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Trento
26 dicembre | 16:22

"Il servizio skibus va rivisto e si deve investire su Trentino Trasporti", Coppola dopo i disagi causati dall'arrivo dei certificati medici invece di autisti e mezzi

Invece degli autisti e dei mezzi sono arrivati i certificati medici con corse saltate e ritardi del servizio skibus. A dover intervenire Trentino Trasporti per limitare i danni e risolvere la situazione. Lucia Coppola: "Danno economico e di immagine, si deve rivedere l'organizzazione di un servizio strategico per le nostre valli"

"Il servizio skibus va rivisto e si deve investire su Trentino Trasporti"

TRENTO. Riportare il servizio skibus in-house, puntare sulle assunzioni e rendere più attrattivo lavorare per Trentino Trasporti. Questa la ricetta di Lucia Coppola. La consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra commenta i disagi, sofferti soprattutto in val di Fassa, negli scorsi giorni.

 

Alla Vigilia di Natale l'Azienda per il turismo si è vista recapitare dalla ditta che ha vinto l'appalto per il servizio skibus la notifica che non avrebbe potuto svolgere le corse a pieno regime. Troppi certificati di malattia. Da lì l'intervento di Trentino Trasporti per sopperire all'assenza di personale e di mezzi per garantire le varie tratte (Qui articolo).

 

"Già l'anno scorso aveva interrogato la Provincia per sapere se il servizio di skibus fosse ormai nella quasi totalità appaltato a privati", dice Coppola. "La risposta è stata chiara: Trentino trasporti fa ricorso da anni, prima in misura ridotta poi man mano in modo sempre più consistente, a operatori privati a causa di una strutturale carenza di autisti, che si è tradotta in una netta riduzione della capacità di far fronte alle esigenze di compensare il turnover e i maggiori fabbisogni dovuti ai servizi stagionali".

 

Oggi "circa il 90% dei servizi turistici nelle valli è affidata a ditte esterne. Gli appalti sono andati a buon fine, anche se il servizio è economicamente poco conveniente e quindi non sono molti i privati che ambiscono a partecipare. Ritengo che il servizio skibus avrebbe potuto essere coperto con l’assunzione di nuovi autisti ma tant’è, nonostante Trentino Trasporti e la Provincia neghino che si stia cercando di privatizzare i servizi, la strada in quella direzione sembra essere inesorabilmente presa. I guai non sono tardati ad arrivare".

 

Il servizio skibus, in particolare della val di Fassa, è stato messo in seria crisi da una valanga di defezioni da parte di dipendenti della ditta appaltatrice. "Il 23 dicembre sarebbero dovuti arrivare in valle autisti e bus, ma al loro posto sono giunti 15 certificati medici (anche i quindici autisti in seguito precettati hanno dato forfait). Di fatto sono state cancellate il 40% delle corse nel week end di Natale, con un enorme disagio per i turisti e per gli albergatori".

 

Non si esclude il contenzioso per le ripercussioni a livello organizzativo e di costi per la società pubblica trentina. "A questo si aggiunge un notevole danno di immagine per la nostra provincia, nonostante l’impegno di Trentino Trasporti a sopperire alle mancanze, ma non sono comunque mancati disagi, ritardi e corse saltate. Mi chiedo come sia possibile che un servizio così strategico per il nostro Trentino possa dipendere da una ditta esterna, con autisti che probabilmente, arrivando in questo caso da Roma, non sono neppure abituati a guidare sulle nostre strade di montagna. Danno di immagine, danno economico. Davvero una società come Trentino Trasporti deve appellarsi alla fortuna per offrire un buon servizio?".

 

La consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra ha deciso così di interrogare la Provincia. "Quante ditte hanno partecipato all’appalto, poi vinto dalla ditta Trotta di Roma? Quali territori della provincia copre la ditta Trotta con il servizio di Skibus e quanto percepisce? Se non si ritenga che un servizio come quello di skibus, strategico per la mobilità delle valli trentine e per il turismo debba essere completamente rivisto, investendo invece con più decisione sulle assunzioni di personale e soprattutto rendendo più allettante lavorare a Trentino Trasporti. Fino a non molti anni fa il lavoro alla nostra società di trasporto pubblico era molto ambito. Ora non più. Sarebbe tempo che ci si chiedesse il perché e si provasse a invertire la rotta", conclude Coppola.

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