Morte 180 pecore in alpeggio, indaga la forestale, ma c’è chi punta il dito: “Erano visibilmente deperite”
È una scena da film horror quella che si è parata davanti agli occhi degli uomini della forestale costretti a recuperare più di un centinaio di carcasse di ovini che si trovavano nei pascoli di Borzago in Val Rendena. Ora l’esame autoptico dovrà stabilire le cause della morte

SPIAZZO. Le carcasse di 180 pecore sono state recuperate ieri nei pascoli di Borzago dagli uomini della forestale. Una scena pietosa, affermano i testimoni, decine e decine di capi sparpagliati senza vita nei prati sopra il comune di Spiazzo in Val Rendena
Secondo quanto viene riferito queste pecore farebbero parte di un gregge di 600 capi che sarebbe arrivato dalla provincia di Modena lo scorso 6 luglio con la formula del "Prestito".
Meccanismo che si applica per mantenere i contributi assegnati dalla Pac europea e dal Piano di sviluppo rurale provinciale.
Questi contributi possono andare dai 200 ai 1000 euro per ettaro pascolato e fanno sicuramente gola a molti allevatori.
Ricordiamo che nelle stesse, alla fine di luglio zone vennero rinvenuti altri 47 ovini morti, allora si ipotizzò che la causa della morte fosse da ricondurre a un fulmine.
I forestali di Spiazzo hanno aperto un’indagine per chiarire tutti i punti oscuri di questa vicenda, qualora venissero riscontrate delle irregolarità potrebbero scattare denunce per maltrattamenti nei confronti di chi si è occupato del trasferimento in montagna e della cura del gregge.
Anche l'Ente nazionale protezione animali del trentino fa sapere che sta monitorando la situazione. Siamo in contato con il corpo forestale – fanno sapere dall’Enpa – morti di questo genere sollevano molti dubbi stiamo prendendo in considerazione l’ipotesi di costituirci parte civile”.
Nel frattempo i veterinari dell’Asl hanno emesso un’ordinanza per vietare l’alpeggio di nuovi capi, almeno fino a quando la situazione non sarà chiarita.
Ora si dovranno attendere gli esami autoptici eseguiti dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie che stabiliranno le cause di morte. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella dell’epidemia ma secondo quanto riferiscono alcuni testimoni le pecore del gregge si presentavano visibilmente deperite e molto magre, rendendole inadatte ai pascoli di alta quota.






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