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| 15 set 2023 | 07:39

Massacrato davanti al suo camper, dopo 14 giorni di agonia è morto l'ambulante Massimiliano Bincoletto: a Rovereto fra i volti del mercato cittadino

Era stato trovato riverso a terra il 25 agosto scorso da un conoscente e nelle scorse ore, Massimiliano Bincoletto, è morto all'ospedale di Verona dove si trovava ricoverato in terapia intensiva 

Massacrato davanti al suo camper, dopo 14 giorni di agonia è morto l'ambulante Massimiliano Bincoletto
di Redazione

ROVERETO. Massacrato di botte il 25 agosto a Verona. Era stato un conoscente a trovarlo riverso a terra fuori dal suo camper . Dopo quattordici giorni Massimiliano Bincoletto è morto in ospedale  (QUI L'ARTICOLO).

 

Troppo gravi le ferite riportate. Il suo nome e il suo viso non sono nuovi a Rovereto. Era infatti stato uno dei volti più conosciuti del mercato cittadino.

 

Dopo l'aggressione Massimiliano era stato portato in ospedale e immediatamente erano partite le indagini per cercare di capire chi fosse stato ad aggredirlo in quel modo. Grazie ad alcune testimonianze, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’accaduto. Una tragedia che sarebbe nata da un litigio. 

 

Le forse dell'ordine, grazie alle testimonianze raccolte, sono riuscite ad individuare un presunto responsabili e nelle scorse ore è stato emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto per omicidio preterintenzionale.   Si tratta di un uomo che è stato fermato oggi dai militari di Verona nel Veneziano, a Favaro Veneto: si tratta di un 49enne di nazionalità georgiana con precedenti e senza fissa dimora, che le forze dell’ordine hanno attivamente ricercato fino ad oggi. Il presunto responsabile è stato quindi posto in stato di fermo come stabilito dalla pm Beatrice Zanotti, che coordina le indagini.

 

I militari sono giunti alla sua identificazione, dicono le forze dell’ordine, mettendo insieme le testimonianze di chi aveva assistito all’alterco nonché i filmati di videosorveglianza di alcuni locali pubblici della zona, che avevano immortalato gli attimi più violenti della colluttazione.

 

Il presunto responsabile è stato quindi accompagnato in carcere a Venezia, in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del Gip lagunare, che dovrà decidere sulla convalida. 

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