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Maltempo (FOTO e VIDEO), "Le opere di prevenzione hanno salvato Storo", la conta dei danni tra case evacuate, esondazioni e frane: "C'è preoccupazione"

Tre famiglie sono state evacuate a Villa Rendena per una frana a ridosso delle case. E' esondato del rio Bianco in val del Chiese: le briglie hanno bloccato massi e fango trasportabili da 400 camion. "Nonostante la prevenzione si insegue l'emergenza, la situazione è sempre più complessa. L'informazione attraverso i social è fondamentale per comunicare alla popolazione le criticità" 

Di Luca Andreazza - 02 aprile 2024 - 06:01

TRENTO. "Gli investimenti sulle opere di prevenzione sono costanti e l'informazione puntuale ma è sempre più difficile prevedere le situazioni e questo è davvero fonte di preoccupazione: si insegue sempre l'emergenza". A dirlo a il Dolomiti è Giorgio Butterini, presidente della Comunità di valle delle Giudicarie. "Abbiamo un grande vantaggio: una rete importante di vigili del fuoco, forze dell'ordine, volontari, mezzi e infrastrutture, però il territorio è fragile e la gestione degli eventi sono sempre più complessa".

 

Molte le criticità in Trentino a causa dell'ondata di maltempo del week end di Pasqua. Tanti gli interventi degli operatori nelle ultime ore. Nella giornata di sabato 31 marzo si sono verificati due crolli sulla statale 350 dell'Alpe Cimbra. L'ennesima frana di roccia che ha comportato, dopo gli imponenti eventi di novembre e febbraio, una nuova chiusura della strada che collega Trentino e Veneto. "Servono interventi e un ristoro economico", il grido d'allarme di Micheal Rechsindaco di Folgaria: "Non è più un disagio accettabile" (QUI ARTICOLO). A Pasquetta invece tra i territori più colpiti ci sono stati la val del Chiese e la val Rendena. 


A Villa Rendena, frazione del Comune di Porte di Rendena, due abitazioni sono state evacuate mediante ordinanza di sgombero firmata dal sindaco. Si è verificato, infatti, uno smottamento sul versante a monte delle case: il materiale franato, che ha trascinato anche piante di alto fusto, è arrivato a interessare il cortile di un casa e ha lambito un secondo edificio lì vicino.

 

Sono tre le famiglie, per un totale di 7 persone, che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e "che hanno trovato riparo dai familiari", commenta Enrico Pellegrini, primo cittadino di Porte di Rendena. "Per fortuna non ci sono stati feriti. Ci sono danni ma sono contenuti nel limite del possibile. Dalle strutture comunali a quelle provinciali tutti sono attivi per monitorare e verificare la situazione". 


Già da oggi, martedì 2 aprile, iniziano i lavori di messa in sicurezza. E’ prevista la demolizione di un grosso masso granitico (circa 3 metri cubi) che risulta instabile e la cui caduta coinvolgerebbe le abitazioni sottostanti. "Si provvederà poi alla realizzazione di una barriera provvisoria a monte delle case e il taglio di alcuni alberi che si trovano sul ciglio della nicchia di frana", aggiunge Pellegrini. "Una valutazione è anche sui tempi, gli interventi non sono semplici perché la zona non è particolarmente accessibile".

In valle del Chiese si è registrata la piena del rio Bianco (il rio Lebràc), in località Cà Rossa, nel Comune di Storo e una colata di detriti che ha inciso l'alveo del torrente (QUI ARTICOLO). E' stata interrotta anche momentaneamente la circolazione sulla strada statale 237 del Caffaro, in località Sottovillo: la carreggiata è stata invasa dal fango proveniente dall'esondazione del corso d'acqua (QUI ARTICOLO CON VIDEO).

 

"Le strutture di contenimento realizzata dal Servizio bacini montani ha retto e siamo riusciti a contenere i danni", spiega Enrico Zontini, sindaco di Storo. "Si sono allagate le cantine del ristorante 'Barambana' mentre le altre situazioni sono più gestibili. Abbiamo effettuato un sorvolo in elicottero con il geologo provinciale per verificare eventuali situazioni di criticità ma non sembrano esserci grossi problemi sul fronte della stabilità del versante". 

La prima stima è che circa 4 mila metri cubi di detriti (il corrispettivo del materiale che può essere trasportato da 400 camion), dalle argille ai massi di dimensione superiore al metro cubo, si siano infranti contro la “briglia filtrante”, la "piazza di deposito" che il materiale si riversasse interamente sul conoide ma il rio è esondato e ha invaso la strada, un rischio considerato "residuo".

 

"E' stata salvata Storo, non saprei come sarebbe andata a finire senza le protezioni e gli interventi di prevenzione", le parole di Zontini mentre i mezzi tra escavatori e ragni, così come operatori e volontari lavorano per una prima messa in sicurezza. Ma dopo l'evento dell'ottobre scorso tra torrenti esondati, strade cancellate e l'opera di presa della centrale idroelettrica strappata via della forza dell'acqua per stima iniziale di 2 milioni di danni il conto inizia a essere alto per il ripristino delle varie aree.


Un territorio fragile con l'instabilità accentuata dalla crisi climatica tra inverni sempre più secchi, le temperature elevate per il periodo, le inversioni termiche e eventi più intensi che comportano anche un "cambio di stagionalità" sulle frane e sui crolli. E transitata la perturbazione, l'allerta resta alta comunque alta per la possibilità di ulteriori episodi di cedimenti, smottamenti e colate.  

 

"E' stato un non inverno e anche questa perturbazione è sembrata più di tipo autunnale", evidenzia Butterini. "Oggi siamo attrezzati con la Carta del rischio idrogeologico, i monitoraggi e i controlli: le verifiche sono puntuali dove si conoscono possibili zone di criticità ma non c'è il rischio zero e alcune situazioni sono imprevedibili. Gli eventi meteo sono sempre più estremi con periodi di siccità, anche prolungati, e perturbazioni intense con reazioni anche 'anomali' del terreno che non riesce a drenare in modo ottimale. L'attenzione è alta e ci dobbiamo adattare, non possiamo escludere ulteriori problemi nei prossimi giorni".


Nonostante i molti interventi e i danni, fortunatamente non ci sono feriti o persone coinvolte dai vari eventi. "E questo è fondamentale. La popolazione ha familiarizzato con queste situazioni e quindi è responsabile: se c'è un'allerta meteo seguono le indicazioni delle istituzioni. Inoltre ci sono più strumenti di informazione, i social network come il canale Telegram, è strategico per comunicare in anticipo e in modo veloce i residenti", conclude Butterini.

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