''Il disastro del Vajont ha fatto emergere il peggio e il meglio degli uomini. Ha segnato la nascita del sistema della Protezione Civile'', il ricordo a 60 anni dalla tragedia
Longarone ha dedicato il viale che passa davanti alla Fiera, alle scuole medie, all’area sportiva alle vittime della tragedia del Vajont avvenuta in quel tragico 9 ottobre 1963. Oggi, per la Giornata del Soccorritore una folla con oltre 1.500 persone si è radunata a Longarone per ricordare quella catastrofe che ha colpito il territorio e l'impegno dei soccorritori. In mattinata invece la breve e sentita cerimonia per rinsaldare il gemellaggio tra Longarone e Bagni di Lucca cittadina che ospitò decine di bambini longaronesi - gli orfani e i sopravvissuti del Vajont

LONGARONE. ''Quando finisce la notte? Uno degli allievi risponde: 'Quando si distingue un cane da una pecora'. 'Quando si riesce a distinguere un fico da un gelso', azzarda un altro degli allievi. 'No' dice il rabbino. 'La notte finisce quando guardando un uomo, si riconosce un fratello'''. La riflessione di un rabbino ai suoi allievi è stata riportata nell’omelia di don Rinaldo Ottone quest'oggi durante la messa in suffragio delle vittime del Vajont e per celebrare tutti coloro che hanno collaborato nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe. Il discorso è stato fatto ad aprire la Giornata del Soccorritore.
Una giornata che Longarone da sempre dedica alle persone che hanno riversato la loro solidarietà sulla comunità distrutta, subito dopo il 9 ottobre 1963. Ma che quest’anno assume un significato particolare, con l’intitolazione di un viale proprio ai soccorritori. E a proposito di ''notte'', la notte delle comunità del Vajont è stata lunga, dolorosa, ma ha trovato tanti “fratelli” nei tantissimi soccorritori arrivati da tutta Italia e anche da altre parti del mondo. È a loro che Longarone ha dedicato il viale che passa davanti alla Fiera, alle scuole medie, all’area sportiva. Con tre pannelli fotografici giganti che riportano altrettanti momenti significativi della macchina dei soccorsi attiva nelle settimane buie dell’autunno 1963.

La cerimonia di intitolazione è iniziata con il corteo dalla chiesa di Longarone: un lungo serpentone che è passato per il centro cittadino tra gli applausi, fino all’area della fiera, aperto dalla Fanfara degli ex Congedati della Brigata Cadore. Presenti oltre 1.500 persone tra Alpini, Protezione Civile, Croce Rossa, Bersaglieri e altri corpi dell’esercito. ''Il soccorritore è un misto di sensazioni, emozioni, pensieri e soprattutto azioni che si compiono per quella parola magica che si chiama solidarietà, quel sentimento altamente civico e cristiano che si manifesta proprio nell'opera di soccorso. Ma non è solo esempio di efficiente macchina organizzativa, in quella parola c'è un'anima, c'è una passione, c’è senso del dovere e grande sensibilità'' ha detto il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, nel suo discorso .
''Oggi siamo qui perché abbiamo voluto dedicare a tutti voi, rappresentanti di ogni corpo dello Stato e semplici cittadini, questo viale, che per sempre riconoscerà quello che avete fatto per noi. È il nostro modo per dirvi grazie - ha aggiunto Padrin -. Grazie per non averci lasciati soli nel nostro dolore, per averci dato tutto il vostro conforto e per esservi fatti carico di quella parte di tristezza che potevamo condividere intimamente solo con voi. Grazie per aver pianto con noi e per aver stretto forte i nostri bambini, per aver curato le nostre ferite e alleviato il nostro dolore e per averci dato quel sostegno e quella forza senza cui non saremmo mai potuti rinascere''.
Il sindaco Padrin ha sottolineato come ''il Vajont è quella tragedia che ha tatto emergere la parte peggiore, ma anche la migliore dell’uomo'', riferendosi proprio ai soccorritori. ''Il disastro del Vajont ha segnato la nascita del sistema nazionale di Protezione Civile, che poi di fatto ha avuto nel terremoto del Friuli il primo sviluppo concreto. Voi ci avete ricordato e ci ricordate che cosa conta davvero''.
''Il sistema di Protezione Civile passa per il Vajont e oggi è un’eccellenza mondiale riconosciuta - ha aggiunto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin -. La cosa più importante è lo spirito di solidarietà, allora come oggi. E non è un caso che in Veneto abbiamo il più alto numero di persone che fanno volontariato in Protezione Civile. I soccorritori sono eroi? Sono professionali, tempestivi. Sono persone normali, che a casa hanno una famiglia e partono senza sapere dove vengono mandati, disponibili 24 ore su 24. Ma soprattutto sono dotati di una grandissima umanità''.
Dopo la cerimonia di intitolazione, i soccorritori hanno pranzato tutti insieme nei padiglioni della fiera, dove hanno assistito allo spettacolo teatrale “Stelle nel Fango”, tratto dal libro “L’Abbraccio e la parola” di Viviana Capraro, raccolta di testimonianze dei giorni terribili dopo la catastrofe. Nel pomeriggio nell’area della diga (dove domani arriverà il presidente della Repubblica) si è tenuto il concerto della Fanfara degli Ex Congedati della Brigata Cadore.
In mattinata invece la breve e sentita cerimonia in municipio per rinsaldare il gemellaggio tra Longarone e Bagni di Lucca, siglato nel maggio 1964. Un gemellaggio nato da Mario Lena, sindaco della cittadina toscana nel 1963, che ospitò decine di bambini longaronesi - gli orfani e i sopravvissuti del Vajont - nella sua città. Per il Comune toscano era presente il sindaco Paolo Michelini.
Domani, giorno di commemorazione, si aprirà con le messe di commemorazione a Erto, Casso e Pirago. Alle 11 nel Cimitero monumentale di Fortogna sarà il presidente della Repubblica a rendere omaggio alle vittime del Vajont. La commemorazione civile, sempre con il presidente Mattarella, si terrà nell’area della diga alle 12. Nel pomeriggio, il convegno di apertura della Settimana nazionale della Protezione Civile, alle 14.30 al Centro culturale “F. Parri”. Alle 16 il patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia e il vescovo di Belluno Feltre monsignor Renato Marangoni concelebreranno la messa in suffragio delle vittime al Cimitero monumentale di Fortogna. In serata, la tradizionale veglia di preghiera in chiesa a Longarone.


















