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| 24 feb 2023 | 20:18

“Ho conosciuto Kirill, oggi è una persona diversa: non tutti gestiscono le paure in maniera 'eroica'. Le sue non sono parole da uomo di fede”

Il monsignor Vincenzo Paglia ha portato oggi la sua testimonianza sul patriarca ortodosso, che ha sostenuto in diverse occasioni negli ultimi mesi l'invasione russa dell'Ucraina, sottolineando a Tagadà che non esclude la possibilità che Kirill abbia ricevuto delle minacce

TRENTO. “Ho conosciuto l'allora metropolita Kirill, prima che diventasse patriarca: le sue sono parole inaccettabili da parte di una guida spirituale, di un uomo di fede”. Sono queste le parole di monsignor Vincenzo Paglia, intervenuto nel pomeriggio di oggi a Tagadà, su La7, portando la sua testimonianza sul patriarca ortodosso vicinissimo a Putin. Kirill negli ultimi mesi ha sostenuto in diverse occasioni l'invasione russa dell'Ucraina (Qui Articolo), parlando in sostanza di una guerra giusta” contro l'Occidente corrotto” e la “lobby gay”. Una narrazione, quella della 'corruzione' della società occidentale che lo stesso presidente russo ha riproposto negli ultimi giorni, arrivando addirittura a dire che in Occidente abusi sui minori e pedofilia sono considerati la norma”.

 

 

Come spiegato durante la trasmissione, monsignor Paglia aveva conosciuto Kirill ben prima dell'invasione dell'Ucraina, ma oggi il patriarca della Chiesa ortodossa russa (la guida spirituale di circa 80 milioni di fedeli) è “una persona diversa”. “Quello che sta avvenendo – ha spiegato Paglia – è una sorta di rivoluzione terribile, che probabilmente coinvolge in maniera drammatica e davvero problematica anche lo stesso Kirill”. Il monsignore ha poi tracciato un paragone storico: “Durante l'Unione sovietica la gran parte dei preti ortodossi era stata rinchiusa nei Gulag. Quando Stalin comprese che doveva vincere la guerra, chiamò tre gerarchi ortodossi, liberandoli. In questo caso la guerra cambiò l'atteggiamento di Stalin per ridare voce alla Chiesa perché fosse di aiuto. Oggi stiamo assistendo al contrario da un certo punto di vista. Sono convinto che non bisogna mai lasciare soli anche i religiosi, perché possono impazzire”.

 

“Il Papa – ha detto poi il monsignore – lo ha incontrato una volta, la seconda volta non è stato possibile e sono molto dispiaciuto che questo non sia avvenuto”. Kirill è dunque stato lasciato solo, isolato? Ha chiesto a quel punto la conduttrice Tiziana Panella. O si è isolato o gli sono stati impediti ulteriori contatti, ha risposto Paglia: "Poi la psicologia, le paure, non sono sempre gestibili in maniera 'eroica'. Potrebbe essere che Kirill abbia paura o abbia ricevuto anche delle minacce. Per esempio, se fossi un pastore mi verrebbe da pensare che forse un'eventuale sua successione potrebbe essere più problematica ancora e che lui senta il dovere di reggere quegli 80 milioni di credenti. Non lo escluderei”.

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