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Trento
23 aprile | 06:01

Autovelox autorizzati od omologati. Adami: "I tre dispositivi presenti nel comune di Trento sono solamente autorizzati. Come previsto dalla direttiva"

Nel 2020 una circolare emessa dal Ministero dei Trasporti spiegava come le procedure di approvazione e omologazione dei dispositivi di rilevamento automatico sono equivalenti, ma la Cassazione ha, invece, tracciato una netta distinzione. I tre dispositivi trentini sono situati in via Alto Adige (la prosecuzione di via Brennero), dove vige il limite di 70 chilometri orari e uno all'uscita della galleria di Martignano (in direzione di Trento, limite di 90 km/h)

TRENTO. "Autorizzati" od "omologati": in quale categoria rientrato gli autovelox (tre) situati nel comune di Trento?

 

La sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l'annullamento di una multa comminata per eccesso di velocità, rilevato da un autovelox, ad un avvocato di Treviso (a rivolgersi al "Palazzaccio" era stato proprio il comune della Marca, dopo che l'automobilista aveva vinto la causa sia in primo che in secondo grado) in quanto l'apparecchio era semplicemente "autorizzato" e non "omologato" (QUI ARTICOLO) ha fatto scattare sull'attenti migliaia di comuni italiani e i relativi uffici tecnici.

 

La questione è di tutt'altro che di poco conto, perché i ricorsi potrebbe fioccare. In Italia non esiste il "precedente vincolante", ma certamente le sentenze emesse dalla Suprema Corte recitano un ruolo importante nell'interpretazione delle leggi e vengono spesso utilizzate come "orientamento" dai giudici. In poche parole: i giudici di pace, a cui ci si rivolge in primo grado per chiedere l'annullamento delle multe, potrebbero basarsi su tale sentenza per giudicare "nulle" le sanzioni emesse con l'ausilio di un autovelox "approvato" ma non "omologato".

 

"La sentenza della Cassazione fa una distinzione tra approvazione e omologazione dell'autovelox - ha spiegato ad Adnkronos/Labitalia l'avvocato Dario Giordano dell'ufficio legale Udicon -. Sembra il classico cavillo giuridico, ma in realtà si tratta di una questione molto importante: questi termini infatti non devono essere affatto confusi, dice la Cassazione. L'approvazione è un procedimento preliminare, un presupposto. Ma deve finalizzato, deve arrivare a un'omologazione che è un procedimento ben più puntuale sul macchinario e che garantisce che quest'ultimo rileva in maniera giusta la velocità".

 

Nel 2020 una circolare emessa dal Ministero dei Trasporti spiegava come le procedure di approvazione e omologazione dei dispositivi di rilevamento automatico sono equivalenti (articolo 192, comma 1 del Regolamento del Codice della Strada: "Ogni volta che nel Codice e nel presente regolamento è prevista la omologazione o la approvazione di segnali, di dispositivi, di apparecchiature, di mezzi tecnici per la disciplina di controllo e la regolazione del traffico..."), la Cassazione ha, invece, tracciato una netta distinzione.

 

E i tre autovelox trentini, due dei quali situati in via Alto Adige (la prosecuzione di via Brennero), dove vige il limite di 70 chilometri orari e uno all'uscita della galleria di Martignano (in direzione di Trento, limite di 90 km/h) sono autorizzati od omologati?

 

"Sono autorizzati - spiega Alberto Adami, il comandante della Polizia Locale di Trento e Monte Bondone - e, ovviamente, verificati e tarati annualmente. Non sono omologati perché non esiste tale procedura. La direttiva del 2020 del Ministero dei Trasporti equipara i due termini ed è stata recepita in maniera assolutamente perfetta dall'ente pubblico. Sappiamo che nei prossimi giorni in Parlamento verrà discusso un emendamento riguardo all'articolo 192 del Regolamento del Codice della Strada e siamo in attesa di capire cosa accadrà. La stragrande maggioranza degli autovelox, non posso dire tutti perché non ho gli strumenti per fare tale affermazione, sono approvati e risulta impossibile parlare di "omologazione". Omologare significa basarsi su di un modello originario (che non c'è, ndr) e, sino ad oggi, la questione non era mai stata sollevata".

 

Nel caso in cui venisse stabilito che sì, gli autovelox necessitano di omologazione, i dispositivi andrebbero modificati o sostituiti. Il rischio è, non solamente per le tasche dei comuni (e conseguentemente per quelle dei cittadini), ma anche per la sicurezza stradale. Se schiacciare il pedale, portando la vettura oltre i limiti consentiti, significa prendere una multa con la possibilità di vedersela poi annullata, gli autovelox potrebbe non rappresentare più un deterrente al superamento dei limiti di velocità.

 

"In primis - conclude Adami - bisogna ricordarsi che i limiti di velocità vanno rispettati, indipendentemente dalla presenza o meno dell'autovelox. La sicurezza sulle strade è un tema con il quale non si scherza. Poi non credo e mi auguro vivamente che nessun automobilista arrivi nemmeno lontanamente a pensare "posso superare il limite, tanto se prendo una multa la contesto". Significherebbe mettere a repentaglio sia la propria vita che quella degli altri. E poi, aspetto tutt'altro che trascurabile, la sentenza della Cassazione ha annullato "questa" multa e non tutte le altre. In Italia non esiste il "precedente vincolante": quindi ricorrere non significa automaticamente e certamente vedersi annullata la sanzione".

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