricalca quella bocciata pochi giorni fa dalla maggioranza Fugatti in consiglio provinciale a Michele Dallapiccola. Fedrazza: ''Il nostro vuole rappresentare un nuovo, concreto contributo alla gestione della convivenza fra le nostre comunità e i grandi carnivori. Vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze''

TRENTO. Era la proposta portata in consiglio provinciale da Michele Dallapiccola pochi giorni fa, bocciata dalla maggioranza di governo. Ora è il Parco Naturale Adamello Brenta a muoversi autonomamente e ad avanzare, di fatto, la stessa proposta in materia di gestione degli orsi: istituire e mettere a disposizione delle comunità locali una “Unità permanente di consulenza orso”, che sia d’aiuto per affrontare i temi connessi alla presenza dei grandi carnivori sul territorio e concorra a realizzare una comunicazione massimamente efficace e corretta, tanto nei confronti dei residenti che dei visitatori.
La decisione è stata comunicata con lettera ai Comuni del Parco. “La nostra proposta – sottolinea il presidente Walter Ferrazza – vuole rappresentare un nuovo, concreto contributo alla gestione della convivenza fra le nostre comunità e i grandi carnivori. Vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze, affiancandoci naturalmente all’operato dei Servizi forestali della Provincia di Trento e di tutti gli altri attori coinvolti in questa delicata problematica. Sulle modalità di intervento di questo organo di consulenza permanente ci confronteremo a breve con i soggetti a cui di preferenza è rivolto; ci sentiamo però operativi fin d’ora per offrire il nostro supporto, forti dell’esperienza maturata con le nostre attività di ricerca scientifica e monitoraggio, che continueremo a svolgere regolarmente. Così come continueremo ad operare anche sul versante dell’educazione ambientale, rivolta a tutta la popolazione ma in particolare alle scuole. Conoscenza e formazione sono infatti gli strumenti più importanti di cui disponiamo per gestire le dinamiche di quest’area protetta”.
Solo sei giorni fa in consiglio provinciale la maggioranza Fugatti dopo aver chiesto alle minoranze di stare uniti e di sostenere la maggioranza in questo momento così delicato (con il Trentino messo alla berlina su qualsiasi trasmissione nazionale visti anche gli interventi pubblici del presidente Fugatti e dell'assessora Zanotelli) ha bocciato praticamente qualsiasi proposta. Tra le sette arrivate dall'ex assessore competente Dallapiccola e appoggiate dalle minoranze c'era anche quella di ''attivare un servizio di custodia e informazioni nelle valli con funzioni di protezione e mantenimento della consapevolezza della popolazione riguardo alla presenza del plantigrado''. Di fatto una iniziativa coincidente a quella voluta dal Parco.
Un'azione concreta che potrà facilitare la convivenza e quindi aprire la strada a soluzioni realistiche nell'approccio al problema. Mentre altri si preparano a manifestare per eliminare 70 orsi quando non si sa dove metterne uno. Un processo che impiegherebbe anni e anni (mentre la popolazione di plantigradi si riprodurrebbe per mantenere sempre l'attuale livello di presenza sul territorio). Tutto per tornare a quei 50 orsi che sono la soglia minima di sopravvivenza della specie (quindi non il numero massimo previsto, come va dicendo il presidente Fugatti trasmettendo una informazione falsa alla popolazione) che era il numero presente tra i boschi trentini quando, nel 2014, vi fu l'aggressione di Daniza a dimostrazione del fatto che non è con questi metodi che si risolverà qualcosa. Solo affidandosi agli esperti si potrà trovare una forma di convivenza accettabile e vantaggiosa anche per la popolazione locale.














