Morte 180 pecore in alpeggio, a processo 3 allevatori e due veterinari
Le pecore facevano parte di un gregge di 600 capi che sarebbe arrivato dalla provincia di Modena con la formula del "Prestito". Immediatamente sono partite le indagini ed ora è stato dato il via anche al processo

SPIAZZO. Le carcasse di 180 pecore recuperate nei pascoli di Borzago dagli uomini della forestale. Una vicenda raccapricciante che aveva portato immediatamente la forestare ad indagare.
Era il 21 agosto del 2019 ed ora a 4 anni di distanza è stato aperto un processo a carico di tre allevatori di Modena e due veterinari trentini.
Secondo l'accusa i tre allevatori avevano lasciato le pecore in uno stato di abbandono e malnutrizione tale da portarle alla morte. I due veterinari, invece, erano invece accusati di omissioni d'atti d'ufficio.
Nella seduta dei giorni scorsi gli avvocati dei tre allevatori avrebbero chiesto ed ottenuto la riqualificazione del reato da uccisione di animali a abbandono. L'udienza è poi stata rinviata a giungo.
LA VICENDA (QUI L'ARTICOLO)
Il 21 giugno del 2019 le carcasse di 180 pecore erano state recuperate nei pascoli di Borzago dagli uomini della forestale. Una scena pietosa, affermano i testimoni, decine e decine di capi sparpagliati senza vita nei prati sopra il comune di Spiazzo in Val Rendena
Secondo quanto viene riferito queste pecore facevano parte di un gregge di 600 capi che sarebbe arrivato dalla provincia di Modena con la formula del "Prestito". Meccanismo che si applica per mantenere i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale.
I forestali di Spiazzo avevano poi aperto un’indagine per chiarire tutti i punti oscuri.














