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| 08 febbraio | 19:53

''Sole è un compagno di vita oltre che un cane-poliziotto'', viaggio a fianco dell'agente specializzato nella ricerca di bocconi killer: "Fondamentale per salvare altri animali"

Il sovrintendente della polizia provinciale Paolo Tavelli racconta a il Dolomiti la sua attività a fianco del cane poliziotto Sole, specializzato nel rinvenimento di bocconi avvelenati disseminati per avvelenare lupi e grandi carnivori e operativo anche nella bonifica di aree urbane

BRESCIA. "Per spiegarle il mio rapporto con il l'agente a quattro zampe Sole, la inviterei a pensare alla famosa serie con protagonista il Commissario Rex".

 

Inizia con un riferimento alla nota serie televisiva l'intervista al Sovrintendente della Polizia Provinciale di Brescia Paolo Tavelli, del distaccamento di Vestone, che racconta a il Dolomiti la sua attività al fianco del primo cane antibracconaggio e antiveleno operativo in provincia: Sole, nello specifico, è un Drahthaar, un cane da ferma a pelo duro tedesco, ed è tra i pochi in Italia ad essere addestrato per la ricerca di esce e bocconi avvelenati.

 

L’unità è stata istituita alla fine del 2021 nell’ambito del progetto Life Wolf Alps, con l’obiettivo di contrastare l’uso di esche avvelenate legate al bracconaggio. La sua missione riguarda la tutela della fauna selvatica, in particolare dei grandi predatori, ma la formazione specifica consente l’impiego operativo anche in ambito urbano e rurale, per interventi di bonifica dopo episodi di avvelenamento che coinvolgano animali domestici.

 

Partendo dall'arrivo di Sole, Tavelli ripercorre i tratti fondamentali della sua attività: dall'addestramento quotidiano ai dettagli del ruolo operativo, fino al valore aggiunto apportato da Sole al contrasto agli avvelenamenti, per svelare infine le operazioni "più significative" effettuate negli ultimi anni.

Tavelli, partiamo dall'inizio: come comincia il suo percorso professionale assieme a Sole?

 

Sole ora ha sei anni e l'abbiamo ritirato il 22 giugno del 2021 direttamente dal centro in cui era addestrato, dalla dottoressa Roberta Bottaro, a Cantalupo Ligure, con il progetto era partito prima del Covid, ma che è diventato operativo solo in seguito. Io venni individuato come conduttore, dal momento che precedentemente ero stato un conduttore di cani da valanga per il soccorso alpino, e così è iniziata la nostra attività. Le svelo subito una cosa, prima di entrare nel merito: oltre che un prezioso agente a quattro Zampe, sole è anche un cane di famiglia che vive assieme all'altra mia cagnolina e una gatta di 24 anni: questo è un aspetto importante perché può condurre una vita serena "extra-lavorativa" assieme alla mia famiglia, che ci tengo sempre a ringraziare.

 

Parliamo della specializzazione di Sole.

 

Nello specifico si tratta di un Uca, un'unità cinofila antiveleno. È un cane da "detection", appositamente addestrato per individuare sostanze specifiche come stupefacenti, armi e altro, ma nel nostro caso il suo addestramento è stato indirizzato nella ricerca di sostanze commestibili, carcasse di animali e naturalmente sostanze velenose come topicidi e metaldeide, da qui la sua principale funzione.

 

Qual è il confine tra istinto e addestramento e, parlando di quest'ultimo, quali sono le 'competenze' trasmesse all'animale?

 

Parliamo di una formazione tipica dei cani da detection, con l'inserimento di alcune specificità riguardanti l'ambiente di lavoro e il modo in cui l'animale segnala le sostanze alimentari sospette, senza correre il rischio di mangiarle. Per quanto riguarda le unità cinofile antiveleno si sceglie la tecnica del freezing: in poche parole Sole si immobilizza quando individua un esca. Essendo lui un cane da caccia, è stato sfruttato il suo istinto naturale alla "ferma" con una differenza: lui segnala l'esca da seduto, per evitare il più possibile il contatto tra la sua bocca e la sostanza potenzialmente letale. Per quanto concerne il binomio cane-conduttore, io stesso ho dovuto effettuare una formazione specifica a cui è seguito un esame di operatività.

 

Ci parli del vostro lavoro quotidiano e dei contesti in cui siete chiamati ad intervenire.

 

Essendo io un poliziotto provinciale non agisco in via esclusiva come cinofilo, ma svolgo tutte le attività d’istituto: vigilanza territorio, attività ufficio, e tra le altre il controllo e il monitoraggio della fauna. Alla luce di ciò Sole mi, e ci, accompagna quotidianamente anche in attività diverse dalla sua formazione specifica. Un esempio? Io sono il referente per la Provincia delle attività relative ai grandi carnivori e mi occupo spesso di rilievo danni e degli indici presenza. Parlando della sua attività specifica, svolgiamo ispezioni e bonifiche di territori soggetti a possibili avvelenamenti, come avviene a seguito della segnalazione della presenza dei grandi carnivori. Effettuiamo anche “bonifiche urgenti” sia d’iniziativa nostra che che su richiesta di altri enti, sempre a seguito di una sospetta presenza di esche avvelenante, nella maggior parte dei casi aree verdi urbane. Ma non solo: ci occupiamo anche di formazione e divulgazione con progetti specifici e la partecipazione ad eventi, come il Dog Show a Brescia. Un ultima cosa: il territorio di competenza è quello provinciale, ma su richiesta interveniamo anche nelle altre province lombarde e in altre regioni, tra queste il Trentino. A tutto questo si aggiunge l'attività di addestramento e formazione quotidiane, che sono costanti.

 

Allargando lo sguardo, quanto è cambiato il modo di contrastare l’avvelenamento degli animali grazie all’impiego dei cani antiveleno?

 

Possiamo dire che l'utilizzo delle unità cinofile antiveleno ha reso decisamente più agevole, e soprattutto sistematica, l'attività di bonifica e prevenzione dei fenomeni. Ma c'è un aspetto da non sottovalutare, la loro operatività svolge un'importante funzione di deterrente oltre che contribuire ad incrementare l'informazione alla cittadinanza su un fenomeno molto grave.

 

Questa riflessione ne richiama un'altra: parlando di prevenzione del fenomeno, cosa ci dice il fatto che in Italia esistano poche unità cinofile antiveleno?

 

Ci dice che seppur gli avvelenamenti siano, purtroppo, molto diffusi alcune istituzioni sottovalutano il problema, non attribuendogli il giusto peso. Anche per questo mi sento di ringraziare il mio Comando e la Provincia di Brescia che crede in questa attività e che ne ha fatto, come più volte affermato dai rappresentanti istituzionali, "un fiore all’occhiello”.

 

Guardando al futuro, che ruolo immagina per Sole, per altri cani come lui e per questo tipo di attività fondamentale per la tutela del territorio e della biodiversità?

 

È auspicabile che assumano un ruolo sempre più fondamentale nel contrasto a questi atti che considero letteralmente vili e sinonimo di grande ignoranza. Questo pensiero è collegato al precedente in cui sottolineavo l'importanza di non sottovalutare quanto accade: naturalmente le unità cinofile antiveleno non possono essere la soluzione definitiva alla problematica, ma sicuramente rappresentano, e dovranno rappresentare, un importante valore aggiunto.

 

Quanto conta a suo avviso la collaborazione tra cittadini, veterinari e istituzioni per rendere sempre più efficace questo servizio sul territorio?

 

La collaborazione di tutti è essenziale, ricordo poi che in base a quanto disposto dalla relativa ordinanza del Ministero della Salute ogni figura in gioco ha dei compiti e degli obblighi precisi: parliamo ad esempio delle segnalazioni tempestive che permettono nella maggior parte dei casi di evitare la morte per avvelenamento sia di animali selvatici che da compagnia. A tal proposti è bene ricordare l'esistenza di una specifica App chiamata 'Bocconi Avvelenati' attraverso cui si possono effettuare le segnalazioni e monitorare anche il fenomeno. È fondamentale anche l'operato dei medici veterinari, che dovrebbero sempre segnalare i casi di avvelenamento in modo da far scattare le relative operazioni.

 

Un'ultima curiosità: c'è un intervento, o una situazione, che le è rimasto impresso e in cui ha compreso maggiormente l'importanza del suo lavoro?

 

Le posso segnalare due casi importanti, entrambi fuori provincia: nel 2022, a Fiera di Primiero, era stata segnalata la presenza di esche avvelenate: il nostro intervento ha permesso di bonificare l'area in modo efficace. Un altro caso è avvenuto la scorsa primavera nella bergamasca dove a seguito di ripetuti episodi di bracconaggio sono intervenuto con Sole nei boschi di Ardesio: gli accertamenti erano scattati per l’avvelenamento di un cane, salvato dall’intervento del veterinario, e dopo il rinvenimento di molte esche il responsabile, che aveva agito per avvelenare i lupi, è stato individuato e denunciato.
 

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