La tragedia della Marmolada rimane senza colpevoli, il tribunale archivia l'inchiesta: "evento imprevedibile"
La tragedia è avvenuta il 3 luglio dello scorso anno quando una valanga si è staccata dal seracco sommitale della Marmolada travolgendo e uccidendo 11 persone. Negli scorsi mesi le indagini avevano portato a confermare "la non prevedibilità dell'evento"

TRENTO. “L'evento non era prevedibile”. Non ci sono colpevoli nella tragedia della Marmolada che ha portato alla morte di 11 persone e il ferimento di altre 8.
Il giudice Enrico Borrelli nelle scorse ore ha infatti condiviso gli elementi che erano stati resi noti già nel dicembre scorso da parte della Procura che aveva chiesto l'archiviazione del procedimento.
La tragedia avvenuta il 3 luglio dello scorso anno quando una valanga si è staccata dal seracco sommitale della Marmolada travolgendo e uccidendo diversi escursionisti è stata provocata un mix di fattori non prevedibili.
L'indagine partita immediatamente aveva l'obiettivo di chiarire eventuali responsabilità sul disastro e gli approfondimenti hanno consentito di avere una grossa mole di materiale elaborato da alcuni esperti.
E' stata fatta una ricostruzione minuziosa che ha permesso di analizzare l'intera storia del ghiacciaio con immagini, filmati satellitari e dati.
La perizia delle Procura, condivisa poi dal giudice, ha confermato la non prevedibilità dell'evento come contenuto nel documento firmato da Carlo Baroni dell'Università di Siena e di Alberto Bellin, dell'Ateneo di Trento con il contributo di altri tre docenti universitari e di un ricercatore del Cnr.
A provocare il distacco di 6.480 metri cubi sono stati diversi fattori tra cui lo scioglimento della neve di superficie alla formazione di profondi torrenti e crepe che hanno contribuito alla disgregazione del ghiacciaio.

Inoltre viene precisato che il ghiacciaio della Marmolada "in soli 10 anni avrebbe perso oltre cinque metri di spessore medio e oltre 7,7 milioni di metri cubi di ghiaccio". Un'estensione che si è dimezzata nell'arco di 30 anni.
La perizia riporta poi che sulla base delle conoscenze disponibili l'evento non era prevedibile e non è stato possibile identificare elementi che potessero, qualora osservati nei giorni precedenti, suggerire un alto rischio di crollo imminente.
Da qui la richiesta della Procura e ora la decisione del giudice di archiviare l'inchiesta.













