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| 16 gen 2023 | 18:05

“I 30 all'ora in città? Il problema è far rispettare il limite. In Spagna è già la velocità massima nel 70% delle strade urbane”

Zone 30 e promozione della mobilità alternativa in città, l'assessore alla mobilità del Comune di Bolzano Stefano Fattor: “A Milano le forze di polizia hanno già sottolineato che il limite dei 30 all'ora è già presente nella zona dei Navigli, anche se in pochissimi lo rispettano. Il problema sta tutto nella possibilità di individuare chi supera la velocità consentita”

“I 30 all'ora in città? Il problema è far rispettare il limite

TRENTO. Ridurre il più possibile l'utilizzo dell'automobile ed incentivare la mobilità alternativa ed il sistema di trasporto pubblico: è questa la direzione nella quale sempre più centri urbani, in Europa come in Italia, si stanno muovendo per disegnare la mobilità del futuro. Una direzione nella quale, con il Piano urbano della mobilità sostenibile, si sta muovendo anche Trento dove l'obiettivo in ottica futura è di aumentare progressivamente le 'zone 30', mentre a Milano negli scorsi giorni è stata annunciata dall'Amministrazione l'intenzione di ridurre il limite nel capoluogo lombardo a partire dal 2024.

 

“Innanzitutto – dice però a il Dolomiti l'assessore alla mobilità del Comune di Bolzano Stefano Fattor – il sindaco Sala ha già detto che non si tratta di una decisione vincolante e che, in ogni caso, l'abbassamento del limite a 30 chilometri orari non riguarderà tutta la città. Al di là dell'introduzione delle zone 30 però, il problema sta tutto nella possibilità di controllare chi sgarra: in generale infatti in Italia non basta la rilevazione del radar, ma nelle strade urbane è necessaria anche la presenza di un operatore delle forze dell'ordine”. Una norma, dice Fattor, che inevitabilmente rende un controllo capillare più difficoltoso.

 

“Le forze di polizia a Milano, per esempio – continua l'assessore del capoluogo altoatesino – hanno già sottolineato che il limite dei 30 all'ora è già presente nella zona dei Navigli, anche se in pochissimi lo rispettano. Introdurre un nuovo limite che però vale sostanzialmente solo sulla carta ha ovviamente poco senso”. Come detto, l'abbassamento del limite di velocità a 30 chilometri orari nelle zone urbane (una decisione che, al momento, in Italia è stata presa solo nella città di Olbia) ha l'obiettivo di ridurre gli incidenti, favorire la mobilità alternativa alle auto private, incentivando quindi soprattutto l'utilizzo della bicicletta. “Guardando all'estero – continua Fattor – poco più della metà del territorio di Parigi è già zona 30, anche se si parla di aree dove, a causa del traffico, i veicoli si muovono comunque ad una velocità media di circa 15 chilometri orari”.

 

In Spagna invece la decisione è addirittura nazionale: “Il Ministero dell'Interno – spiega infatti l'assessore – ha prescritto il limite dei 30 chilometri orari in tutte le strade ad una singola corsia di marcia nei contesti urbani. Una norma che riguarda circa il 70% delle strade cittadine”. Parlando invece del nostro territorio, Fattor spiega come a Bolzano il limite sia già stato abbassato a 40 chilometri orari sostanzialmente in tutta la città: “Rimangono i 50 all'ora solo nella zona produttiva e industriale, dove non c'era necessità di abbassarlo. Allo stesso modo però, sono una dozzina le strade scolastiche ed una 30ina quelle residenziali dove il limite è stato abbassato ai 30 chilometri orari”.

 

Come anticipato, uno degli obiettivi della riduzione di velocità è ridurre le situazioni di 'conflitto' con i ciclisti, soprattutto in quelle città dove altre soluzioni (magari di tipo infrastrutturale) non sono possibili: “A Bolzano per esempio – conclude Fattor – il sistema di ciclabilità (formato da circa 60 chilometri di piste) è già molto 'separato' dal contesto di transito dei veicoli. A Brescia invece, dove si sta progettando un nuovo piano cittadino di ciclabilità, non potendo intervenire strutturalmente creando zone separate per bici e auto, si sta ragionando sull'introduzione di molte zone 30 per rendere il contesto compatibile con la presenza dei ciclisti. Come già sottolineato però, perché siano efficaci alle norme deve essere accompagnata anche un'adeguata capacità di controllo”.

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