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Trento
30 settembre | 16:18

Carenza di personale nel trasporto pubblico locale, la rabbia del sindacato: “Retribuzione troppo bassa, vanno rinnovati i contratti collettivi”

L’incremento delle retribuzioni, recita il comunicato di Usb Lavoro Privato, è “l’unica strada per uscire dalla carenza di personale in atto"

Carenza di personale nel trasporto pubblico locale, la rabbia del sindacato
di MOb

TRENTO. Aumento delle retribuzioni, interventi strutturali che prevedano il rinnovo dei contratti collettivi della categoria, interventi decisi dalla Pat e da Trentino Trasporti.

 

Questo chiede a gran voce l’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato di Trento.

 

“Come Usb Lavoro Privato – si apre il comunicato inviato dall’associazione -, abbiamo letto in questi giorni vari interventi nel merito della carenza di personale di Trentino Trasporti i quali cercano di dare una ragione alla mancanza individuando nello stress e nella circolazione stradale complessa, la causa per il quale in pochi scelgano e permangano in questo settore lavorativo”.

 

“La verità nei fatti è ben diversa, stress e problematiche alla circolazione stradale sono parte di un problema più ampio, non il problema, infatti da anni denunciamo come i mancati rinnovi dei contratti nazionali, ma non solo, abbiano portato ad una stagnazione dei salari che unita al crescente costo della vita ha portato gli stipendi del personale viaggiante ad essere insufficienti”.

 

“In sintesi quindi, la ragione così come la soluzione alla carenza di personale, non va ricercata inventando nuovi meccanismi di reclutamento del personale, ma intervenendo in maniera strutturale sulle retribuzioni dei lavoratori. Come Usb sono anni che denunciamo questa situazione chiedendo interventi strutturali in tema di trasporto pubblico locale, specie alla Pat, azionista di maggioranza di Trentino Trasporti, dalla quale però non vi è mai stata una risposta concreta”.

 

“L’incremento delle retribuzioni - conclude l'Usb - è l’unica strada per uscire dalla carenza di personale in atto, il resto sono solo palliativi fini a se stessi che non faranno altro che portare la situazione ad una condizione sempre peggiore”.

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