In hotel le chiedono di spostarsi di tavolo perché il figlio è disabile, il caso in Trentino. Il sindaco: ''La nostra comunità è inclusiva, sta passando un messaggio sbagliato''
"Essere inclusi è un nostro dogma" usa queste parole il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza sentito telefonicamente da il Dolomiti. "Il messaggio che sta arrivando non è certo quello che rappresenta questa comunità”

TRENTO. “Non ho ancora sentito nessuno dell'albergo ma posso dire, in generale, che come località noi siamo assolutamente inclusivi, è un nostro dogma che portiamo avanti seguendo le esigenze di tutti”. Queste le parole a il Dolomiti del sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli, dopo la denuncia arrivata da una madre che ha raccontato la sua brutta esperienza in un hotel dove le è stato chiesto di spostarsi dalla sala pranzo ad un'altra saletta perché alcuni ospiti non gradivano al ristorante suo figlio disabile Tommaso.
La vicenda è finita sulla stampa nazionale e sono numerosi i commenti negativi che in queste ore sta registrando la struttura alberghiera nella propria pagina Facebook. “Una struttura seria manda via chi poco civilmente chiede di allontanare un disabile. Avete toppato di brutto chiedendo di isolare il ragazzo e la sua mamma” scrive un'utente. “Speravo che il livello culturale riguardo agli albergatori trentini fosse superiore... Evidentemente mi sbagliavo!” un altro duro commento sui social. E ancora: “Aspetto una nota dell'hotel circa il vergognoso trattamento riservato ai disabili. Garante Disabili spero vivamente si ponga attenzione a questa vicenda”.
Un'ondata di negatività che si riflette inevitabilmente sulla stessa località turistica. “Un episodio così grave – spiega il sindaco – non era mai successo. Ma conoscono anche bene la famiglia che gestisce questo hotel e posso assicurare che sono sempre stati inclusivi, non ci sono mai stati problemi di questo genere. Per questo non voglio dire altro, perché vorrei prima capire bene cosa è successo. Di certo il messaggio che sta arrivano non è certo quello che rappresenta questa comunità”.
LA VICENDA (QUI L'ARTICOLO)
L'episodio è avvenuto durante alcuni giorni di permanenza in un hotel a San Martino di Castrozza e viene raccontato nella pagina Facebook Cecilia Bonaccorsi,
“Sono Tommaso, ragazzo cieco che non parla. Ho ricevuto un atto di pesante discriminazione. Mi trovavo presso l'hotel Colbricon di San Martino di Castrozza. Degli ospiti della sala ristorante erano infastiditi dalla mia presenza e se ne sono lamentati con l'albergatrice che ha proposto ai miei di prendere i pasti successivi in una saletta separata dai vetri ambrati oscurati. Lo ha proposto a noi e non a loro...”. Tommaso, un ragazzo di 24 anni affetto sindrome di Norrie.
Sempre nel post pubblicato nella propria pagina Facebook, Cecilia Bonaccorsi fa parlare il figlio. “Sono stato trattato come un cane non ammesso nella sala ristorante comune. Ovviamente siamo ripartiti perché non è piacevole restare dove non si è graditi. Vacanze rovinate e tanto ma tanto amaro in bocca”.
"Mai trattati così in un albergo", ha dichiarato Cecilia Bonaccorsi assieme al marito Remo Pimpinelli al quotidiano la Repubblica. La direzione dell’hotel, contattata dal quotidiano, non ha voluto rilasciare repliche. Anche da parte de il Dolomiti è stato impossibile parlare con qualche responsabile della struttura in queste ore.

















