Maltempo, la furia dell'acqua si porta via l'opera di presa della centrale (VIDEO e FOTO): "Due milioni di danni tra strade cancellate e fermo della produzione"
Due torrenti sono esondati, una famiglia evacuata, pezzi di strada cancellati e la centrale idroelettrica danneggiata dalla furia dell'acqua. Il sindaco di Storo: "Il Lorino ha cambiato il suo corso e ha fatto disastri. Una prima stima dei danni? Un paio di milioni"

STORO. Torrenti esondati, strade cancellate e l'opera di presa della centrale idroelettrica strappata via della forza dell'acqua. Una primissima stima di 2 milioni di danni. In val del Chiese è alto il conto causato dal maltempo. I corsi d'acqua vengono ancora monitorati e sono in corso i lavori di ripristino in molte zone, mentre si attende il nuovo peggioramento meteo si procede a tracciare i primi bilanci dell'ondata delle scorse ore, sono stati giorni di intenso lavoro per operai, tecnici e vigili del fuoco.

I problemi in val del Chiese sono stati causati dai torrenti Palvico e Lorino mentre il fiume Caffaro ha fatto tremare ma "fortunatamente - spiega Nicola Zontini, sindaco di Storo, a il Dolomiti - è rimasto nei limiti, comunque eravamo pronti a far evacuare diverse famiglie perché la situazione era davvero di massima allerta. Sono ancora in corso le verifiche per capire l'ammontare dei danni". A reggere, seppur con grandi preoccupazioni, la gestione anche verso il passo Gaver e Bagolino con attenzione elevata sulla diga Dazarè, così come su Vaia, Sanguiner e Bruffione (Qui articolo).

A causa delle esondazioni, tre abitazioni sono state evacuate a Nago Torbole in località Tempesta, mentre una famiglia ha lasciato la propria casa a Tiarno di Sopra in località Licalì, dove era bloccata a causa di una frana. A Pieve di Ledro alcuni residenti hanno lasciato invece i pianterreni e i piani rialzati. Al fine di favorire il deflusso del rio Salone, Arco, è stato demolito con un escavatore un ponte pedonale di proprietà comunale.
Nella zona industriale di Storo, invece, "un nucleo familiare - aggiunge Zontini - nella notte tra lunedì e martedì è stato costretto a lasciare per qualche ora la propria residenza in seguito all'esondazione del torrente Palvico". Questa la panoramica sui corsi d'acqua a cui aggiungere tutti gli altri problemi causati dagli allagamenti e dalle frana a interrompere le vie di comunicazioni.

A esondare anche il torrente Lorino. "Ha cambiato il suo percorso - dice il sindaco di Storo - una forza enorme tanto che ha spostato massi di 2 metri quadri, ha eroso in maniera importante la montagna e diversi tratti di strada non esistono praticamente più". Danneggiata in modo seria anche la centrale Cedis. "L'edificio era allagato e l'acqua ha portato via la condotta e i cavi. Le briglie sono state liberate dai materiali e solo in queste ore ha ripreso a funzionare, ma in forma ridotta, la centrale principale.".

Il bilancio finale rischia di essere particolarmente alto. "Si parla di circa 1 milione per le strade e le altre opere, altrettanto per quanto riguarda la centrale - evidenzia Zontini - in quest'ultimo caso dobbiamo pensare anche alla mancata produzione di energia e ai relativi introiti che saltano".

La produzione a pieno regime è di 6 mila euro al giorno. "E' una situazione molto seria perché la centrale permette di calmierare le bollette ma questo problema rischia di cambiare le carte in tavola. Le criticità causate dal maltempo non sono banali anche sul fronte delle riparazioni. Procederemo con somma urgenza ma gli interventi sono complessi e ora arriva l'inverno, temo che ci vorranno 6 mesi di lavori e sarà necessario pianificare un puntuale reperimento delle risorse", conclude Zontini.













