Il cane anti-veleno (che ha scovato oltre 200 esche sul Baldo) contro il bracconaggio: quasi raddoppiati in un anno gli interventi
L'unità cinofila antiveleno della Polizia provinciale di Brescia, formata da Sole (un cane da ferma tedesco a pelo duro Drahthaar) ed il suo conduttore, Paolo Tavelli, è in attività dal 2021 con l'obiettivo di individuare i bocconi avvelenati sul territorio, che spesso hanno come obiettivi lupi e orsi rappresentando però un enorme pericolo per tutti gli animali. Ben 12 gli interventi nel 2023, contro i 7 dell'anno precedente

BRESCIA. In Trentino sono intervenuti l'ultima volta nel novembre del 2022 (Qui Articolo), quando su un pascolo del Monte Baldo, nel territorio comunale di Nago-Torbole, erano state individuate ben 200 esche avvelenate (una delle quali trovata purtroppo da un cane che passava in zona): Sole, questo il nome del cane da ferma tedesco a pelo duro (Drahthaar) dell'unità cinofila della Polizia provinciale di Brescia, chiamata dalle autorità locali per la bonifica dell'area, le aveva individuate dopo diversi giorni di attività insieme al suo conduttore, Paolo Tavelli, salvando probabilmente molti animali da un destino orribile. Ora, con il 2023 che si sta ormai chiudendo, le autorità hanno tracciato un bilancio annuale per quanto riguarda le attività della 'coppia' anti-veleno, con gli interventi sul territorio che nel giro di un anno sono quasi raddoppiati.
Partendo dal principio, l'unità è nata verso la fine del 2021 nell'ambito del progetto LifeWolfAlps per contrastare l'utilizzo di esche avvelenate nell'ambito del bracconaggio. “L'uso del veleno – scrive la Provincia di Brescia nel presentare il progetto – è una pratica non solo illegale, ma subdola e pericolosa. Le esche avvelenate vengono usate pensando di difendere il bestiame da orsi e lupi, per liberarsi della concorrenza di volpi e rapaci nella caccia di lepri e fagiani o addirittura per eliminare gli animali vicini”. L'obiettivo di Sole è proprio quello di individuare i bocconi che, ovviamente “non scelgono le loro vittime” e sono in grado di “contaminare corsi d'acqua e terreni provocando danni incalcolabili agli ecosistemi anche nel tempo”.
Lo scopo dell'unità, come detto, è quindi quello di contrastare il bracconaggio ad animali selvatici (in particolare i grandi predatori) con esche o bocconi avvelenati, ma ciò non toglie che, vista la tipologia di formazione, la 'coppia' possa essere impiegata anche in contesti urbani e rurali per bonifiche a seguito di episodi di avvelenamento a animali domestici d'affezione. Un po' come successo a Nago. Nel 2022 gli interventi effettuati dall'unità sono stati in tutto sette (due di questi in Trentino, oltre che a Nago anche a Fiera di Primiero) e, in totale, Sole ed il suo conduttore hanno effettuato 35 ispezioni preventive in aree interessate dalla recente presenza di lupi o orsi e in aree interessate in precedenza da eventi di avvelenamento.
Un bilancio che, quest'anno, è quasi raddoppiato: nel 2023 sono stati infatti 12 gli interventi di verifica urgenti portati avanti dall'unità (tutti in Provincia di Brescia) con ben 70 ispezioni preventive. Numeri importanti, che hanno spinto le autorità della Provincia di Brescia ad annunciare l'intenzione, a partire dal prossimo anno, di una ulteriore unità per affiancare gli sforzi di Sole sul territorio.













